Notizie

In questo periodo delicato pensare alla propria sicurezza e a quella degli altri è fondamentale, per cui adottare delle precauzioni idonee a rendere più serena l’esperienza di viaggio presso la nostra flotta di pullman e shuttle bus risulta la nostra priorità. 

La sicurezza dei nostri passeggeri e la pulizia delle biglietterie e dei nostri mezzi sono una priorità fin da sempre, ma negli ultimi mesi abbiamo preso provvedimenti affinché si possa viaggiare con noi in assoluta sicurezza.

Fase preliminare per garantire ciò è l’adeguata sanificazione delle nostre vetture, che avviene mediante un apposito generatore di ozono, che grazie al suo altissimo potere ossidante permette di eliminare virus, batteri e parassiti che possono depositarsi sui tessuti: vengono trattati con questo sistema i sedili, le tendine e la pavimentazione in moquette.

Essendo un bus un luogo chiuso a tutti gli effetti, abbiamo pensato anche all’areazione, utilizzando sistemi di depurazione dell’aria: all’interno dei nostri impianti di condizionamento viene spruzzato un igienizzante che, oltre ad agire come inattivatore dei virus, riduce anche i rischi delle più comuni reazioni allergiche rimuovendo gli agenti patogeni come batteri, muffe, funghi e pollini. 

I nostri sistemi di prevenzione nel rispetto della salute del cliente e dello staff cominciano fin dal momento dell’acquisto del biglietto: è sempre preferibile l’acquisto online, ma anche le nostre biglietterie sono munite di pannelli trasparenti e distanziatori in caso di attesa in coda. Si raccomanda ai nostri passeggeri di non usufruire dei nostri servizi qualora si avverta febbre o sintomi influenzali.

Prima di salire a bordo, ogni passeggero dovrà indossare una mascherina protettiva (anche in tessuto va bene) e rispettare le regole di distanziamento sia in fase di accesso sul mezzo sia quando si prende posto sul bus. Per agevolare tale procedura, i posti vengono assegnati a bordo in modo da rispettare le distanze previste e, sui sedili ove non è possibile sedersi, sono presenti apposite segnalazioni. Offriamo inoltre ai passeggeri la possibilità di disinfettare le proprie mani grazie agli appositi dispenser di gel igienizzante posti all’ingresso delle vetture. 

Rispettando queste semplici regole possiamo portarvi a destinazione rispettando sicurezza nostra e degli altri, per tornare a viaggiare insieme come prima. 

Visitare Palermo

Una tra le figure più interessanti dal punto di vista della tradizione e della storia di Palermo, il Genio di Palermo è la personificazione della città, il simbolo di tutti i suoi cittadini indipendentemente dall’etnia e dalla provenienza sociale. 

La trasversalità di questa figura, che viene rappresentata come un uomo saggio con barba bianca, una corona in testa e un serpente che si nutre al suo petto, si può intuire anche dalla varietà di rappresentazioni che la città nasconde: uno dei tour più interessanti in giro per Palermo è proprio quello alla ricerca del “Genio di Palermo” nelle sue principali raffigurazioni, declinato con stili artistici diversi proprio in base alle epoche di contaminazione culturale di questa precisa area della Sicilia. 

La sua raffigurazione più rappresentativa è il Genio della FieraVecchia, la statua posta al centro della fontana di Piazza Rivoluzione, di cui abbiamo già avuto modo di parlare, ma di riproduzioni del Genio ce ne sono almeno altri sette (secondo la leggenda) se non di più. 

“U granni” (ossia “il grande”) si trova a piazza Garraffaello nel cuore della Vucciria, “U nicu” (“il piccolo”) si trova all’interno di Palazzo delle Aquile, sede del Comune di Palermo, e lo stesso appellativo viene dato a quello che si trova all’ingresso del porto. Anche sulla facciata del Palazzo del Comune svetta un genio e proprio di fronte, su Piazza Pretoria, se ne trova un altro all’interno del complesso delle statue dell’omonima Fontana. Altri Geni sotto forma di statue o bassorilievi si trovano in Via Oreto, a Villagrazia, all’interno della Cattedrale e a Villa Giulia, mentre invece alcune rappresentazioni pittoriche si trovano a Palazzo Isnello, all’interno del Palazzo Reale, presso Casa Professa e in una delle sale di Villa Igea. Di particolare pregio e splendore è il mosaico posto all’ingresso della Cappella Palatina, risalente ai primi del XIX secolo.

La varietà di tipologie di rappresentazioni e di contesti in cui è inserito e il mistero sul significato di alcune incisioni che lo accompagnano, rendono il Genio di Palermo una delle figure più enigmatiche della tradizione siciliana, con spunti che oscillano tra il laico e il religioso. La leggenda più accreditata vuole che le sue origini risalgano dirittura all’epoca di Scipione l’Africano, che avrebbe donato alla città la prima statua del Genio come segno di gratitudine per il sostegno della città nella guerra contro i cartaginesi. Da allora tale statua, raffigurante appunto un saggio, è stata presa come rappresentazione della città stessa, accanto alla figura di Santa Rosalia. 

Un giro della città alla ricerca dei Geni di Palermo è una delle attività più originali e idonee per condensare una moltitudine di quartieri e di Palazzi, tutti accomunati dallo stesso filo conduttore. Perfetta per i cittadini ma anche per chi vuole visitare Palermo per la prima volta, è un’esperienza da non perdere.  

Gusti-Bus

Saporita, gustosa e allegra: stiamo parlando della cucina tradizionale siciliana, che oltre a soddisfare il palato è una gioia per gli occhi e per l’umore. I colori, le consistenze e le decorazioni dei piatti siciliani sono unici nel loro genere, accompagnati spesso da una storia curiosa, che rende la preparazione di questi cibi un vero e proprio momento di connessione con la propria terra.

Da questa considerazione nasce la rubrica Gusti-Bus, con l’intento di portarvi in viaggio in Sicilia tra i suoi sapori più celebri, conditi con cenni storici e curiosità! 

Cominciamo il nostro tour gastronomico da un caposaldo della cucina siciliana: le sarde a beccafico! Questo piatto è tipico soprattutto delle zone di Palermo, Messina e Catania ed è così tanto celebre da essere stato inserito a pieno titolo nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. 

Le sarde a beccafico interpretano la sicilianità in ogni loro ingrediente, ciascun elemento infatti è tipico della nostra cucina regionale. Le sarde, ad esempio, sono un pesce considerato “povero” per la sua abbondanza nel Mar Mediterraneo e quindi di basso costo, motivo per cui è particolarmente usato all’interno dei piatti siciliani, stessa cosa per la combinazione gustosa e vincente di uva passa e pinoli: l’uva passa utilizzata nei piatti siciliani, detta anche “passolina” deriva dall’essiccazione di un particolare tipo di uva che cresce in abbondanza in Sicilia; l’uva passa viene spesso abbinata ai pinoli, anch’essi prodotti in Sicilia nella zona dell’entroterra, che controbilanciano il sapore e la consistenza della frutta essiccata, creando quel tipico gioco di contrasti che caratterizza i piatti siciliani che li ospitano. 

Dopo avervi presentato gli ingredienti principali, facciamo un po’ di storia. Nel 1800 la nobiltà siciliana si dilettava con la caccia di piccola selvaggina, che dunque divenne protagonista a pieno titolo dei menu della popolazione ricca della zona. Tra i volatili più ambiti c’era il beccafico, un uccelletto la cui carne veniva ritenuta pregiatissima grazie alla sua alimentazione a base di fichi, che veniva cucinato ripieno delle sue stesse interiora e servito con la codina all’insù in modo tale da renderlo facile da prendere e mangiare in un sol boccone. 

La popolazione più povera non poteva di certo godersi questa prelibata pietanza, ma si decise di replicarla ingegnosamente utilizzando ingredienti economici e di facile reperibilità: al volatile è stata così sostituita la sarda, avvolta su se stessa e contenente un ripieno di mollica, uvetta e pinoli, a sostituire le interiora. Per soddisfare anche l’occhio, oltre al palato, gli involtini venivano così disposti con la codina della sarda all’insù, per riprodurre fedelmente il piatto originario. 

L’originalità dei siciliani del 19° secolo è stata premiata: quello che per loro era un piatto particolarmente povero, svetta oggi nelle tavole delle famiglie siciliane, con tanto di impiattamento originario con la codina all’insù, e presenta ulteriori varianti appetitose con l’utilizzo di melanzane o zucchine. 

Visitare Palermo

Palermo è una città tutta da scoprire: oltre ai monumenti, alle chiese nascoste tra i vicoli e ai grandi palazzi del Liberty, il capoluogo detiene una serie di primati e custodisce curiosità talvolta sconosciute anche ai palermitani stessi. L’alternanza di dominazioni e la commistione tra culture di diverso tipo hanno concorso a creare una storia della città particolare e unica, ricca di aneddoti.

Ecco un piccolo elenco delle 10 curiosità su Palermo che forse non tutti sanno:

1– Teatro Massimo e Politeama

Palermo è stata la prima città al mondo ad avere due teatri lirici. Il primo è il Teatro Massimo, che a sua volta ha il primato di essere il primo Teatro dell’Opera in Italia (e il terzo in Europa), il secondo è il Teatro Politeama che, per chi viaggia con i nostri shuttle bus , è ben noto essendo uno dei punti più suggestivi della tratta.

2 – Museo Salinas

Il Museo Salinas custodisce la “Pietra di Palermo” frammento di stele di fondamentale importanza storica grazie alle sue incisioni, che hanno contribuito a ricostruire la fase dell’Antico Regno della civiltà egizia.

3 – Palazzina Cinese

Con la sua architettura in stile orientale, con forti influenze arabe, la Palazzina Cinese rappresenta un esempio unico nel suo genere, almeno in Europa. La Palazzina, o Casina, si trova all’interno del Parco della Favorita, che a sua volta rappresenta il parco urbano più grande d’Italia, per la sua estensione paragonabile al Central Park di New York. 

4 – Palazzo Valguarnera Gangi

Il Palazzo Valguarnera Gangi è noto per essere stata una delle ambientazioni più mozzafiato del Il Gattopardo di Luchino Visconti (la celebre scena del ballo), ma non solo: la sua Galleria degli Specchi ha ottenuto il primato di massima espressione barocca per le sue decorazioni e per il particolare soffitto a due livelli che crea uno straordinario effetto visivo.

5 – Orto Botanico

Il “verde” di Palermo ha ben tre primati in Europa: se l’Orto Botanico rappresenta il giardino storico-museale più grande del continente europeo, il Ficus Magnoloides di Piazza Marina è considerato il più grande esemplare d’Europa e il Palmeto di Villa Bonanno il più esteso. 

6 – Grotte dell’Addaura

I graffiti delle grotte dell’Addaura rappresentano un esempio più che particolare di arte rupestre del Mesolitico: le incisioni, infatti, rivelano un’accuratezza nella riproduzione dell’ambientazione mai riscontrata altrove.

7 – Palazzo Chiaramonte Steri

Sempre a proposito di graffiti, anche se di altro genere, le testimonianze murali nelle carceri dell’Inquisizione di Palazzo Chiaramonte Steri rappresentano un’altra testimonianza storica unica: mediante i disegni realizzati sui muri dai prigionieri, è stato possibile risalire a importanti dati storici sul periodo dell’inquisizione in Sicilia.

8 – Catacombe dei Cappuccini

Le Catacombe dei Cappuccini sono uno dei luoghi d’interesse in Sicilia più celebri in tutta Europa. Fin dai tempi del Grand Tour accoglievano numerosi visitatori per il fascino misterioso dei corpi perfettamente conservati posti all’interno dei lunghi e stretti corridoi. Altra curiosità: ad oggi è ancora sconosciuta la formula segreta che ha permesso un’imbalsamazione così resistente al passare del tempo. 

9 – Osservatorio Astronomico di Palermo

Nel 1801, presso l’Osservatorio Astronomico di Palermo, Giuseppe Piazzi ha scoperto Cerere, il primo e il più grande degli asteroidi situato tra le orbite di Marte e Giove, considerato ad oggi un pianeta nano.

10 – Cappella Palatina

Il soffitto ligneo della Cappella Palatina è una delle più importanti testimonianze di arte islamica, ma non solo: le tracce di arte bizantina e latina contenute nelle sue decorazioni lo rendono un esempio, unico del suo genere, dello spirito multiculturale della città.

Appunti

Viaggiare è sinonimo di scoperta, di novità e di apprendimento di tradizioni, storie e culture diverse dalle nostre. I musei e i monumenti rappresentano l’emblema di questo concetto, racchiudendo tesori che parlano del mondo in ogni suo aspetto: ma se non ci si può recare in un museo? È il museo a venire da voi!
In questo particolare periodo storico, infatti, alcuni tra i più importanti poli museali del mondo hanno messo a disposizione diversi tour virtuali all’interno delle loro mura, permettendo a milioni di visitatori, dotati solo di connessione internet come biglietto d’ingresso, di visitare le collezioni più importanti. 

Musei nel mondo

Parigi, va da sé, diventa facilmente una delle capitali virtuali d’eccellenza grazie all’accuratezza delle descrizioni e dei percorsi proposti dal Museo del Louvre (che non solo prevede approfondimenti sulle collezioni, ma anche sugli ambienti stessi che le ospitano), il Musée d’Orsay e la Reggia di Versailles che, in collaborazione con Google, hanno organizzato dei tour estremamente variegati con elementi testuali, foto, panoramiche a 360 gradi e video di approfondimento storico. 

Anche New York fa la sua parte, la città che non dorme mai svela tutta la sua bellezza online grazie ad un piano ideato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di New York che prevede visite nei principali musei (particolarmente accurata quella del MET), repliche web degli spettacoli di Broadway e del Metropolitan Opera, informazioni e curiosità su tutta la città, andando oltre Manhattan, cogliendo questa particolare occasione per mostrare gli altri quartieri della Grande Mela. 

Aprono le loro porte a visitatori virtuali anche il Museo Van Gogh di Amsterdam, l’Ermitage di Mosca, il Reina Sofia di Madrid, il Museo Archeologico di Atene e tanti altri ancora. 

Musei in Italia

Patria di bellezze dietro ogni angolo, anche l’Italia svela le sue meraviglie via web: non si può non partire da Firenze con i suoi Uffizi, che propone il programma IperVisioni di approfondimento su alcuni percorsi storico-artistici ben precisi, poi anche la Pinacoteca di Brera a Milano e i Musei Vaticani. 

A divertire con soluzioni diverse sono invece il Museo Egizio di Torino, che ha pubblicato delle interessanti “Passeggiate con il Direttore”, ossia dei tour tematici guidati da Christian Greco (Direttore del Museo ed egittologo di fama internazionale), il Peggy Guggenheim di Venezia che intrattiene i suoi ospiti con quiz sull’arte e il Teatro alla Scala che apre il suo sipario per le repliche web delle opere più importanti delle stagioni passate.

Anche Palermo si svela sui vostri schermi grazie alla collaborazione dell’Università degli Studi di Palermo, che con il progetto “Virtual Tours” svela il sistema museale di Ateneo, immergendo l’utente all’interno dei Museo di Geologia, Zoologia, di Palazzo Steri, dell’Orto Botanico e di altri luoghi di incredibile valore per la città. 

Non vi resta che scegliere la destinazione e cominciare a viaggiare comodamente dal vostro divano: se questa opportunità permette di scoprire le bellezze di ogni angolo del mondo, sognando di essere oltre le proprie mura domestiche, può servire anche come grande spunto per la prossima meta, immaginandosi già di andare in aeroporto pronti a prendere un aereo verso la prossima vacanza! 

Visitare Palermo

Ci sono luoghi, nei dintorni di Palermo, le cui origini risultano misteriose e ammantate di fascino e leggende. Questo è il caso, ad esempio, dell’isolotto di Isola delle Femmine, posto lungo la costa dell’omonimo Comune, che dista meno di 20 km dal capoluogo siciliano.

La spiaggia di Isola delle Femmine è meta di molti turisti e palermitani durante i mesi estivi, e l’isolotto, che emerge all’orizzonte, suscita sempre molta curiosità: la sua estensione, che non va oltre i 15 ettari, può essere ammirata in ogni dettaglio persino dall’autostrada che collega l’Aeroporto Falcone e Borsellino con Palermo, grazie proprio alla sua vicinanza alla costa. 

Come anticipato, le origini dell’isola si mescolano tra storia e leggenda, già a partire dal nome: per molti anni si è creduto che il nome “Isola delle Femmine” derivasse dalla presenza di un carcere femminile proprio in corrispondenza della torre diroccata che svetta da un piccolo promontorio, ma in realtà si tratta dell’italianizzazione di “Insula Fimi”, appellativo la cui origine ha a sua volta una duplice interpretazione: potrebbe derivare da “Isola di Eufemio”, ossia il nome di uno dei governatori bizantini in Sicilia, oppure potrebbe avere origine dall’arabo “Fim”, termine con il quale si intende “imboccatura”, che rappresenterebbe lo stretto canale che separa l’isoletta dalla costa. 

L’isola delle Femmine è stata al centro di numerose leggende amorose e sanguinarie, soprattutto per la presenza della sopracitata misteriosa torre, la cui origine, in realtà, è molto meno romantica: corrispondente “in mare” di una torre simile posta sulla terraferma, questa struttura non è altro che una postazione strategica di avvistamento, la cui realizzazione è da attribuire allo stesso architetto che ha curato la costruzione della celebre Piazza Pretoria di Palermo. Durante la seconda guerra mondiale la torretta è stata utilizzata costantemente e ha subito anche gravi danni a seguito dei bombardamenti, da cui deriva l’attuale aspetto cadente. 

Dal punto di vista naturalistico, l’Isola delle Femmine è un piccolo paradiso di fauna e flora. Considerata Riserva Naturale Orientata, la zona è sotto la gestione della Lipu dal 1998, in quanto si tratta di uno dei punti più importanti per la migrazione di numerosi uccelli, grazie alla sua posizione riparata e incontaminata dall’uomo. Anche i fondali che circondano l’isola sono un vero e proprio gioiello per gli amanti dello snorkeling che, grazie alle correnti, possono ammirare una vastità di specie marine inusuale per il territorio. 

Ad oggi l’Isola si pone al centro di aspri dibattiti per quanto riguarda la sua destinazione d’uso (è di proprietà privata, sebbene sia una riserva integrale) ma una cosa è certa: si tratta di uno dei simboli dell’area metropolitana occidentale di Palermo, che concorre ad arricchire il paesaggio della costa, regalando tramonti mozzafiato. 

Visitare Palermo

Colorati, vivaci, ricchi di storia e tradizione, i mercati di Palermo rappresentano l’essenza stessa della città e, di conseguenza, non si può tralasciare almeno una capatina quando la si visita. 

La primavera e l’estate sono i periodi migliori, per la varietà di cibi e di prelibatezze che si possono trovare e gustare direttamente tra le bancarelle che, seppur particolarmente folkloristiche, vengono ancora frequentate dai palermitani doc.

I mercati di Palermo sono racchiusi tutti all’interno del centro storico, e sono facilmente raggiungibili dalla Stazione Centrale, capolinea del nostro shuttle bus che collega Palermo con l’aeroporto Falcone e Borsellino

Immaginando un ipotetico percorso, partendo proprio dalla Stazione, il primo mercato che si scorge tra le vie del centro è Ballarò, il più antico. Le prime testimonianze della sua esistenza risalgono al X secolo e le leggende relative al suo nome non si sprecano: se per alcuni deriva dal nome Balhara, principe indiano di quel periodo, per altri deriva da un’antica famiglia nobiliare dell’epoca, invece per altri ancora le sue origini risalgono alla dominazione aragonese. Caratteristica che contraddistingue il mercato di Ballarò rispetto agli altri è la sua vitalità: le sue botteghe, multietniche e colorate, rimangono aperte fino al pomeriggio, permettendo a chi rientra in casa di godere del clima del mercato anche durante il tramonto.

Proseguendo verso il centro si incontra invece la Vucciria, più “giovane” rispetto a Ballarò di un paio di secoli. La sua nascita risale infatti al XII secolo, quando la zona del mercato viene popolata da commercianti e artigiani genovesi giunti direttamente dal Porto della città. Se fino a quel momento l’area era destinata soltanto al mercato di carni (il suo nome deriva infatti da “Boucherie”, ossia macelleria in francese), con l’arrivo dei genovesi la varietà di botteghe si amplia notevolmente fino a comprendere anche diverse attività di artigianato, caratteristica che distingue questo mercato storico dagli altri. Non a caso la zona è attraversata da “Via dei Materassai”, “Via dei Chiavettieri” e “Via dei Tintori”, che tutt’ora indicano la natura degli artigiani che facevano affari nella zona. 

Andando verso il Teatro Massimo si giunge così al Mercato del Capo, ultima tappa del nostro tour dei mercati alimentari della città. Dalla forma tipica di un “suk” arabo, il Mercato del Capo è nato grazie alla frequentazione degli Agostiniani, che vivevano nel vicino convento della chiesa di Sant’Agostino. A marcare profondamente la natura del mercato è la grande varietà di frutta, verdura, carne e pesce che trionfa tra i banchi delle strette vie, tra le quali si avvistano i portoni di alcune tra le più belle chiese della città, come la Chiesa dell’Immacolata Concezione.

Il nostro tour tra i mercati storici di Palermo finisce qui, ma solo in un certo senso: questi sono solo i mercati alimentari della città, vi sono infatti altre tipologie di mercati, come quello delle pulci e dei Lattarini, altrettanto caratteristici, curiosi e tutti da scoprire. 

Appunti

L’estate 2020 in questo momento sembra ancora lontana, ma perché non viaggiare con la mente e pensare alle possibili mete estive, dove trascorrere le settimane calde di luglio e agosto in pace, tranquillità e all’aria aperta?

Se, così come previsto, la maggior parte degli italiani sceglierà una meta in Italia, ecco una soluzione vicina alla nostra Palermo che metterà tutti d’accordo: l’isola di Ustica.

Contrariamente a quanto si possa pensare, arrivare ad Ustica non è particolarmente complesso: il porto di Palermo, da dove partono sia l’aliscafo sia il traghetto diretti verso l’isola, dista soltanto 1.8 km d Piazza Politeama, uno dei punti di riferimento principali per chiunque raggiunga Palermo dall’Aeroporto Falcone e Borsellino.

Una volta arrivati, Ustica affascina i suoi visitatori con il carattere genuino del nucleo cittadino e dei suoi abitanti, senza considerare i 12 km di diametro costellati di natura incontaminata, calette, riserve naturali e grotte blu cobalto. Usare il termine “fascino” quando si parla di Ustica, poi, è quasi d’obbligo, considerato che gli antichi ritenevano che fosse proprio quest’isoletta sperduta nel Mediterraneo la dimora della Maga Circe, l’ammaliatrice di omerica origine.

La cosa che colpisce fin da subito è la possibilità di pianificare la propria vacanza senza incentrarla solo ed esclusivamente sul mare, ma prevedendo altre interessanti attività di diverso genere: l’isola, infatti, propone diversi sentieri naturalistici dedicati ad escursionisti esperti e non, siti archeologici risalenti all’età del bronzo e le torri d’avvistamento di epoca borbonica da cui godere di panorami mozzafiato sul mare blu intenso che contraddistingue il periplo dell’isola.

Andando invece al fiore all’occhiello della località, il mare ovviamente, per godere al meglio delle bellezze marine di Ustica non si può non dedicare una giornata ad una rilassante gita in barca lungo il diametro dell’isola o tra le tante grotte che la costa propone, ma anche dal centro abitato stesso si possono raggiungere con facilità parti di litorale adatti ad ogni esigenza, dai sassolini perfetti per i bambini agli scogli più impervi da cui tuffarsi e fare snorkeling (non a caso Ustica è considerata un vero e proprio paradiso tra gli amanti delle immersioni).

La panoramica dell’Isola di Circe non può che terminare con un cenno alle prelibatezze culinarie del luogo come il pesce e le verdure, particolarmente gustose grazie al terreno di origine lavica. Ma tra questi alimenti spicca un’eccellenza diventata presidio Slow Food: la lenticchia, piccola, scura e saporita, sempre presente sulle tavole di Ustica estate e inverno.

Dato il clima particolarmente favorevole, Ustica regala il massimo della sua bellezza tra giugno e settembre, perché non cominciare a pianificare una vacanza alla scoperta di questa Perla Nera del Mediterraneo?

Visitare Palermo

Tra poco più di un mese è Pasqua, occasione perfetta per un viaggio last minute verso località più o meno vicine. La Sicilia, da questo punto di vista, presenta molti spunti, complice la vicinanza tra diverse mete d’interesse e clima che vira già verso l’estate.

Tra le mete più amate della Sicilia spicca Palermo, sia per la semplicità con cui si può raggiungere il centro città dall’Aeroporto Falcone e Borsellino ( che dista pochi km) sia per la varietà di scenari dell’area circostante, che propone scenari sempre diversi e ideali per chi decide di passare qualche giorno nella zona del capoluogo siciliano.

Di seguito, quindi, una serie di piccoli suggerimenti per un weekend fuori porta in occasione della Pasqua, dedicato a chi visita la città e i suoi dintorni per la prima volta o a chi ci vive, pronto a scoprirla e riscoprirla ogni volta.

Palermo
Palermo ha una storia plurimillenaria costellata dal passaggio delle più importanti civiltà del passato: ognuna di queste ha lasciato un’impronta profonda in città, influenzandone non solo l’architettura ma anche la cultura e…il cibo, ovviamente!

Esempio cardine di questa commistione tra culture diverse sono le chiese della città, simbolo di un suggestivo e vincente mix di culture e tradizioni, che regalano agli occhi uno spettacolo unico, affascinante e mai banale. Passeggiando in centro si può incontrare la Cattedrale, la Cappella Palatina o la Martorana, che combinano con eleganza e armonia il gotico, arabo normanno, bizantino e barocco.

Oltre alle chiese, la città propone musei dedicati alla storia e all’archeologia della città (il Museo Salinas, ad esempio) o curiosi e atipici punti d’interesse come le Catacombe dei Cappuccini, che attira l’attenzione dei visitatori fin dalla gloriosa epoca dei grand tour del XVII secolo.

Per immergersi nell’essenza stessa della città è caldamente consigliato un tour tra i mercati del centro storico, occasione perfetta per scoprire il cibo tipico siciliano tra street food e specialità di stagione: Vucciria, Ballarò e mercato del Capo presentano ancora una forte impronta della storica tradizione dei mercati, immersi tra prestigiosi palazzi antichi e viuzze acciottolate.

Mondello e Cefalù
Scegliere la località balneare più rappresentativa nei dintorni di Palermo è davvero difficile, sia andando verso est sia verso ovest il panorama è costellato di spiagge e lidi più che caratteristici, pertanto ecco due tra le località più celebri.

Mondello è forse il borgo marinaro più celebre, un quartiere vero e proprio della città, separato solo dal Parco della Favorita: ideale per un break in spiaggia durante tutto l’anno, ad aprile non sarà raro trovare bagnanti intenti a fare una nuotata con il primo sole caldo.

Cefalù, invece, è la meta ideale per una passeggiata a lungo raggio: sebbene sia nettamente più distante, la cittadina merita di essere scoperta sia per la sua lunga e bianca spiaggia sia per le bellezze del suo borgo, ritenuto uno dei più belli in Italia.

Parco delle Madonie
Per chi ha qualche giorno in più da passare in Sicilia, una visita al Parco delle Madonie è indispensabile per scoprire la flora e la fauna dell’isola nelle sue zone ad alta quota.

La dorsale montuosa delle Madonie, poco sopra Cefalù, propone paesaggi mozzafiato, passando tra boschi di faggi, rifugi sulla neve e tipici paesini di montagna: la natura isolana delle Madonie però non tarda a svelarsi quando, tra le diverse tipologie di escursioni disponibili, sarà possibile individuare fossili di alghe, conchiglie e licheni.

Fiore all’occhiello del Parco delle Madonie è Gangi, piccolo borgo medievale ancora circondato da mura, da cui si gode una vista mozzafiato.

Come si può intuire da questa breve panoramica, i dintorni di Palermo sono ricchi di luoghi d’interesse e rappresentano una variegata e versatile cartolina della Sicilia occidentale, che di certo non si esaurisce nell’area del palermitano. La città resta comunque un importante centro d’interesse e punto di snodo verso le altre località, perfetto e suggestivo punto di partenza per conoscere meglio la regione.

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