Appunti
Palermo: un po’ di storia e arte (parte 3)

Palermo: un po’ di storia e arte (parte 3)

Per seguire le vicende siciliane del XIII – XV secolo ci vuole un po’ di applicazione. Intanto perché sono oggettivamente complicate, contraddistinte da contese internazionali fra case regnanti che, in un modo o nell’altro, accampavano diritti sull’isola, priva, dalla morte di Federico II di Svevia, di un re legittimato da tutti. E poi perché i personaggi della nostra storia sono tutti imparentati e spesso si chiamano allo stesso modo 🙂
Cercheremo di fare un riassunto non troppo lungo e soprattutto non noioso!

Eravano rimasti allo scoppio della Guerra del Vespro. Ebbene, i francesi di Carlo d’Angiò non avevano alcuna intenzione di andarsene pacificamente dalla Sicilia e i baroni isolani, che avevano alimentato la fiamma della rivolta del popolo, si resero presto conto che non avrebbero potuto sconfiggere da soli il poderoso esercito del crudele Carlo. Così fecero una ricerca fra le case reali europee e scovarono in Spagna qualcuno che poteva fare al caso loro: Pietro d’Aragona. Costui nel 1262 aveva sposato Costanza di Svevia, figlia di Manfredi, a sua volta figlio naturale di Federico II e la donna già da diversi anni brigava per riprendere possesso di quello che considerava il proprio regno. I baroni ebbero gioco facile. Pietro fu da loro indicato come legittimo erede del trono siciliano e invitato a dare una mano nella battaglia contro gli Angioini, cosa che Pietro accettò di buon grado. Cinque mesi dopo lo scoppio della rivoluzione, sbarcò a Trapani con il proprio esercito e riuscì in poche settimane ad avere la meglio. Carlo I fu ricacciato verso nord e la Sicilia passò nelle mani degli Aragona. Alla fine dell’anno, nella Cattedrale di Palermo si svolse la cerimonia di incoronazione di Pietro e della moglie.

Cattedrale di Palermo

Pochi mesi dopo il re lasciò la Sicilia e l’incombenza di governare l’isola passò a Costanza in nome del figlio Giacomo. Costui, però, non era particolarmente affezionato alla Sicilia e, qualche anno dopo essere divenuto re a sua volta, stipulò con Carlo II d’Angiò il Trattato di Anagni, con il quale rinunciava a questa parte del suo regno (1295). La decisione trovò la fiera opposizione del fratello minore Federico il quale, sostenuto dai baroni siciliani, il 25 marzo 1296 si fece incoronare re dell’isola, ancora una volta nella Cattedrale di Palermo.

Federico riprese la Guerra del Vespro che andò avanti, con alterne vicende, fino al 1302, quando fu stipulata la pace di Caltabellotta. Per la verità, le dispute proseguirono per altri settant’anni e Palermo, sebbene la sua economia fosse abbastanza florida, patì molto l’assenza dei sovrani che preferivano risiedere a Catania o a Messina. Peraltro la casa reale non era rappresentata da personaggi di grande capacità e rilievo, così, nel corso del Trecento, ebbe buon gioco la famiglia Chiaramonte. Ricchi e con molti utili “agganci” politici, i Chiaramonte capeggiavano le famiglie “latine” che si opponevano agli spagnoli. Il loro palazzo palermitano di Piazza Marina, quello che oggi è noto come Steri e ospita il Rettorato dell’Università, era un’autentica corte. Il massiccio edificio venne costruito nel tipico stile “chiaramontano” che riprendeva molte delle caratteristiche dell’architettura normanna e, in questo senso, rispecchiava l’impulso nazionalista dei siciliani.

Palazzo Steri

Purtroppo per i Chiaramonte, però, i re aragonesi non avevano alcuna intenzione di farsi da parte. Nel 1392, Martino il Giovane, che accampava diritti sul trono di Sicilia per aver sposato Maria, nipote di Federico, si fece incoronare insieme con la moglie (indovinate dove? Nella Cattedrale di Palermo). I baroni siciliani che, quando l’avevano avuto lontano, gliene avevano dette di tutti i colori, ritrovatoselo a Palermo si affrettarono a rendergli omaggio. Solo Andrea Chiaramonte (con pochi altri fedeli) rimase sulle proprie posizioni… e mal gliene incolse. Tradito e consegnato al re, fu decapitato davanti allo Steri.

Palermo: un po’ di storia e arte

Parte 1 Parte 2 Parte 3 Parte 4

Condividi

Related Posts

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Facebook

Google+

Newsletter

RESTA AGGIORNATO