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Alla scoperta di Palazzolo Acreide, tra i Borghi più Belli d’Italia

Alla scoperta di Palazzolo Acreide, tra i Borghi più Belli d’Italia

La recentissima ammissione di Palazzolo Acreide nel prestigioso club dei Borghi più Belli d’Italia ci offre lo spunto per la prima gita del 2015. Una gita che, come sempre, vi consigliamo di fare affittando un pullman con conducente, per poter viaggiare senza doversi preoccupare della guida, degli itinerari, dei posteggi e soprattutto per godersi la vacanza dal principio tutti insieme, familiari e amici.

Una volta a destinazione, iniziamo la nostra visita dal quartiere più antico, Castelvecchio, che è precisamente la zona della città che, insieme al quartiere Lenza-Orologio, ha guadagnato a Palazzolo l’ammissione nel club. Qui si trovano i ruderi, messi in sicurezza per poter essere visitati, del castello medievale intorno al quale si sviluppò il primo nucleo del borgo, e la Chiesa Madre, recentemente riaperta dopo i restauri. A partire dal Cinquecento, Palazzolo visse un’importante fase di sviluppo con la nascita di nuovi quartieri e l’edificazione di palazzi, chiese e conventi. Nel 1693, purtroppo, questo fortunato periodo fu bruscamente interrotto dal terremoto che devastò il Val di Noto. Un evento tragico che tuttavia ebbe anche una conseguenza positiva: dalla ricostruzione, infatti, Palazzolo emerse in nuove forme barocche e, proprio grazie alla bellezza e particolarità di questo stile architettonico, nel 2002 è stata inserita nell’elenco UNESCO dei Beni dell’Umanità.

Palazzolo Acreide

Palazzolo Acreide

Nel quartiere Castelvecchio si trova anche la Chiesa di San Paolo, cuore del culto per questo santo, molto amato dai palazzolesi che, il 29 giugno, giorno della sua ricorrenza, gli tributano straordinari festeggiamenti. Dal sagrato di San Paolo si raggiunge in pochi passi la piazza Umberto su cui prospetta il bel palazzo Zocco, i cui balconi sono sorretti da mensole figurate che sembrerebbero provenienti dal vecchio castello. La successiva tappa del nostro itinerario è la Chiesa dell’Annunziata, fra le più antiche come fondazione. Ricostruita dopo il terremoto, ha delle bellissime colonne tortili sulla facciata e un notevole altare a marmi mischi. Per questa chiesa Antonello da Messina realizzò la sua Annunciazione, oggi custodita al Museo Bellomo di Siracusa.

Tornati su piazza Umberto, imbocchiamo la via Garibaldi, con i suoi tanti bei palazzi settecenteschi: spiccano il Judica – Cafici, con un lungo balcone sorretto da ben 27 mensole scolpite, il più lungo del suo genere. Piegando su via Maestranza e poi su via Italia arriviamo a Palazzo Cappellani, al cui interno, dalla fine dello scorso dicembre, è ospitato il nuovo museo archeologico di Palazzolo. Vi è raccolta la collezione del barone Gabriele Judica, colto nobiluomo palazzolese che si ridusse sul lastrico per condurre gli scavi nell’area archeologica di Akrai.

Piazza del Popolo è la nostra tappa successiva. Qui prospettano il palazzo comunale, del 1908, con due bei loggiati laterali e decorazioni in stile liberty; e la Chiesa di San Sebastiano, alta su una bella scalinata. Costruita al principio del Settecento, custodisce nella navata sinistra un dipinto di Vito d’Anna raffigurante Santa Margherita, una delle opere più preziose del patrimonio palazzolese.

Il corso Vittorio Emanuele, che si diparte da qui, è una strada elegante fiancheggiata per tutta la sua lunghezza da palazzi sette-ottocenteschi inframmezzati da qualche esempio di liberty. Fra i più interessanti il Palazzo Pizzo e il Palazzo Judica, dove visse il citato barone Gabriele.

Al termine del corso si trova la Chiesa dell’Immacolata, costruita all’indomani del terremoto, con una bella facciata. Al suo interno spicca una statua di Santa Maria delle Grazie scolpita da Francesco Laurana. Una strada panoramica conduce all’area archeologica di Akrai, la prima colonia di Siracusa, fondata nel VII secolo a. C. in posizione strategica sulla via selinuntina, la strada che collegava l’est e l’ovest dell’isola. La visita comprende il teatro, una struttura non molto grande ma dall’acustica perfetta, ancora oggi sede di una rassegna di teatro classico, il bouleuterion, le latomie (utilizzate in seguito come catacombe cristiane). Da vedere anche il santuario dei “santoni”, un complesso di sculture rupestri relativo al misterioso culto della Magna Mater Cibele.

La visita di Palazzolo non è completa senza una sosta alla Casa Museo di Antonino Uccello, in cui si custodisce la ricca collezione etno-antropologica messa insieme da questo studioso, ma anche in una delle ottime pasticcerie della città. I dolci tipici sono tanti e squisiti, imperdibile la cubbaita di mandorle, miele e sesamo, i “ciascuna” (sottile sfoglia ripiena con un impasto di fichi), le cassatelle di ricotta, i biscotti sbollentati con i semi di anice. Notizie storiche e informazioni per le visite guidate si possono trovare sulla guida realizzata dal Comune.

Foto apertura: Sebastiano Puccio
Foto panoramica: Maurizio Aiello
Foto Teatro Greco: Salvo Alibrio

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