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GustiBus: caponata, origini della ricetta e del suo nome

La bella stagione sta arrivando e con sé arriva il periodo di uno degli ortaggi più amati in Sicilia, le melanzane, che in estate raggiungono il massimo del loro sapore.

Parlando di melanzane, non possiamo che far tappa con il nostro GustiBus verso una delle ricette dove queste sono assolute protagoniste, la Caponata!

Antipasto o contorno tipico delle tavole siciliane, la Caponata consiste in una dadolata di verdure (prevalentemente melanzane fritte, capperi, olive, sedano) cotte in un sugo di pomodoro denso e aromatico. La composizione della Caponata varia sensibilmente da città in città, ad oggi se ne contano ben 37 varianti, incluse quelle più raffinate con il pesce spada o le mele.

Conosciuta già nel XVIII secolo come piatto unico in abbinamento al pane fresco o tostato, la Caponata era un piatto del popolo, dati gli ingredienti semplici e di facile reperibilità: secondo una delle leggende sull’origine del suo nome, infatti, la Caponata non sarebbe altro che la versione più povera di una zuppa di capone e verdure molto in voga nel ricettario degli aristocratici dell’epoca che, così come per le sarde a beccafico (qui la storia di questa ricetta), ha preso proprio il nome dall’ingrediente pregiato sostituito con le melanzane.

Ma le scuole di pensiero sull’origine della parola “Caponata” non terminano qui! Se per alcuni il termine deriva da “Caponium”, ossia “osteria” in latino, per altri deriverebbe invece dalla parola greca “Capto”, cioè “tagliato”.

Qualsiasi sia l’origine del suo nome, l’unica certezza è che la caponata è uno dei piatti siciliani della convivialità per eccellenza, un bel piatto di questa portata, posta al centro della tavola pronta per esser condivisa, non può mancare durante un’esperienza di viaggio in Sicilia, per assaporare alcuni dei suoi gusti tipici e ricchi di storia e tradizione.

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