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In viaggio fra sapori e arte delle Madonie

In viaggio fra sapori e arte delle Madonie

Per chi giunge da occidente, le Madonie sono una promessa di verde, oro e azzurro. Le loro sagome frastagliate si delineano imponenti, incombenti, irresistibili per ogni viaggiatore curioso. Sono montagne di rara bellezza e di grande interesse botanico, geologico e ambientale, tanto da meritare i vincoli di un parco naturale regionale che si estende dal Tirreno fino ai quasi 2000 metri di Pizzo Carbonara. Il paesaggio, man mano che si sale, cambia: orti, frutteti, campi di grano e olivi lasciano il posto ai faggi e ai lecci, agli olmi e ai sugheri, ai castagni e alle querce. Gli alberi diventano boschi che risuonano d’uccelli e dello scampanio di vacche invisibili. I paesi si susseguono, uno dopo l’altro. Alcuni si attraversano, altri si vedono da lontano, aggrappati come altrettante vedette, alle cime scoscese delle montagne.

La varietà di ambienti e la presenza millenaria degli esseri umani, hanno reso questo lembo di territorio siciliano particolarmente interessante dal punto di vista delle produzioni alimentari. Il Parco è un’eccellente meta gastronomica, considerando la quantità di ottimi prodotti “della montagna” che vi si possono trovare. Prodotti che, alla fine di questo mese, saranno festeggiati in alcuni dei pittoreschi borghi che costellano le montagne.

Funghi Fest 2014Cominciamo dai funghi, ai quali è dedicato il Funghi Fest, dal 24 al 26 ottobre. L’ottava edizione della sagra propone degustazioni, mostre, percorsi didattici, visite guidate ed è un’eccellente occasione non solo per gustare, acquistare e conoscere meglio i funghi delle Madonie ma anche per visitare il bel centro storico di Castelbuono (informazioni chiamando 0921 679084). Si tratta di una delle cittadine più importanti delle Madonie, con un bel castello medievale, al cui interno si visita la cappella di Sant’Anna, un tripudio secentesco di puttini di stucco, e un’altrettanto gradevole chiesa madre. Fra l’uno e l’altro edificio si estende il centro storico, con il corso, bei negozi, antichi edifici. Da non perdere il museo dedicato all’ambiente naturale delle Madonie, realizzato mettendo in mostra quel che aveva realizzato e raccolto, nell’Ottocento, il naturalista Francesco Minà Palumbo. Appassionato studioso delle sue montagne, questi mise insieme collezioni sterminate di minerali e fossili, un erbario con tutte le specie delle Madonie (e non sono poche: su questi monti vegeta la metà delle specie floreali siciliane), una biblioteca. Inoltre gli si deve un autentico capolavoro, circa 500 tavole finemente dipinte, raffiguranti specie animali e vegetali del territorio.

Il museo è un buon punto di partenza per conoscere l’ambiente del Parco delle Madonie, che peraltro si esplora facilmente grazie a una fitta rete di sentieri che conducono alle località di maggiore interesse, come Piano Pomo, dove vegetano agrifogli alti 15 metri (e pensare che di solito ce li portiamo a casa come arbusto natalizio), o il Vallone Madonna degli Angeli.

Tornando al buon cibo, segnaliamo negli stessi giorni la Festa dei Sapori Madoniti d’Autunno, trionfo di castagne, formaggi, dolci, salsiccie, pane e altro ancora, lungo il corso principale di Petralia Sottana. Da poco entrata a far parte dei Borghi più Belli d’Italia, Petralia è effettivamente una cittadina deliziosa, annidata fra le montagne e con numerosi tesori d’arte da offrire ai propri visitatori. In occasione della festa verrà organizzata una piacevole passeggiata notturna proprio attraverso strade e piazze del centro storico: “Petralia racconta” muoverà da piazza Gramsci a mezzanotte del 25 ottobre (informazioni 0921 641811). Pochi chilometri più in alto ecco Petralia Soprana, un tempo roccaforte di Sottana. Quadri e statue ne tappezzano le chiese disseminate nel centro storico d’impronta ancora medievale, bellissimo il panorama sulle cime dei monti e le vallate che l’inframmezzano.

Una gita sulle Madonie può facilmente durare più giorni e regalare tantissime suggestioni che è bello condividere. Ecco perché il nostro consiglio è di organizzarsi con gli amici e i parenti e, prendendo un bus in affitto, creare un itinerario che conduca dall’uno all’altro borgo. A Geraci Siculo, ad esempio, attraversando un paesaggio così bello da sembrare dipinto: bevai e macchie d’alberi, sparsi casolari e greggi belanti incorniciano la strada. Il piccolo paese, circa 2000 anime che guardano il mondo dall’alto di 1077 metri d’altitudine e oltre due millenni di storia, fu un tempo capitale della contea che nel Duecento racchiudeva queste montagne sotto l’unica signoria della famiglia Ventimiglia. Costoro abitavano nel castello, ridotto ormai a pietre inselvatichite, che dalla cima della vetta controllava ogni alito e dal quale parte ogni visita al borgo, una manciata di vicoli e case di pietra che si anima in agosto per la rievocazione storica della corte medievale.

E poi a Gangi, paesetto fra i più pittoreschi, pluripremiato a livello nazionale per la bellezza e integrità del suo centro storico, tutto raccolto in cima a un monte tondeggiante. La passeggiata a piedi si impone nel suo intrico di vicoli e lungo il corso, per ammirare chiese – nella Madrice c’è una notevole tela del Giudizio Universale – la torre Ventimiglia, il museo civico e i palazzi affrescati di antiche nobiltà.

Senza dimenticare Polizzi Generosa, case e chiese distese su uno sperone roccioso proteso sulla valle del fiume Imera. Ancora una volta l’elenco delle opere d’arte da ammirare è incredibilmente lungo, per un paesello così piccolo: imperdibile, ad esempio, il trittico di scuola fiamminga esposto a destra dell’altare maggiore della Chiesa Madre. Da visitare poi l’interessante Museo Ambientalistico, ospitato nelle sale del cinquecentesco Palazzo Notarbartolo, mentre i più golosi non dovranno lasciarsi sfuggire l’opportunità di assaggiare lo sfuogghiu, frolla ripiena di formaggio lavorato con cioccolato e cannella.

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