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Dieci cose che (forse) non sai su Palermo

Dieci cose che (forse) non sai su Palermo

Stai valutando se visitare Palermo? Allora sicuramente avrai già letto le informazioni turistiche principali, ma forse non conosci ancora queste piccole curiosità sulla città:

#1
Palermo è città di mare, ma il mare – inteso come luogo in cui fare il bagno – non c’è. La spiaggia più vicina, infatti, si trova a Mondello, sulla costa nord del golfo. In compenso si raggiunge facilmente, viaggiando sui bus urbani.

#2
Molti luoghi a Palermo vengono chiamati con nomi del tutto diversi da quelli reali. Ad esempio, la grande piazza al principio della via Libertà viene chiamata “Politeama” (per la presenza del teatro Politeama Garibaldi) quando in realtà sulle cartine troverete scritto piazza Ruggero Settimo e Castelnuovo .

#3
La cinquecentesca Fontana Pretoria, sull’omonima piazza (che venne realizzata proprio per sistemarvi la fontana), un tempo veniva detta “della Vergogna”, per via della presenza, sulle vasche, di numerose statue nude.

#4
Per immergersi nel centro storico di Palermo si possono prenotare interessanti passeggiate guidate per conoscere aspetti “alternativi” della cultura locale: ad esempio ci sono passeggiate a tema street food così come quelle dedicate alla street art.

#5
Sotto al portico d’ingresso della cattedrale, su una delle colonne si trova un’iscrizione in arabo: si tratta di un versetto del corano, probabilmente traccia del tempo in cui in questo luogo sorgeva una moschea.

#6
A Palermo aveva sede un tribunale dell’Inquisizione Spagnola, un istituto spaventoso la cui autorità si poneva al di sopra di quella di chiunque e che operava indipendentemente dalla Santa Sede. Ancora oggi è possibile visitare le carceri, all’interno di Palazzo Chiaramonte.

#7
Il monastero di Santa Caterina era molto famoso a Palermo per i dolci preparati dalle monache. Dopo un periodo di oblio, oggi la pasticceria è stata rimessa in attività. I dolci si possono acquistare all’interno del convento.

#8
Se avete voglia di uno spuntino leggero, trovate una bancarella di “scaccio”: in un imbuto di carta, di diversa dimensione secondo il costo, vi serviranno un mix di semi di zucca tostati e salati, ceci tostati e arachidi.

#9
Il quartiere dell’Albergheria, il cui cuore è da sempre il mercato di Ballarò, è una delle zone più multietniche della città. Vi sono state censite 15 diverse etnie e vi si parlano 25 lingue.

#10
In via Alloro, su un fianco della chiesa di Santa Maria degli Angeli (la Gancia), si trova un foro (murato, per la verità) accanto al quale c’è scritto “buca della salvezza): si tratta del ricordo della rocambolesca fuga di due patrioti durante il Risorgimento. Fintisi morti all’interno della chiesa, scavarono un buco nel muro per uscire e sfuggire alle milizie borboniche.

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