Appunti

Dove andare per i Ponti di Primavera?

I più fortunati potranno concedersi una lunga vacanza da Pasqua, il 21 aprile, fino al 5 maggio. I ponti di primavera consentono infatti, con una settimana di ferie, di riposare per due – in uno dei periodi meteorologicamente più favorevoli dell’anno, fra l’altro. Anche chi non potrà concedersi una sosta così lunga, tuttavia, può approfittare della felice combinazione fra domeniche e giorni festivi, fermandosi dal 20 al 22 o dal 25 al 28 aprile, dal 28 aprile all’1 maggio oppure, ancora, dall’1 al 5 maggio.
Oggi vogliamo darvi qualche idea per scegliere la destinazione per una gita siciliana di primavera, da fare magari con uno dei nostri pulmini, per viaggiare tutti insieme e comodamente.


Le Madonie
Le montagne che segnano il confine orientale della provincia di Palermo sono una destinazione che mette d’accordo un po’ tutti. Si possono visitare bei monumenti e chiese – ad esempio la Chiesa dell’Assunta a Polizzi Generosa, in cui è custodito il bellissimo Trittico della Visitazione, opera fiamminga del Cinquecento; e il castello di Castelbuono, al cui interno si visitano un interessante museo e la cappella privata dei Ventimiglia, con decori barocchi – ma anche passeggiare nei graziosi borghi di pietra. Oltre ai due appena citati, vi sono Petralia Soprana, Geraci Siculo, Gangi, tutti inseriti nella prestigiosa lista dei “borghi più belli d’Italia, paesini ancora sostanzialmente intatti nell’antico aspetto, con pittoresche viuzze, vecchie case e ampi panorami. Senza dimenticare le tante ricchezze naturali che hanno giustificato l’istituzione di un parco naturale. Sulle Madonie vegetano gli ultimi esemplari al mondo di Abete dei Nebrodi, crescono gli agrifogli giganti e, a quasi 2000 metri d’altitudine, si raccolgono conchiglie fossili. Un tesoro, insomma, tutto da scoprire.


Tour dei castelli
Un altro interessante itinerario è quello che collega i castelli che ancora oggi testimoniano della presenza di ricche famiglie di latifondisti nell’interno della Sicilia. Alcuni di essi sono ridotti a un rudere, altri al contrario sono ben conservati. Fra essi quello trecentesco di Mussomeli, che si erge in cima a una rupe scoscesa di quasi ottocento metri d’altezza, talmente fuso con essa da sembrare scaturito dalla pietra; il castello di Mazzarino, del quale restano solo una torre e avanzi delle mura perimetrali, ma che, pur semidiruto, è un edificio imponente che ricorda per tipologia i castelli federiciani; il castello di Enna, detto di Lombardia perché vi si era stabilita una guarnigione originaria di questa regione del nord Italia, al seguito dell’esercito normanno.


Agrigento
La recente riapertura, dopo otto anni di restauri, della cattedrale di Agrigento, ci fornisce un eccellente spunto per visitare la città dei templi. La grande chiesa, con il suo insieme di stili, la decoratissima abside, il soffitto ligneo e le opere d’arte, è una tappa molto interessante per ogni visitatore. Così come lo è il Museo Diocesano, che mette insieme le opere di ben tre collezioni (oltre a quelle da sempre nel museo vi sono anche quelle del tesoro dei vescovi e del museo storico). Del complesso della cattedrale fanno parte anche la chiesa di Santa Maria dei Greci, costruita su un antico tempio greco e prima cattedrale agrigentina; e la chiesa sconsacrata di San Lorenzo.
Non può mancare una visita alla Valle dei Templi, magari da un punto di vista inedito approfittando delle visite guidate organizzate per andare alla scoperta, insieme a un archeologo, delle testimonianze paleocristiane della valle. Un percorso affascinante che comprende sepolcri, luoghi di culto, reperti esoterici e le inaccessibili catacombe dei primi cristiani.

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