Appunti
Le strade di Palermo, patrimonio di curiosità

Le strade di Palermo, patrimonio di curiosità

Perlopiù i nomi delle strade sono quelli di personaggi famosi, di santi e generali, patrioti e monarchi, ma anche di fiori, frutta o animali. Spesso i nomi sono legati alle attività prevalenti di una zona o alla presenza di un edificio prestigioso, ad esempio c’è in tante città una Piazza delle Erbe, per indicare la piazza in cui si svolge il mercato di frutta e verdure, o una Piazza Duomo. Tantissime strade sono intitolate a uomini politici e statisti: a Palermo quella che solitamente viene indicata come Piazza Politeama è in realtà Piazza Ruggero Settimo, militare e uomo politico che ebbe una parte importante nella rivoluzione anti borbonica (qui c’è una delle fermate delle nostre navette per l’aeroporto, potete dare un’occhiata alla statua di Settimo al centro della piazza, un’opera di Benedetto De Lisi del 1865). Anche la piazza in cui ha sede la nostra azienda è intitolata a un politico: Domenico Peranni fu ministro nel 1860 e poi sindaco di Palermo fra il 1868 e il 1873.

Ci sono poi le strade intitolate ai mestieri, e Palermo ne ha un campionario davvero interessante e curioso. Se alcuni nomi, infatti, sono un riferimento molto evidente al mestiere che vi veniva praticato – pensiamo ad esempio alla via Materassai o alla via Mobilieri, ma anche alla via Calderai, dove ancora oggi si aprono tante botteghe di stagnini – ce ne sono altri che necessitano di qualche spiegazione in più. È il caso della via Bambinai, una stretta strada alle spalle della Chiesa di San Domenico, che prende nome dalla presenza, un tempo, degli artigiani specializzati nella realizzazione di Bambini Gesù in cera (i cosiddetti bamminiddari), un oggetto di devozione diffuso in tutte le case siciliane. Della piazzetta Caldomai, una divertente “italianizzazione” del termine palermitano quarumai, cioè i venditori di quarume, specialità dello street food cittadino. E, ancora, del vicolo Pirriaturi, intitolato ai cavapietre che, in siciliano, vengono chiamati in questo modo. Nessuno mai, infine, potrebbe immaginare che anche via delle Sedie Volanti, a dispetto della sua carica evocativa, sia anch’essa, in realtà, dedicata a un mestiere. Le sedie volanti, infatti, altro non sono che le portatine con le quali, fino al principio dell’Ottocento, erano soliti spostarsi nobili, prelati e altri personaggi altolocati quando dovevano avventurarsi fra i vicoli della città dove non era possibile utilizzare le più ingombranti carrozze. I costruttori di questi mezzi di trasporto, che nella versione più semplice erano composti appunto da una sedia montata su due lunghe pertiche che consentivano di sollevarla, erano concentrati tutti qui.

Condividi

Related Posts

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Facebook

Google+

Newsletter

RESTA AGGIORNATO