Appunti
Fatti e curiosità dell’itinerario arabo – normanno di Palermo

Fatti e curiosità dell’itinerario arabo – normanno di Palermo

Uno dei must assoluti di chi visita Palermo è il cosiddetto itinerario arabo – normanno. Si tratta di un percorso ideale che unisce fra loro i monumenti che risalgono al regno normanno in Sicilia, tangibile testimonianza della incredibile capacità di integrazione e inclusione dei sovrani di quella remota epoca medievale. Gli edifici, difatti, si possono considerare come una metafora del clima sociale e politico del tempo, poiché vennero realizzati fondendo i diversi stili costruttivi presenti nell’isola nel XII secolo, proprio come, in Sicilia, si riuscì a far convivere armoniosamente diverse culture e religioni. Per questa ragione, nel 2015 i nove monumenti che rappresentano al meglio questo stile (sette a Palermo e le due cattedrali di Monreale e Cefalù) sono stati inseriti nella lista UNESCO del Patrimonio dell’Umanità. La descrizione dei monumenti è facilmente reperibile online e su guide cartacee, quindi qui abbiamo deciso di concentrarci su alcune curiosità.

Cappella Palatina

Il soffitto ligneo di questa chiesetta è stato realizzato nello stile tipico delle moschee del tempo – con “stalattiti” di legno chiamate muqarnas – e su di esse gli artisti islamici incaricati della decorazione si azzardarono a dipingere figure umane, proibite secondo i dettami della loro religione. Si tratta dunque di un’opera più unica che rara. Il soffitto ha ispirato una particolarissima installazione di corda e rame, ideata dal Gruppo Stalker ed esposta al Museo delle Trame Mediterranee di Gibellina.

 

Palazzo Reale
Questo imponente edificio, fra i monumenti più visitati in Sicilia, è stato inserito nell’itinerario Arabo-Normanno per via della Cappella e di una delle sue numerose sale, la “Stanza di Ruggero”, decorata con magnifici mosaici. Il palazzo però è il frutto di stratificazioni successive, dalla fondazione, che risale alla stessa epoca della nascita di Palermo (circa otto secoli prima di Cristo), fino a oggi. Sulla torre Pisana, nel 1790 è stato sistemato un osservatorio astronomico e da qui, nel 1801 l’astronomo Giuseppe Piazzi identificò l’asteroide Cerere Ferdinandea. Utilizzò il “cerchio di Ramsden”, uno strumento unico al mondo.

San Giovanni Eremiti


Questa che era una chiesa importantissima, proprio a ridosso del castello, fu costruita inglobando la struttura di una moschea. Il riadattamento si limitò all’essenziale, sicché ancora oggi si riconoscono le cupolette e le linee squadrate e severe tipiche dei luoghi di culto islamico. La chiesetta faceva parte di un monastero benedettino, il cui abate era confessore del re, e disponeva di un cimitero, dove i dignitari di palazzo reale ambivano di acquistare una sepoltura, considerata molto prestigiosa.

La cattedrale
Anche questo grande monumento è frutto di rifacimenti successivi, una serie di interventi che lo hanno dotato di una forte personalità. Fondato addirittura nel IV secolo, è stato per un po’ anche una moschea. Nel portico si può osservare ancora oggi un cartiglio scritto in arabo, testimonianza di quel periodo. È probabilmente il più spettacolare della città, ed è possibile anche visitarne i tetti, per un punto di vista più originale. Nel tesoro è custodita, fra altre cose, la corona di Costanza d’Aragona, la moglie di Federico II.
[continua]

Condividi

Related Posts

Un commento

  1. […] Continuano le nostre spigolature legate ai monumenti dell’itinerario UNESCO arabo – normanno. Per leggere la prima parte dell’articolo, puoi cliccare QUI. […]

    Reply

Rispondi a Notizie e curiosità dell’itinerario arabo – normanno di Palermo (seconda parte) | Prestia e Comandè Cancella risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Facebook

Google+

Newsletter

RESTA AGGIORNATO