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Arte di strada a Palermo

Arte di strada a Palermo

Una passeggiata nel centro storico di Palermo disvela una grande quantità di prestigiosi monumenti, a cominciare da quelli che sono stati inseriti nell’itinerario arabo normanno riconosciuto dall’UNESCO, ma anche i segni di un’arte più contemporanea: i graffiti. Specie nel centro storico la loro presenza non è più una rarità né stiamo parlando di semplici scarabocchi. Si tratta invece di opere professionali, realizzate a regola d’arte anche su superfici molto ampie. Pensiamo ad esempio al grande murales che rappresenta i giudici Falcone e Borsellino, realizzato da Rosk e Loste sul fianco di un edificio che guarda il porticciolo della Cala. Ma anche alla decorazione dipinta da Marco Mirabile insieme ad alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti sulla chiesetta cinquecentesca di santa Sofia, alla Vucciria.

Molti di questi graffiti nascono dal coinvolgimento di gruppi di artisti con un progetto preciso. È il caso di Pangrel, promosso dalla Fondazione Federico II, che ha visto la realizzazione, nel quartiere Kalsa, di quattro opere di street art sulle facciate di tre edifici di edilizia popolare e su un muro perimetrale a pochi metri da Piazza Ventimiglia. Ed è il caso anche dell’intervento contemporaneo di cinque artisti nel quartiere Ballarò: dal 21 al 27 luglio scorsi Alessandro Bazan, Andrea Buglisi, CrazyOne, Fulvio Di Piazza e Igor Scalisi Palminteri hanno realizzato cinque interventi su pareti di edifici del quartiere, raffigurando i più vari soggetti, da Franco Franchi a Santa Rosalia passando per un gigantesco colibrì alle prese col trasporto di un sasso (o il sasso è una zavorra che gli impedisce di volare? A ciascuno la propria interpretazione).

Non è propriamente un progetto artistico, infine, quello che ha coinvolto l’artista argentino Guido Palmadessa a Danissini. Il piccolo quartiere palermitano, infatti, è da qualche tempo al centro di un progetto di riqualificazione urbana a tutto tondo, con iniziative che vanno dalla realizzazione di un vasto orto urbano all’apertura di una biblioteca di quartiere. Palmadessa, affascinato dalla vitalità di Danissini, ha donato il suo murales, realizzato su una parete della chiesa e raffigurante una scena familiare per simboleggiare lo spirito dell’incontro che anima le iniziative nel quartiere.

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