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Una gita fuori porta: Piana degli Albanesi

Una gita fuori porta: Piana degli Albanesi

A pochi chilometri da Palermo, e raggiungibile con le nostre comode corriere (tutti gli orari delle partenze dalla stazione centrale di Palermo), Piana degli Albanesi è celeberrima tra i palermitani per i suoi cannoli di ricotta: grandi e sempre preparati “in diretta” dai pasticceri locali, hanno un profumo, un gusto e una fragranza che per i più è sufficiente a giustificare la passeggiata.

Il paesino di Piana degli Albanesi (o Piana dei Greci, come si chiamava allora) venne fondato nel 1488, da alcuni profughi fuggiti dai Balcani occupati dai turchi. La Diocesi di Monreale, proprietaria del territorio, concesse ai fuggitivi il permesso di edificare qui un villaggio, per rifarsi una vita, come si direbbe adesso, lontano dall’orrore della guerra. Una bella storia di integrazione e accoglienza ante litteram, insomma, resa evidente, ad esempio, dalla coesistenza dell’italiano e dell’albanese finanche sui cartelli stradali: per i suoi abitanti, Piana è Hora E ArbËreshËve.

Le case del nuovo paese furono costruite senza un rigido schema urbanistico, assumendo un aspetto piacevolmente disordinato, con strette strade curve e in saliscendi e brevi scalette a superare i dislivelli. Caratteristiche che si ritrovano ancora oggi nel piccolo centro storico, sistemato intorno a un lungo corso in salita punteggiato da pittoresche fontane in pietra. Qui si trovano due delle principali chiese pianesi: San Giorgio Megalomartire, la più antica (1495), con la sua bella collezione di icone di scuola bizantina; e la Chiesa Madre, intitolata a san Demetrio, fondata nel 1498 e particolarmente interessante per la compresenza di elementi orientali e occidentali, rappresentati, questi ultimi dagli splendidi affreschi del pittore monrealese Pietro Novelli (nell’abside centrale e nell’absidiola destra). Nella piazza principale si staglia la Chiesa di Santa Maria Odigitria, con la bella vara che viene condotta in processione in settembre.

Per ripercorrere la storia di Piana degli Albanesi vale la pena fare visita al piccolo museo Barbato (via P. G. Guzzetta 13), con le sue sezioni dedicate alla cultura contadina, al costume tradizionale femminile con i suoi preziosi ricami, alla flora locale (erbario) e alla strage di Portella della Ginestra.

Piana degli Albanesi è celebre anche per il suo pane, cotto a legna, e per le preziose oreficerie tradizionali.

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