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Torna l’acchianata in onore di Santa Rosalia

Torna l’acchianata in onore di Santa Rosalia

La prossima settimana, esattamente lunedì sera, si ripete una delle usanze tradizionali più pittoresche di Palermo, vale a dire l’acchianata (salita) di Monte Pellegrino: i devoti palermitani si danno appuntamento alle 21 ai piedi della cosiddetta Scala Vecchia, la strada lastricata in pietra che risale le falde della montagna fino al santuario, e da qui partono in processione, guidati dal vescovo. In circa tre ore, accompagnati dal suono pittoresco di canti e vocazioni tradizionali, si arriva in vetta dove si svolge la messa. La processione, che si ripete uguale da diversi secoli, ha per i fedeli lo scopo di sciogliere un voto o chiedere una grazia, ed è molto interessante perché consente di conoscere di persona una delle tradizioni religiose siciliane più antiche: il pellegrinaggio per raggiungere la grotta in cui vennero rinvenute le reliquie della santa risale infatti al Seicento.

Quest’anno, un motivo in più per visitare il santuario è l’allestimento di un vero e proprio museo con il tesoro della santa, composto mettendo insieme i doni che i fedeli le hanno fatto nel corso del tempo. Un tesoro che, sebbene in parte disperso, è la testimonianza tangibile della devozione del palermitani, espressa attraverso oggetti d’oro e d’argento. Gli ex voto sono stati restaurati con cura e sono esposti al pubblico che può così vedere, fra altre cose, la superba galea d’argento donata nel 1667 da Don Pietro Napoli e Barresi, principe di Resuttana; la serie di vasi d’altare con “pampini di Paradiso” donata, sul finire del XVII secolo, dal vicerè Juan Francisco Paceco; il reliquiario con un angelo che sovrasta un drago, opera dell’argentiere Andrea Memingher, l’ultimo gioiello seicentesco dei Cavalieri di Malta, con smalti policromi tipicamente siciliani, accompagnato da un dipinto della Madonna del Trionfo, e da un leggio d’argento, sempre dei Cavalieri. E ancora statue d’argento, calici in filigrana, ceroplastiche affascinanti e la “cassaforte” seicentesca, un piccolo ambiente con porta corazzata dentro cui si conservavano i pezzi preziosi. Qui l’allestimento ricostruisce lo stato originale con bauli e arredi.

Il santuario si visita ogni giorno dalle 7,30 alle 19,30.

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