Appunti
A Pasqua si mangia l’agnello… di marzapane

A Pasqua si mangia l’agnello… di marzapane

A dispetto della globalizzazione, la Sicilia custodisce intatta l’abitudine di scandire le ricorrenze con un proprio calendario gastronomico, indifferente alle mode e al trascorrere del tempo. Se è vero, infatti, che nei negozi a Natale compaiono i panettoni e a Pasqua le uova di cioccolato, lo è altrettanto che negli stessi periodi dalle nostre parti si vendono buccellati (tipici dolci natalizi di frolla ripiena di fichi e frutta secca) e agnellini pasquali modellati nel marzapane.

Ad onor del vero, il marzapane (o pasta reale o Martorana, dal nome del convento palermitano in cui per la prima volta, secondo la tradizione, si realizzarono i realistici fruttini) viene lavorato tutto l’anno dai pasticceri siciliani. È infatti un ingrediente fondamentale dell’arte dolciaria isolana, essenziale per la preprazione di numerose specialità fra cui spicca la cassata: cosa sarebbe questa sontuosa torta senza il suo guscio di pasta reale bianca e verde?
Nel periodo pasquale – che è quello di cui ci occupiamo qui per ovvie ragioni di calendario 🙂 – il marzapane prende dunque la forma di agnellini. Furono come sempre le suore a inventarsi, anticamente, questo dolce pasquale, realizzando forme di gesso e pigiandoci dentro il marzapane. L’agnellino viene rappresentato accovacciato, con le zampine ripiegate, gli occhi grandi e velluatati e la bocca rosea. Nel vello arricciolato è confitto uno stendardo che rimanda all’iconografia cristiana e l’animale viene collocato in un “recinto” verdeggiante, dove bottoncini di cioccolato ricoperti di zucchero colorato rappresentano fiorellini sbocciati.
Avendo lo stampo – e in Sicilia non è difficile procurarselo – gli agnellini non sono difficili da fare: una volta preparato il marzapane basta spolverare lo stampo di amido di mais, riempirlo con il marzapane facendo aderire bene l’impasto e voilà, il gioco è fatto. La decorazione si esegue subito dopo con colori alimentari, e anche i bambini, volendo, possono partecipare.

Sagra dell'agnello pasquale di FavaraUn po’ più complicata la preparazione dell’agnello pasquale di Favara, borgo agricolo in provincia di Agrigento. Qui le monache, infatti, diedero alla propria ricetta “una marcia in più”, farcendo il marzapane con una golosa pasta di pistacchi. Proprio in questi giorni, e fino al prossimo 24 marzo, Favara dedica alla sua ricetta tradizionale una sagra, perfetta occasione anche per vedere esattamente come prepararli. Infatti, nella sede del Castello Chiaramonte, che ospita una mostra di agnelli pasquali e di panareddri (tipiche forme di pane), sono stati organizzati due appuntamenti, il 18 e il 21, con maestri pasticceri locali che dimostreranno la preparazione. Il programma esatto, che comprende anche momenti di spettacolo e una rievocazione medievale, si può consultare sulla pagina Facebook del Comune di Favara.

Condividi

Related Posts

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Facebook

Google+

Newsletter

RESTA AGGIORNATO