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I monumenti arabo-normanni nella lista UNESCO: Il Palazzo Reale e la Cappella Palatina

I monumenti arabo-normanni nella lista UNESCO: Il Palazzo Reale e la Cappella Palatina

Nel Medioevo, i figli cadetti avevano ben poche speranze di ottenere qualcosa del patrimonio paterno. Tutto andava al primogenito, gli altri maschi non potevano far altro che adattarsi a prendere i voti o arrangiarsi da soli. Gli Hauteville, in Francia, erano una grande famiglia e anche per loro valeva il maggiorascato. Così quando uno dei figli, Roberto, divenne abbastanza grande da dover provvedere a se stesso, non vide altra soluzione che partire per il sud Italia e raggiungere tre suoi fratellastri. A capo di un manipolo di cavalieri, iniziò la carriera di mercenario.

L’Italia si rivelò una buona scelta: in capo a una dozzina d’anni, il Guiscardo cioè l’Astuto (questo il soprannome di Roberto) si guadagnò un posto al sole. Nel 1059 papa Niccolò II lo investì del titolo di Duca di Puglia, Calabria e Sicilia. Con un unico piccolo dettaglio: la Sicilia era in mano agli Arabi, la ducea bisognava andarsela a prendere.

Nessuno poteva immaginare che di lì a qualche decennio, l’isola sarebbe stata il cuore di uno dei regni più illuminati del Medioevo. Il primo monarca di quel regno fu il nipote di Roberto, Ruggero d’Altavilla, che, nella notte di Natale del 1130, si fece incoronare re nella cattedrale di Palermo.

La residenza reale era il castello di Al Qasr, una fortificazione che gli arabi avevano realizzato ristrutturando una fortezza punica. Re Ruggero fece a sua volta risistemare il castello, un edificio dalla mossa architettura con terrazze, giardini e giochi d’acqua.
La reggia, che mantenne la propria magnificenza e centralità anche durante il regno dei successori di Ruggero, fino a Federico II di Svevia, in seguito venne abbandonata e solo nel Cinquecento venne finalmente restaurata, quando i vicerè spagnoli decisero di stabilirvi la propria residenza. Anche loro, ovviamente, decisero di adattare la costruzione alle loro esigenze, ordinando ad esempio l’abbattimento delle torri (oggi ne resta una soltanto, la Pisana), la realizzazione di una nuova facciata e di due grandi cortili interni. Trasformazioni vennero effettuate anche nei secoli seguenti. Solo nel 1921, il palazzo, che dopo gli sconvolgimenti politici dell’Ottocento era passato in mano privata fu acquistato dallo Stato – e oggi, da pochi mesi, è uno dei Beni dell’Umanità dell’UNESCO, protagonista della quarta puntata del nostro “viaggio”.

Dopo otto secoli di interventi, solo la cappella reale, la cui realizzazione era stata ordinata da Ruggero II nel 1130, era rimasta intatta ed è uno dei monumenti più belli e visitati della città per via della quantità e varietà di decorazioni che ne fa “il più bel gioiello religioso sognato dal pensiero umano” (Guy de Maupassant). La caratteristica principale sono i mosaici fondo oro di stile bizantino, originali del XII secolo, culminanti nella cupola in cui è raffigurato il Cristo Pantocratore. Ma ci sono anche i bei pavimenti a mosaico, le decorazioni intarsiate alle pareti, il grande ambone incastonato di malachite e porfido, e il candelabro pasquale in marmo, anch’esso del XII secolo.

Notevolissimo il soffitto, tipico esempio di arte islamica realizzato a “muqarnas” (alveoli) doviziosamente dipinti con, caso unico al mondo, anche figure umane.
La caopella non è l’unico ambiente degno di nota del palazzo. Al Medioevo risale anche la sala di Ruggero, originariamente una camera da letto, anch’essa decorata con mosaici a fondo oro, stavolta con scene di caccia, motivi vegetali e geometrici.
Ci sono poi gli “appartamenti reali”, con i raffinati ambienti che erano destinati ai reali di Casa Borbone. Spicca la Sala d’Ercole, un grande salone realizzato nel Cinquecento e decorato tre secoli più tardi con scene mitologiche, che oggi ospita le sedute del Parlamento regionale.

Per tutte le informazioni sulla visita, i cui orari variano in funzione delle attività parlamentari, consultare il sito www.fondazionefedericosecondo.it o chiamare il numero 091.7054006.

I monumenti arabo-normanni nella lista UNESCO

La Cattedrale di Palermo San Cataldo e San Giovanni degli Eremiti La Martorana e il Ponte Ammiraglio Il Palazzo Reale e la Cappella Palatina Il Castello della Zisa Le Cattedrali di Cefalù e Monreale

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