Appunti
I monumenti dell’Ammiraglio

I monumenti dell’Ammiraglio

Continuiamo a raccontarvi dei monumenti che compongono il prestigioso itinerario Arabo – Normanno (le altre due puntate qui e qui).

Oggi è la volta di due costruzioni molto diverse fra loro, ma accomunate dalla persona che ne promosse l’edificazione: l’ammiraglio Giorgio d’Antiochia. Nato in Turchia, visse con i genitori in Tunisia fino a quando, a causa di un attrito col figlio del sultano, ritenne più opportuno riparare in Sicilia. Qui giunto, ottenne presto un lavoro presso la corte del re Ruggero grazie al suo perfetto bilinguismo. Poiché era capace di esprimersi fluentemente in greco e arabo, infatti, venne impiegato dapprima come interprete e addetto alle riscossioni presso i musulmani, in seguito come ambasciatore. Poco dopo divenne il secondo dell’ammiraglio Christodulus, il gran comandante della flotta normanna. Coraggio e intraprendenza non mancavano al giovane Giorgio che, in pochi anni, mise in ombra il proprio capo, distinguendosi in battaglia e non solo. A 27 anni era emiro di Palermo, a 32 ottenne il titolo di “emiro degli emiri”.

Il suo astro sembrava non conoscere alcuna sfortuna. Sotto il suo comando, la flotta portò a termine imprese mirabolanti e importanti conquiste, grazie alle quali il regno normanno riusci ad espandersi nel Mediterraneo verso la Grecia e l’Africa. Secondo la tradizione, prima di ogni battaglia l’ammiraglio era solito chiedere la protezione della Madonna, e il sostegno della Vergine non gli mancò mai. Fu per questo che ordinò la realizzazione di una chiesa, un edificio che potesse glorificare la Madonna… ma anche il suo pupillo.

Santa Maria dell’Ammiraglio (Chiesa della Martorana)

anta Maria dell'Ammiraglio (Chiesa della Martorana), Palermo

Nel 1143 venne ultimata a Palermo la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, costruita da artisti orientali secondo il gusto bizantino. Un mosaico raffigura l’Antiochieno ai piedi della Madonna. Ed ecco come il geografo Ibn Giubair la descrive nel 1184: Una delle cose degli infedeli più degne di nota da noi qui osservate, è la Chiesa detta dell’Antiochieno. (…) Vedemmo tale costruzione a cui ogni descrizione viene meno, ed è indiscutibile che essa è il monumento più bello del mondo. Le sue pareti interne sono tutte dorate, hanno lastre mi marmo a colori, di cui mai si son vedute l’eguali, tutte la vorate a mosaico in oro, contornate di fogliame a mosaico verde. Dall’alto si aprono finestre in bell’ordine, con vetri dorati che accecano la vista con il bagliore dei loro raggi e destano negli animi una suggestione da cui Allah ci tenga lontani. Ci venne riferito che il fondatore di questa chiesa, dal quale essa prende il nome, vi abbia speso dei quintali d’oro.

La chiesa nel corso del tempo è stata modificata molte volte e solo alla fine dell’Ottocento si avviò un restauro per riportarla al suo aspetto medievale. La parte più notevole sono senza dubbio i mosaici bizantini che rivestono le pareti e la cupola, il ciclo musivo più antico della Sicilia, con il Cristo Pantocratore circondato da arcangeli, evangelisti, patriarchi e apostoli.

Santa Maria dell’Ammiraglio è conosciuta anche come “Chiesa della Martorana” per via del monastero bendettino che le fu costruito accanto per volontà di Eloisa Martorana. A questo convento è legata una delle tradizioni più sentite di Palermo, vale a dire l’usanza di preparare frutti di marzapane molto simili al vero in occasione della festa dei morti, il 2 novembre. Secondo la tradizione, furono infatti le benedettine della Martorana a prepararli per prime. Ecco perché questi dolcetti sono chiamati anche “frutta martorana”.

Ponte dell’Ammiraglio

Ponte dell'Ammiraglio, Palermo

Anche il Ponte dell’Ammiraglio fu costruito per volere di Giorgio D’Antiochia, nel 1131. All’epoca, serviva per superare il Fiume Oreto e raggiungere i giardini posti al di là del fiume. Oggi il collegamento è soltanto simbolico, perché la città si è espansa e il ponte si trova al centro di una piazza. La sua struttura ancora intatta, con gli archi molto acuti e le aperture piccole e grandi che si alternano, è molto interessante anche e soprattutto da un punto di vista strettamente ingegneristico. Il ponte, infatti, grazie a queste caratteristiche è in grado di sopportare carichi pesantissimi e al tempo stesso di resistere ai fiumi più turbolenti: in occasione della alluvione di Palermo del 1931 non subì alcun danno. Pochi anni dopo, nel 1938, il corso del fiume Oreto fu comunque deviato e oggi sotto il ponte c’è un giardino di piante grasse.

Il ponte è legato anche all’impresa dei Garibaldini: proprio qui, presso quello che all’epoca era l’accesso meridionale alla città, il 27 maggio 1860 i garibaldini si scontrarono con le truppe borboniche.

ph. di Bernhard J. Scheuvens aka Bjs

I monumenti arabo-normanni nella lista UNESCO

La Cattedrale di Palermo San Cataldo e San Giovanni degli Eremiti La Martorana e il Ponte Ammiraglio Il Palazzo Reale e la Cappella Palatina Il Castello della Zisa Le Cattedrali di Cefalù e Monreale

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