Appunti
Cupolette rosse

Cupolette rosse

Dei monumenti che fanno parte del percorso arabo-normanno che l’UNESCO ha inserito fra i Beni dell’Umanità, due si distinguono per l’architettura particolare. Si tratta di due chiese – San Cataldo e San Giovanni degli Eremiti – caratterizzate da uno stile costruttivo marcatamente islamico, con tanto di cupolette rosse a sormontare il tetto. La loro costruzione risale alla stessa epoca, ma la loro storia è molto diversa.

San Cataldo

Chiesa di San Cataldo, Palermo

La costruzione di San Cataldo fu ordinata, nel 1154, da Majone di Bari, ammiraglio del re normanno Guglielmo I e, dopo di lui, la persona più potente del regno. Di origine pugliese, Majone non era però ben visto dai nobili e dal clero che, nel 1160, riuscirono a organizzare il suo assassinio. A incaricarsene fu Matteo Bonello che lo raggiunse davanti al Palazzo Arcivescovile – dove apparentemente Majone si stava recando per uccidede, a sua volta, l’arcivescovo (erano tempi decisamente movimentati!) e lo trafisse con la spada. Secondo la tradizione, la spada in questione si spezzò e l’arcivescovo ne fece inchiodare l’elsa sul portone, a perenne monito per i suoi nemici. L’elsa è ancora lì ma va detto, ad onor del vero, che si tratta di un modello del Quattrocento – e di fatto non si sa con certezza da dove possa provenire.

Ma questa è un’altra storia. Torniamo alla nostra chiesa, oggi sopraelevata su Piazza Bellini, sopra i resti delle mura punico-romane che anticamente cingevano la città. Originariamente si trattava della cappella di palazzo di Majone di Bari ma il palazzo fu abbattuto e così l’aspetto in cui si presenta oggi, ancorché ripristinato il più possibile nell’Ottocento, non è quello con cui fu realizzato nel 12° secolo.
La chiesetta, alla morte di Majone, passò al conte Silvestro Marsico, che la trasformò in cappella in onore della figlia Matilde, morta prematuramente e la cui sepoltura è ancora visibile, coperta da una lastra di marmo. Dopo qualche tempo pervenne al Monastero dei Benedettini di Monreale, che la adibirono ad astanteria del proprio ospedale e, dopo l’Unità d’Italia, fu trasformata addirittura in ufficio postale. Solo nel 1882 si stabilì di restaurarla nelle forme originarie, un progetto di cui venne incaricato l’architetto Giuseppe Patricolo. Costui liberò l’edificio di sovrastrutture e riportò alla luce, per quanto possibile, le antiche forme della cappella, così come oggi le vediamo, con tanto di cupolette (anche se il colore rosso fu una sua interpretazione, visto che in origine erano rivestite di cocciopesto).
Notevoli all’interno le forme austere. Le tre cupole che si susseguono simboleggiano la volta celeste, il pavimento, ancora originale, con le forme geometriche a mosaico simboleggia la terra.

San Giovanni degli Eremiti

San Giovanni degli Eremiti

San Giovanni degli Eremiti era una chiesa importantissima. Lo testimonia in primo luogo la sua posizione, praticamente a ridosso del castello reale, così come il fatto che l’abate del monastero benedettino a cui la chiesa apparteneva era il confessore del re e in generale doveva occuparsi dell’assistenza spirituale di tutta la famiglia. I dignitari di palazzo, dal canto loro, non mancavano di prenotare un’adeguata sepoltura nel cimitero del monastero.
Fu Ruggero II a ordinarne la costruzione, nel 1148, facendo trasformare una moschea della quale restano visibili alcune parti. Peraltro, le maestranze incaricate di costruire la chiesa erano musulmane anche loro, dunque lo stile è rimasto lo stesso, con linee squadrate e severe e le cinque cupolette rosse. Il colore, sebbene come in San Cataldo, sia un’invenzione del Patricolo, si sposa perfettamente con l’insieme e la chiesa è uno dei principali simboli della città.
La parte meglio conservata del monastero è il piccolo e raccolto chiostro, risalente al XIII secolo, un quadrilatero sorretto da sottili colonne binate e abbellito da un verdeggiante giardino mediterraneo.

ph. di Bernhard J. Scheuvens aka Bjs

I monumenti arabo-normanni nella lista UNESCO

La Cattedrale di Palermo San Cataldo e San Giovanni degli Eremiti La Martorana e il Ponte Ammiraglio Il Palazzo Reale e la Cappella Palatina Il Castello della Zisa Le Cattedrali di Cefalù e Monreale

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