Appunti
I monumenti arabo-normanni nella lista UNESCO: la Cattedrale di Palermo

I monumenti arabo-normanni nella lista UNESCO: la Cattedrale di Palermo

L’iscrizione dei monumenti arabo-normanni di Palermo (insieme alle cattedrali di Monreale e Cefalù) nella lista UNESCO dei beni patrimonio dell’umanità, lo scorso luglio, è stato per la città siciliana un importante traguardo. Al tempo stesso è anche un punto di inizio, una base per progettare un futuro nuovo per la città.

C’è già qualche cambiamento: la viabilità, ad esempio, è stata rivoluzionata, per permettere una migliore fruizione dei monumenti che fanno parte del cosiddetto itinerario arabo – normanno. Diverse le strade chiuse, a cominciare da un lungo tratto della via Vittorio Emanuele, e in molte di esse sono stati sistemati arredi e fioriere, per rendere più gradevole la passeggiata.

Dalla strada ormai libera dalle auto il colpo d’occhio sulla Cattedrale, uno degli edifici più rappresentativi – se non altro per la mole! – di questo itinerario, è assolutamente splendido. Gli archetti ciechi, i pinnacoli, l’incongrua cupola che si staglia contro il cielo, il grande sagrato cinto da statue: tutto parla al senso estetico di ciascuno di noi. Conoscere la storia di questa grande chiesa non fa che aumentarne il fascino.

Il 12 gennaio 1072, i condottieri normanni che avevano appena conquistato la città si mostrarono proprio qui alla popolazione che da allora in poi intendevano governare. Per la prima messa cattolica dopo oltre due secoli di signoria musulmana, fu scelta infatti quella che allora era la basilica episcoplae di Santa Maria, un tempio che era stato costruito quasi cinque secoli prima e che negli ultimi due era stato utilizzato come moschea. Questa funzione, tuttavia, non dovette comportare grandi modifiche, visto che i cristiani poterono immediatamente riadattarla alle loro necessità. D’altra parte la scelta era quasi obbligata: la basilica sorgeva sul più antico e importante luogo di culto della città, dove già i fenici, all’epoca della fondazione di Palermo, avevano elevato i propri altari.

Costruita nel VI – VII secolo, la chiesa non subì particolare interventi per molti secoli, anche perché a un certo punto, a partire dall’XI secolo, divenne praticamente il simbolo del conflitto fra le gerarchie ecclesiastiche palermitane e il governo reale. I prelati della città, infatti, si rifiutarono sempre di sottomettersi al re, proclamando la loro indipendenza dal potere secolare in virtù di una legazia apostolica che consentiva al clero di eleggere i nuovi vescovi, sottraendo dunque questo potere al re.
Per questo motivo i re normanni si disinteressarono praticamente della chiesa principale della città per dedicare le proprie attenzioni, soprattutto economiche, alla realizzazione di altri edifici di culto, anche lontani da Palermo. Ruggero II per pronto accomodo si fece costruire una elegante cappella di palazzo, conferendo al contempo ampi poteri all’abate della vicina San Giovanni degli Eremiti. Poco tempo dopo ordinò la costruzione del duomo di Cefalù, che avrebbe dovuto altresì essere il mausoleo suo e dei suoi eredi. Il nipote Guglielmo II, a sua volta, dedicò tutte le proprie energie alla costruzione di una spettacolare cattedrale a Monreale, mettendo a capo della sua enorme giurisdizione – grazie a un’apposita ratifica del Vaticano – un arcivescovo di propria nomina.
In quegli stessi anni, l’arcivescovo di Palermo fu costretto a mettere mano al totale rinnovamento dell’edificio, danneggiato da un terremoto. I lavori durarono molti anni e non furono risolutivi, a causa delle precarie condizioni economiche della curia palermitana, nondimeno nel 1185 il nuovo tempio in onore della Madonna Assunta venne consacrato.
A intervalli di decenni, i lavori sul maestoso edificio continuarono per secoli conferendo alla cattedrale l’attuale aspetto movimentato, frutto della commistione di stili che hanno caratterizzato il gusto degli artisti e dei progettisti che vi hanno lavorato.
Così fra Due- e Trecento furono innalzate le torri angolari e si realizzò la facciata principale; nel Quattrocento fu aggiunto il portico in stile catalano che si apre sul sagrato (sulla prima colonna a sinistra sono incisi alcuni versetti del Corano, residuo del “periodo islamico” della chiesa).
Al Settecento risale la trasformazione più importante e radicale: su progetto dell’architetto Ferdinando Fuga, l’interno fu totalmente rifatto e sul tetto fu aggiunta una mastodontica cupola che, nelle intenzioni dei membri dell’amministrazione comunale che ne sponsorizzarono la costruzione, avrebbe dovuto evitare che la cattedrale sfigurasse rispetto alle altre chiese della città che ne erano dotate.

Cattedrale di Palermo

La cattedrale di Palermo si fa notare soprattutto per il suo pittoresco esterno – molto belle anche le absidi, tipicamente normanne – ma all’interno ci sono alcuni tesori da non perdere. Il più famoso sono le tombe reali e imperiali, riunite in due cappelle comunicanti al principio della navata destra. Vi sono le sepolture, fra l’altro, di Ruggero II, Enrico VI di Svevia, Costanza d’Altavilla e Federico II di Svevia. C’è poi la cappella di Santa Rosalia, con un reliquario d’argento che ne custodisce le reliquie.
Da vedere anche il Tesoro, un trionfo di paramenti sacri realizzati fra Cinque- e Settecento. Spicca la corona di Costanza d’Aragona, la sposa di Federico II, un gioiello di bellezza stupefacente.

I monumenti arabo-normanni nella lista UNESCO

La Cattedrale di Palermo San Cataldo e San Giovanni degli Eremiti La Martorana e il Ponte Ammiraglio Il Palazzo Reale e la Cappella Palatina Il Castello della Zisa Le Cattedrali di Cefalù e Monreale

Condividi

Related Posts

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Facebook

Google+

Newsletter

RESTA AGGIORNATO