Il pullman racconta...
L’universo misterioso delle cose perdute

L’universo misterioso delle cose perdute

Ebbene sì, sembra proprio che esista un universo, forse neanche parallelo, in cui finiscono tutte le cose che vengono smarrite.
Nei nostri pullman non succede spesso, ma è vero che ogni tanto accade di ritrovare qualche oggetto dimenticato o sgusciato fuori da qualche tasca.

Però è bene iniziare questa panoramica dall’oggetto che più spesso capita di ritrovare, soprattutto nei pullman che conducono i viaggiatori verso l’aeroporto. Non ci crederete ma è vero: l’oggetto più dimenticato è il bagaglio!
Parte di esso, in realtà, un borsone o un trolley soltanto che viene prontamente recuperato al parcheggio da proprietari con il fiatone. Un’analisi condotta sul campo ci dice che di questa “patologia” soffrono prevalentemente i giovani tra i 20 e i 35 anni, conseguenza certo di quella euforia che accompagna le prime avventure da viaggiatori.

Molto più rara è la dimenticanza del bagaglio al ritorno di un viaggio, lì dove invece capita lo scambio: trolley identici che prendono molto spesso la strada che conduce all’universo delle cose perdute. E sì: a meno che all’interno non ci sia un’agenda o un qualche riferimento al vero proprietario, risolvere questi strani abbinamenti, pur con tutta la nostra disponibilità, è piuttosto difficile! Ma anche questo è un “caso” che riguarda i passeggeri più giovani: gli over 50 hanno imparato – forse da precedenti esperienze – che è meglio dotare il proprio bagaglio di un segno distintivo (un must è il classico “fiocchetto” di nastrino colorato) così da evitare di ritrovarsi con un abbigliamento imprevisto.

Capita, seppur raramente, di ritrovare giacche, impermeabili, scialli, fasciacollo, guanti e cappelli. Questi possiamo chiamarli oggetti “a scadenza”: superati i sette giorni di abbandono, già sappiamo che resteranno orfani per sempre… Ma almeno loro hanno sette giorni di chance, cosa che non si può dire del più sfortunato tra gli oggetti “da dimenticare”: l’ombrello. Pur essendo tra i più abbandonati, non viene reclamato quasi mai. Eppure è così prezioso quando serve… triste destino, il suo!

L’ultimo caso da prendere in considerazione è davvero il più strano e anomalo di tutti (e per questo lasciato in chiusura): stiamo parlando degli oggetti che conoscono certamente la formula magica per raggiungere il più velocemente possibile l’universo delle cose perdute. Parliamo di portafogli e cellulari. Riescono a compiere il viaggio che li separa dal loro reale proprietario fino all’universo misterioso più profondo nel giro di pochissimi secondi, ovvero nel tempo che separa l’uscita dal pullman del primo passeggero dall’ultimo. Trenta secondi? Quaranta? Ok, diciamo un minuto. Ma è certo che nel momento in cui l’ultimo passeggero scompare dalla luce dei nostri fari dell’oggetto prezioso non resta neanche l’ombra.

È vero però che ogni tanto qualcosa rimane in questa nostra dimensione: sono i portafogli e i cellulari che finiscono sotto le poltrone, lì dove poi vengono ritrovati da autisti e personale di pulizia. Come quel certo portafogli rigonfio di contanti per il quale abbiamo ricevuto un abbraccio affettuosissimo da chi, al ritorno del suo viaggio, è stato accolto dalla lieta notizia che quanto riteneva perduto in realtà era stato da noi portato al posto di Polizia, e lì attendeva il ritorno del suo “padrone”.

Quanto ci piacciono le storie a lieto fine!

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