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Come abbiamo già avuto modo di vedere in relazione alle prospettive di viaggio durante le Feste, i cosiddetti “corridoi turistici” hanno sortito l’effetto sperato, nonostante l’inasprirsi dell’attuale situazione sanitaria

Come dimostrano le ultime statistiche, la formula del corridoio turistico Covid-Free, che prevede l’acquisto di pacchetti presso operatori turistici autorizzati previa accertamento dello stato di salute del viaggiatore, ha concorso a ridisegnare il modo di viaggiare degli italiani, permettendo paradossalmente di puntare verso mete più esotiche rispetto alle tradizionali destinazioni natalizie.

Così Maldive, Mauritius, Repubblica Dominicana e Dubai sono diventate tra le mete più gettonate, in un contesto dove si riscontra un calo del 70% rispetto al 2019. Punto di forza dei corridoi turistici consiste nell’assistenza prestata dagli agenti di viaggio e nell’organizzazione stessa della formula: a contribuire alla scelta degli italiani di posticipare le proprie vacanze, infatti, è proprio l’incertezza sulle procedure sanitarie dei paesi di destinazione e l’eventualità di cambiamenti repentini durante la vacanza, motivo per cui l’acquisto di un pacchetto di viaggio e un punto di riferimento da contattare per ogni informazione si configura come una certezza su cui puntare per continuare a viaggiare in tutta serenità e sicurezza.

Nel caso in cui si decida di cambiare i propri programmi e rinunciare al proprio viaggio, anche Prestia e Comandè permette di modificare i biglietti già acquistati per le sue tratte, in modo tale da cambiare data e orario oppure ottenere un credito da utilizzare successivamente.

Tali operazioni sono possibili sia mediante le piattaforme web e smartphone, con l’accesso alla propria area riservata, oppure contattando il servizio clienti.

Il pullman racconta..., Notizie

A Palermo, nel cuore di Brancaccio, si trova uno dei veri e propri tesori della città, simbolo di una storia passata ma ricca di significato: stiamo parlando del Castello di Maredolce, chiamato anche “della Favara”.

Di Vps at it.wikipedia, CC BY-SA 3.0

Ancora poco conosciuto, ma protagonista già da diverse edizioni de “Le Vie dei Tesori”, il Castello di Maredolce rappresenta, così come il Castello della Zisa, un esempio importante del succedersi delle diverse popolazioni e relative culture che hanno attraversato la città: costruito infatti durante la dominazione araba in Sicilia, come residenza regale ricca di palmeti, agrumeti e lussureggianti giardini, nel corso degli anni il Castello diventò dimora extraurbana dei regnanti normanni e aragonesi in cerca di refrigerio dal calore della città, che a loro volta lasciarono importante impronta sulla costruzione, diventando prova tangibile della storia ricca e complessa della Sicilia e della città di Palermo.

CarlesVA, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Ad oggi il Castello si trova circondato da complessi residenziali e industriali, ma risultano ancora ben visibili i tratti di derivazione islamica e lo spazio che un tempo ospitava il giardino e il lago artificiale, che si estendeva fino ai piedi del Monte Grifone.

Già protagonista di alcuni piccoli interventi di riqualificazione, il Castello di Maredolce sarà protagonista di importanti attività di ristrutturazione di mantenimento, volti a far tornare quest’area al suo antico splendore, permettendo alla popolazione e ai visitatori di scoprire qualcosa in più sulla storia della città. Tale progetto, la cui durata stimata è di un anno, vedrà coinvolto sia l’interno sia l’esterno del Castello, prevedendo anche scavi archeologici e di riqualificazione delle aree all’aperto per restituire questa piccola oasi alla città e al suo quartiere, nonché diventando un punto di riferimento importante per il turismo in città.

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Con il nuovo Decreto Legge n° 221, entrato in vigore l’appena passato 25 dicembre, si introducono importanti cambiamenti volti ad attuare nuove misure di contenimento relative all’emergenza sanitaria.

Tali novità, in vigore fino al 31 marzo 2022, attuale data conclusiva dello stato d’emergenza, coinvolgono direttamente i mezzi pubblici di locale, media e lunga percorrenza: così come per cinema, teatri e musei, per i mezzi pubblici viene infatti introdotto l’obbligo, per i passeggeri, di mascherina FFP2 e il conseguente divieto di accesso se dotati di mascherina chirurgica o in tessuto.

Secondo le classi di protezione delle maschere filtranti, le FFP2 permetterebbero una maggiore protezione sia verso l’esterno sia verso l’interno, rendendole quindi uno strumento valido nell’ottica della riduzione del rischio di contagio. Stessa cosa non si può dire per le mascherine “di comunità”, ossia quelle in tessuto, o quelle chirurgiche, che pur essendo dispositivi medici garantiscono un’adeguata protezione solo dall’interno verso l’esterno.

La nuova disposizione si va ad affiancare a quella dell’accesso ai mezzi di trasporto per i possessori di Green Pass, Certificazione che, a sua volta, subisce mediante il medesimo DL altre modifiche: il documento emesso per completamento del ciclo vaccinale vede inoltre accorciata la sua validità da 9 a 6 mesi, a partire da febbraio, e potrà essere rinnovato al momento della somministrazione della cosiddetta dose “booster”, terzo richiamo che sarà accessibile già dal 4 mese dopo la seconda dose.

Tirando le somme delle disposizioni messe in atto nell’ultimo mese, quindi, chi desidera viaggiare sui mezzi pubblici locali, di media o lunga percorrenza dovrà munirsi di Green Pass e di mascherina FFP2, piccole misure di sicurezza idonee a proteggere se stessi e chi ci sta intorno.

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Lo scorso 6 dicembre ha rappresentato una data importante per quel che concerne i possessori di Certificazione Verde: secondo le nuove misure, valide fino al 15 gennaio, aventi l’obiettivo di contenere la diffusione del virus durante il periodo delle Feste, sono in vigore ulteriori restrizioni, anche per i possessori di Green Pass.

Prima novità riguarda i servizi di trasporto pubblico (come i mezzi Prestia e Comandè), per i quali proprio a partire dal 6 dicembre l’accesso sarà consentito solo ai possessori di Green Pass, ottenuto mediante vaccinazione, tampone o certificato di guarigione da Covid-19. Per quel che concerne l’accesso a bus, pullman, tram o metropolitane, l’esibizione del documento verrà effettuato a campione e dal personale preposto.

Per quel che riguarda tutti i settori in cui era prevista l’esibizione di Green Pass, scatta invece il “Super” Green Pass, ossia quello emesso a seguito di vaccinazione o guarigione da Covid, ma non di tampone: la consumazione all’interno di ristoranti e bar sarà prevista solo con questa tipologia di certificazione (così come nel caso di consumazione all’aperto nelle zone arancioni), per quel che riguarda il lavoro, invece, il “super” green pass sarà necessario solo per dipendenti pubblici e del settore sanitario. Per palestre, piscine, teatri, cinema ed eventi, si dovrà esibire la certificazione base nelle zone bianche o gialle, quella super nelle zone arancioni.

Per i vaccinati e i possessori di certificato di guarigione non sarà necessario scaricare un nuovo documento, l’app preposta al riconoscimento dei Green Pass sarà in grado di individuare la versione “base” da quella “super”, senza alcun passaggio aggiuntivo da parte degli utenti.

Sono esenti dalle nuove misure sui trasporti pubblici e sul super Green Pass i minori di 12 anni e i possessori di certificazione medica di esenzione.

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Le vacanze di Natale si avvicinano e, con loro, i primi progetti sulle possibili destinazioni per questa fine del 2021, abbinate ai consueti interrogativi sulle attuali condizioni di viaggio in Italia, Europa e nel mondo.

Ad oggi, i paesi in cui si può viaggiare sono sicuramente di più rispetto a dicembre dell’anno scorso, permettendo così alle famiglie italiane di programmare la propria vacanza Natalizia: secondo le ultime disposizioni del Ministro della Salute, valide per ora fino al 15 dicembre, in possesso di Green Pass si potrà viaggiare tranquillamente in tutta Italia, zona bianca, e in Europa previa compilazione di appositi moduli relativi all’ingresso nel determinato paese e, successivamente, di rientro in Italia. Sarà saggio, comunque, informarsi in maniera approfondita prima di intraprendere viaggi in Europa, verificando eventuali richieste di test antigenici (come nel caso del Regno Unito, che lo richiede dopo due giorni dall’arrivo sul suolo britannico) ed eventuali chiusure interne (come l’Austria, attualmente in lockdown totale fino al 12 dicembre).

Per coloro che hanno in mente mete più esotiche, attualmente non accessibili per turismo, sono in via di sperimentazione i “corridoi turistici Covid-Free”, istituiti mediante ordinanza del 28 settembre 2021: secondo questa formula, con l’acquisto di pacchetti presso operatori turistici (viaggio + pernottamento presso strutture turistiche selezionate e appositamente autorizzate), sarà possibile recarsi presso località come Aruba, Maldive, Repubblica Dominicana oppure Egitto seguendo un iter comprendente non soltanto l’esibizione del Green Pass ma anche di test antigenici prima, durante e dopo il soggiorno. Tale formula permette di avere accesso a questi luoghi per vacanza senza vincoli e senza obbligo di isolamento fiduciario (ovviamente se si risulta negativi a tutti i test effettuati), sperimentando così una tipologia di viaggio più controllata e organizzata che potrebbe rappresentare un’ancora di salvezza per il turismo soprattutto nel settore dei viaggi di nozze.

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Weekend positivo per la Sicilia, che chiude il ponte lungo di Ognissanti con dei numeri importanti in termini di affluenza, così come già previsto in sede di prospettive di viaggio analizzate i primi di ottobre. Gli esiti della campagna vaccinale e le misure preventive applicate in occasione di viaggi più o meno lunghi hanno permesso infatti a molti di organizzare in tutta serenità e sicurezza il proprio fine settimana lungo, confermando le stime pronosticate.

Parlando della Sicilia, secondo le analisi dell’Aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo per il ponte di Ognissanti l’affluenza prevista di circa 72751 passeggeri è stata confermata, superando già prima del weekend i dati del 2019. Ciò che spicca è l’aumento importante dei passeggeri italiani in viaggio all’interno del territorio nazionale, dato che sottolinea non solo un parziale ritorno alla normalità, ma la prospettiva di una rosea e forte ripresa.

L’arrivo delle Feste Natalizie, inoltre, si prospetta già altrettanto rilevante in termini di dati di viaggio, anche grazie all’apertura di nuove tratte che permetteranno di collegare la Sicilia ad altri importanti punti turistici all’interno dell’Italia e dell’Europa. Oltre all’aumento della frequenza dei voli, saranno collegati 14 paesi per un totale di 52 destinazioni, 22 nazionali e 30 internazionali. In questo senso la stretta collaborazione con le compagnie aeree è risultata fondamentale, permettendo non soltanto di ampliare l’offerta ma scommettendo sull’importanza della Sicilia come fondamentale snodo turistico non esclusivamente del periodo estivo.

In vista del Natale la Sicilia si prepara dunque ad accogliere una vasta affluenza di turisti italiani e internazionali: sono tanti infatti gli eventi in programma per dicembre, appuntamenti di cui avremo modo di parlare nei prossimi aggiornamenti.

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Come quasi tutti gli anni, anche quest’autunno 2021 ci ritroviamo nel pieno del festival de Le Vie dei Tesori, una bellissima iniziativa, a partire dall’11 settembre fino al 31 ottobre, che permette a chiunque lo desideri, di scoprire e riscoprire la Sicilia attraverso una serie di visite ed eventi programmati. La regione siciliana, infatti, è da sempre una terra piena di cultura e storia, che questo esclusivo festival consente di conoscere ed apprezzare in tutto il suo immenso splendore, per quest’edizione nuovamente dal vivo!

La partecipazione agli itinerari è resa possibile tramite l’acquisto di coupon, che permettono l’accesso a musei, chiese, palazzi ed ogni bellezza siciliana facente parte dell’iniziativa. Il programma di quest’anno, in particolare, mette a disposizione la visita di numerose città, tra cui Bagheria, Monreale, Sciacca, Cefalù e, ovviamente, il capoluogo della Sicilia, Palermo.

L’obiettivo principale del progetto consiste nel far avvicinare la comunità al proprio patrimonio culturale, tramite la valorizzazione di luoghi di interesse storico, intorno ai quali la comunità stessa può crescere ed arricchirsi. Il festival presenta alcune linee guida molto importanti, che gli forniscono unicità e prestigio: per prima cosa il progetto si prefissa l’idea di rivolgersi ad ogni tipo di pubblico, e lo fa attraverso racconti non convenzionali dei luoghi: queste narrazioni, infatti, riescono a valorizzare i luoghi stessi e a narrarne l’importanza all’interno della storia delle città. I siti aperti negli stessi giorni e negli stessi orari sono inoltre visitabili con un unico strumento, in modo tale che il visitatore sia attratto dai tesori che sono più affini tematicamente o più vicini geograficamente

I possibili luoghi da visitare sono tantissimi: nel capoluogo siciliano, ad esempio, troviamo ben 88 località, tra cui numerose chiese (sia le famose che quelle più esclusive), diverse ville antiche (che troviamo situate in varie zone della città), e anche tanti luoghi di lavoro ricchi di storia.

Tutte le location disponibili per visite e gite sono consultabili nel sito del festival, dove è possibile anche vedere la tipologia di luogo che ci si appresta ad ammirare, in modo tale da scegliere se programmare un itinerario pieno di siti diversificati, oppure se optare per una gita in vari luoghi con tematiche in comune.
Oltre però a mostre, gite fuori porta e passeggiate, il programma presenta anche visite teatralizzate, concerti nei luoghi dei tesori e visite con degustazione dedicate alla scoperta dei sapori siciliani.

Insomma, anche per quest’anno il progetto Le Vie dei Tesori si conferma un punto di riferimento per coloro che amano la conoscenza e la cultura in tutte le sue forme, e che sentono il bisogno di esplorare ogni sfaccettatura, mistero o segreto che la bellissima Sicilia tiene in serbo.

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L’estate è volta al termine ma l’argomento viaggio è ancora uno dei principali trend topic, soprattutto per quelle zone dove l’affluenza turistica si mantiene costante anche in bassa stagione. L’evolversi delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria, inoltre, rendono lo scenario ancor più movimentato e in continuo aggiornamento.

La notizia principale degli ultimi giorni riguarda sicuramente gli Stati Uniti, che dal primo novembre apriranno le frontiere ai viaggiatori da 33 paesi nel mondo nel caso di ciclo vaccinale completato, mantenendo comunque obbligo di test da effettuare 3 giorni prima dalla partenza. Per tutti coloro che desiderano andare negli USA, però, attenzione al farmaco con cui sono stati vaccinati: gli Stati Uniti non hanno riconosciuto alcuni dei vaccini diffusi in Europa e nel mondo, pertanto la vaccinazione con questi potrebbe non garantire l’accesso nel paese.

Per quanto riguarda i paesi dell’Unione Europea, se per la maggior parte di questi vige l’obbligo di Green Pass (ottenuto a ciclo vaccinale completato, mediante certificato di guarigione da Covid oppure con tampone negativo effettuato entro le 48 ore precedenti), alcune nazioni applicano qualche piccola variante, da tenere in considerazione se si desidera viaggiare quest’autunno: la Spagna, ad esempio, ha suddiviso le aree di rischio per i cittadini italiani anche per regione, per cui prima di partire è necessario controllare lo status della propria; oltre a ciò, resta obbligatoria la compilazione di un modulo attestante il proprio stato di salute; anche la Repubblica Ceca ha adottato un apposito formulario di controllo. In Regno Unito, invece, oltre al Green Pass resta saldo l’obbligo di tampone rapido a 48 ore dall’arrivo su suolo britannico.

Oltre agli Stati Uniti, anche il Canada ha aperto i suoi confini per turismo con Green Pass e tampone alla mano, invece Tokyo e il Giappone rimangono ancora turisticamente off limits, con sospensione degli ingressi per motivi non lavorativi, non gravi e non di salute fino a data da destinarsi.

Sembrerebbe dunque che, rispetto ad un anno fa esatto, la situazione turistica stia assumendo dei connotati sempre più stabili, facendo sperare in un ritorno alla normalità, ai viaggi e alle vacanze sempre più tangibile.

Dopo quattro anni di chiusura, aprono nuovamente i cancelli del Parco D’Orléans a Palermo, i giardini retrostanti l’omonimo Palazzo che per anni sono stati un punto di riferimento per i bambini della città.

Il Parco, infatti, è noto ai palermitani per aver ospitato flora e fauna di diverso genere, raccogliendo al suo interno un’ampia varietà ornitologica, non solo rappresentativa dell’area del Mediterraneo, ma anche proveniente da località esotiche, come per esempio i celebri pappagalli Ara.

Dopo la chiusura forzata di qualche anno, nel 2019 è stato stipulato un accordo con l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia per la cura e la manutenzione del Parco, che avrebbe dovuto riaprire i battenti l’anno scorso. A causa dell’emergenza sanitaria tale riapertura è stata posticipata fino allo scorso mese, quando i cittadini hanno potuto nuovamente tornare a visitare i viali lussureggianti dei giardini, un piccolo polmone verde in città.

Attualmente all’interno del Parco è possibile osservare più di 350 esemplari di uccelli, ma anche daini, pesci e tartarughe, il tutto immerso in tre ettari e mezzo di piante e alberi anch’essi di variegata provenienza, concorrendo così a creare un luogo d’interesse scientifico oltre che ricreativo per grandi e piccini. Anche per questo motivo, è vietato entrare nel parco con biciclette, monopattini o altri mezzi, al fine di preservare la quiete dell’ecosistema circostante.

Attualmente l’ingresso al Parco è gratuito (da ottobre invece si inizierà a pagare un biglietto d’ingresso) e contingentato in base alle normative attualmente vigenti, tuttavia la grande novità sta nella possibilità di visitare i giardini anche senza bambini: per molto tempo, infatti, l’accesso al parco è stato consentito solo ai bambini e relativi accompagnatori, da quest’anno invece l’area sarà fruibile a tutti.

La città torna a dare il benvenuto ad uno dei luoghi maggiormente emblematici dell’infanzia dei suoi cittadini, ma anche ad un punto di riferimento importante per il turismo nella zona, sperando di poter continuare a lungo a poter passeggiare tra i sentieri di questo piccolo parco incantato.

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Come abbiamo avuto modo di vedere in questi mesi, l’andamento del piano vaccinale e i dati sull’emergenza sanitaria stanno scandendo direttive e prescrizioni da implementare nei diversi settori del turismo, della ristorazione, dell’intrattenimento, dell’istruzione e, a partire da settembre, anche per i trasporti.

Focalizzandoci su quest’ultimo punto, secondo il Decreto Legge 111 del 06/08/2021, a partire dal 1° settembre fino al 31 dicembre 2021, è necessario essere in possesso ed esibire il Certificato Verde Covid-19, comunemente chiamato Green Pass, nei seguenti casi:

– voli aerei, verso qualsiasi destinazione;
– treni ad alta velocità e intercity;
– navi e traghetti adibiti al trasporto interregionale;
– autotrasporto di linea con competenza statale in ambito interregionale;
– noleggio con conducente in ambito interregionale, nazionale e internazionale.

Restano pertanto esenti dalle attuali disposizioni i servizi di trasporto pubblico locale di ambito urbano e all’interno della regione, i collegamenti con le isole minori e il transito lungo lo Stretto di Messina.

Per coloro non in possesso di Green Pass emesso a seguito di vaccinazione o di negativizzazione nell’arco degli ultimi 6 mesi, è comunque possibile usufruire dei sopracitati servizi con esito di tampone negativo effettuato entro le 48 ore precedenti, test che ormai è possibile effettuare anche negli aeroporti e nelle principali stazioni ferroviarie, agevolando così chi si trova in partenza.

Ricordiamo che, per quel che concerne i minori, sono soggetti a esibizione di Green Pass i bambini a partire dai 6 anni e che, per quel che concerne i viaggi verso i paesi dell’Unione Europea, il Green Pass sarà valido solo se passati 14 giorni dalla seconda somministrazione mentre, in caso di tampone antigenico o molecolare, il referto dovrà emesso anche in lingua inglese (o, se possibile, del paese di destinazione).

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