Il pullman racconta…

Appunti, Il pullman racconta...

La Sicilia è una terra ricca di curiosità, molto spesso nascoste anche ai siciliani stessi e, altrettanto spesso, corrispondenti a dei primati italiani o addirittura internazionali.

Tali aneddoti riguardano alcune tra le caratteristiche naturalistiche tipiche della zona, altre ne riguardano invece la storia e la cultura, grazie alle diverse dominazioni che si sono avvicendate nel corso degli anni.

Tutti conoscono le bellezze naturali siciliane, ma forse non tutti sanno che:

  • la Sicilia vanta il primato per aree naturali protette, con i suoi cinque parchi naturali, sei aree marine protette e settantadue riserve naturali;
  • uno degli eventi ritenuti tra i più distruttivi del ventesimo secolo è il terremoto di Messina del 1908;
  • la Sicilia comprende una varietà climatica tale da contenere quasi tutti i climi presenti in Europa e Africa settentrionale.

Per quanto riguarda invece beni e monumenti, le sorprese sono tantissime:

  • la Sicilia è la regione d’Italia con la maggiore concentrazione di beni artistici e culturali;
  • presso l’Archivio di Stato di Palermo è custodita la lettera di Adelasia degli Aleramici, documento cartaceo più antico d’Europa, risalente al 1109;
  • il primo disco jazz del mondo è stato inciso da Nick La Rocca, figlio di emigranti siciliani;
  • il “Trionfo della Morte” custodito a Palazzo Abatellis ispirò Pablo Picasso per la realizzazione di Guernica;
  • la festa di Sant’Agata di Catania è uno degli eventi religiosi più importanti al mondo
  • la bandiera siciliana è la più longeva al mondo;
  • secondo alcune testimonianze, hanno origini siciliane sia il gelato sia gli spaghetti!

Tra natura, monumenti e…cibo, ovviamente, la Sicilia è una terra tutta da scoprire, ricca di sorprese per chi ci vive sia per chi desidera visitarla da turista.

Il pullman racconta...

Oggi partiamo alla scoperta di una delle arterie principali di Palermo, via Roma! Una strada del centro che i nostri passeggeri conosceranno bene, avendone avuta una visuale privilegiata attraverso il percorso dei nostri shuttle bus per l’Aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo.

Percorrendo Via Roma è possibile osservare parte della storia stessa della città di Palermo, passando accanto a palazzi storici come il teatro Biondo dei primi del ‘900 oppure il palazzo delle Poste di epoca fascista. Fino all’Unità d’Italia l’area corrispondente all’attuale Via Roma non era altro che un quartiere popolare, trasformato successivamente in una importante arteria volta a collegare la Stazione Centrale (di nuovissima costruzione) con l’area della “nuova” Palermo, corrispondente a Piazza Politeama, e il porto.

Il documento che ha dato origine a Via Roma, “Il piano regolatore di Risanamento” di Felice Giarrusso, risalente al 1885, ha comportato allo stravolgimento dell’intera zona, sulle orme delle grandi strade che tagliavano a metà le città di Torino, Napoli o Milano e sull’ispirazione dei piani del Barone Haussmann relativamente all’urbanistica parigina.

La costruzione di tale via, concepita per contenere edifici di servizi, e non come viale di ville nobiliari come l’altrettanto celebre via Libertà, causò un importante stravolgimento nel cuore della città, causando non poche polemiche a seguito delle importanti strutture che vennero sacrificate. A proposito di questo, i più acuti osservatori avranno notato che via Roma non è esattamente dritta, ma presenta una piccolissima deviazione all’altezza del Corso Vittorio Emanuele: questa anomalia è dovuta alla presenza del palazzo del Marchese Arezzo che, con qualche pressione ai piani alti, riuscì a salvare la sua residenza e spostare l’asse della via un po’ più in là.

Ad oggi Via Roma mantiene il suo fondamentale ruolo di trait d’union tra le due anime della città, offrendo durante il passaggio non soltanto importanti servizi commerciali ma anche scorci di splendidi palazzi d’epoca o stradine tipiche del centro storico cittadino. Si tratta di un vero e proprio tesoro tutto da scoprire, che ruota intorno a questa importante via, un’arteria nel senso urbanistico ma anche anatomico del termine, collegando il “cuore” del centro storico alle altre zone della città.

Il pullman racconta...

Due tra i grandi punti di riferimento per la città di Palermo sono il Teatro Massimo e il Teatro Politeama, che caratterizzano il centro urbano e regalando a cittadini e visitatori una passeggiata suggestiva tra le due grandi piazze che li ospitano.

Come abbiamo già accennato parlando delle curiosità di Palermo, la città detiene il primato per la compresenza di due teatri lirici, esempio poi seguito solo successivamente da altri centri della cultura in Italia ed in Europa. Entrambi i teatri però, non rappresentano soltanto un luogo di spettacolo, ma anzi narrano della storia di una città in crescita durante il 1800, e consistono, oggi, in due simboli importantissimi per la città, presi con affetto come punto di riferimento da tutti i palermitani, grazie anche alla loro centralissima posizione (una delle fermate del nostro shuttle bus è infatti proprio accanto al Teatro Politeama, quindi è un punto di riferimento anche per noi!).

Parlando delle origini dei due teatri, non si può far riferimento al “dualismo” che li contraddistingue in ogni aspetto, fino a partire dalle loro origini: se il Teatro Massimo aveva l’obiettivo di diventare il fulcro delle attività ricreative della borghesia e della nobiltà, il Teatro Politeama doveva invece essere il punto di riferimento per l’intrattenimento del popolo, con spettacoli e operette in diurna, adatti a tutti.

Altro dualismo, riguarda le due aree dove sorgono i teatri: Piazza Verdi (la piazza del Teatro Massimo) era un luogo già centrale all’epoca e particolarmente privilegiato grazie alla vicinanza sia con le mura antiche sia con il centro urbano del periodo, Piazza Castelnuovo, invece, era ancora una zona di campagna, dove si notavano soltanto i primi accenni dei futuri quartieri. C’è da specificare, tuttavia, che il Teatro Politeama doveva avere come prima destinazione Piazza Marina, però con la caduta dell’impero borbonico i lavori preliminari si interruppero per ricominciare ben quattro anni dopo, con l’indicazione di una nuova area per la costruzione.

Anche per quanto riguarda l’architettura che contraddistingue le due strutture, si può parlare di “doppio”, con riferimento alle due grandi figure che si occuparono della costruzione dei due teatri: Giovan Battista Filippo Basile e Damiani Almeyda sono due nomi importantissimi nella storia dell’architettura in Sicilia. Basile, nella costruzione del Teatro Massimo, fu in grado di superare la contrapposizione tra architettura e ingegneria creando una struttura monumentale e all’avanguardia, il giovane ingegnere Damiani Almeyda, invece, riuscì nell’intento di comunicare la natura più fruibile e “leggera” del Teatro Politeama anche con il suo aspetto esteriore, snello ma elegante, con l’utilizzo ricorrente della forma dell’arco, che richiamava le strutture circensi.

Riflettere oggi su queste differenze tra i due teatri fa un po’ sorridere, soprattutto per quanto riguarda il ragionamento sottostante alla questione urbanistica: ai nostri occhi le due strutture sono davvero a pochi passi di distanza, non riflettendo su quanto quei 650 metri di distanza, alla fine del 1800, segnassero una grande differenza culturale, urbanistica e sociale. Per quanto riguarda invece l’animo dei due teatri, la tipologia di spettacoli proposti incarna tutt’oggi la concezione dell’epoca: se il Teatro Massimo è palcoscenico (in tutti i sensi!) della lirica nazionale e internazionale, il Teatro Politeama ospita prevalentemente concerti e spettacoli di prosa, provvedendo così ad offrire, insieme agli altri teatri della città, un cartellone di eventi variegato e importante.

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Chi viaggia con i nostri pullman ha l’opportunità di attraversare in tutta comodità il centro di Palermo. Come in vetrina, davanti ai finestrini sfilano palazzi e monumenti che, uno dopo l’altro, creano un vero e proprio itinerario turistico. Leggi tutto

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Non passiamo certo inosservati, noi pullman. Per le dimensioni, ovviamente, che in alcuni casi sono davvero esagerate – pensate a certi bus modernissimi, a due piani, dove l’autista praticamente scompare oltre un parabrezza sconfinato – ma anche per i colori. Sempre più spesso, infatti, i pullman vengono utilizzati nell’ambito di strategie di comunicazione e marketing e vengono personalizzati con colori e immagini di ogni genere.

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Sciacca e Piana degli Albanesi sono abbastanza conosciute. La prima è una bella città termale, in bellissima posizione sul mare, con un rinomato porto peschereccio e un famoso Carnevale. La seconda, sebbene assai più piccola, è conosciuta perché fu fondata da una comunità di albanesi in fuga dalla propria terra e, sebbene siano passati oltre cinquecento anni da allora, ancora custodisce le tradizioni religiose, la lingua e i costumi tipici del luogo d’origine.

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San Valentino è il prossimo sabato, ma gli innamorati sono già organizzati. Già da qualche giorno sono aumentate le coppie che salgono a bordo per andare all’aeroporto, in partenza per destinazioni romantiche. Parigi in primo luogo, non credo che si possa immaginare una città più romantica della capitale francese, anche adesso che fa freddo. E anche Venezia, perché no? Canali, gondole e campielli hanno il loro fascino indiscutibile. E Capri, Positano, la Toscana, Portofino! Anche se ancora sonnolenti in questa bassa stagione, sono luoghi bellissimi che hanno sempre un loro perché.

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Quest’anno le vacanze di Natale sono state lunghe per la maggior parte delle persone, molti hanno potuto fare “ponte” e così sono tornati a casa in tanti, per le feste. Già dal 20, 21 dicembre i ragazzi che studiano lontano dalla Sicilia, i tanti che vivono all’estero per lavoro o per amore hanno cominciato ad affollare treni, aerei, pullman. Leggi tutto

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Quando, come me, si sta in strada tutto il giorno, si sviluppano buone doti di osservazione. Devo sempre tenere gli occhi bene aperti per fare attenzione al traffico – noi di Prestia & Comandé abbiamo fatto un punto d’onore nel portare sempre i nostri ospiti a destinazione in tutta sicurezza! – e ho imparato a fare attenzione a tanti dettagli lungo il mio tragitto.

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Tutti gli anni la stessa storia: passata la festa di Ognissanti – o Halloween, come ormai tutti la chiamiamo – si comincia a parlare di Natale. Il primo segno è dato dalle vetrine dei negozi che quasi da un giorno all’altro indossano la loro “veste natalizia” colmandosi di stelle luccicanti, babbinatale rubizzi, alberelli addobbati eccetera. Presto le decorazioni tracimano anche in strada: si accendono lampadine colorate sulle insegne, i marciapiedi si infuocano di stelle di Natale.

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