Gusti-Bus

Re dello street food palermitano, icona del pranzo fuori porta: oggi il nostro GustiBus ci porta a scoprire le origini di pane e panelle, lontane più di mille anni!

Come abbiamo ampiamente avuto modo di vedere, la maggior parte delle ricette tipiche siciliane hanno origini dalla dominazione araba e le panelle non solo da meno: già durante il IX secolo gli arabi cominciarono a macinare i ceci per creare una farina da impastare con acqua e aromi, non particolarmente gradevole al gusto ma altamente sostanziosa, dunque indispensabile per l’alimentazione della popolazione meno abbiente.

Bastò poco tempo per scoprire che tale impasto, sotto forma di sottile sfoglia da cuocere a fuoco molto alto, o da friggere, poteva generare qualcosa di estremamente gustoso e indimenticabile, le panelle! Non a caso tale ricetta è arrivata fino ai giorni nostri, consacrando non solo un piatto tipico, che in abbinamento al pane diventa il cibo da strada per eccellenza, ma anche una professione, quella del “panellaro”, ognuno detentore della propria personalissima ricetta.

Posto agli angoli delle strade, con il suo carretto dotato di casseruola piena di olio fumante e montagne di pane fresco, il “panellaro” vendeva (e vende tutt’ora) le sue squisitezze a giovani e anziani, a ogni classe sociale e persino a clienti illustri come Pirandello, Sciascia e Guttuso.

Sebbene qualsiasi momento della giornata, e dell’anno, sia ideale per un “coppo” con le panelle, queste vengono mangiate per tradizione il giorno di Santa Lucia, anche nella versione dolce con ricotta e zucchero a velo.

Esperienza fondamentale per i turisti in visita a Palermo, il panino con le panelle viene spesso abbinato ad un’altra delle prelibatezze tipiche palermitane, le crocchè di patate e, per i più audaci, anche alle melanzane fritte, in un tripudio di bontà tutta siciliana

Notizie

Sebbene la situazione attuale sia ancora abbastanza complessa, si comincia a pensare all’estate: confortati dalle proiezioni dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio di Isnart e Unioncamere, secondo cui l’80% degli italiani intervistati ha affermato di voler pianificare una vacanza per il 2021, appena le condizioni lo renderanno possibile, si cominciano ad apprendere le prime notizie relative al settore turistico estivo in Sicilia.

Prima notizia arriva dall’Aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo, che oltre ad aver ampliato le sue tratte con l’inaugurazione della Palermo-Amsterdam con EasyJet, comunica di aver attivato test rapidi antigenici di “seconda generazione”, più rapidi ed attendibili, al fine di rendere più veloci ed efficaci le misure di prevenzione aeroportuali.

Novità interessanti arrivano anche da importanti poli turistici siciliani come Taormina, che si prepara a diventare il punto di riferimento dell’estate siciliana 2021: compatibilmente con l’emergenza sanitaria, è già in via di programmazione il calendario di eventi del Teatro Antico, tra cui si confermano il TaoBook e il Taormina Film Festival. Di più lungo periodo è invece l’intenzione di rendere nuovamente fruibile il Castello di Monte Tauro con la messa in sicurezza del percorso e un nuovo impianto di illuminazione pubblica.

Oltre ai viaggi e ai luoghi di interesse, emergono anche notizie dal settore dell’ospitalità, che sembrano lasciar intendere che i protagonisti dell’estate saranno gli appartamenti, B&B e affittacamere, visti come una tipologia di soggiorno maggiormente flessibile e più adatta alla formula di vacanza last minute che, inevitabilmente, sarà la più gettonata nella stagione calda.

La Sicilia, grazie alle sue caratteristiche e alle bellezze culturali e naturali che racchiude, anche per quest’anno si candida come protagonista della seconda estate più inedita e particolare dell’epoca contemporanea, con l’auspicio di poter godere delle sue caratteristiche in tranquillità e sicurezza.

Il pullman racconta...

Tra le vie del centro di Palermo si trova un luogo unico nel suo stile, ricco di fascino e di mistero, il Castello della Zisa, circondato dal suo splendido giardino.

Costruito all’incirca nel 1165 in pieno stile normanno e ristrutturato pochi anni fa, il palazzo è uno dei simboli dell’alternarsi delle dominazioni e delle culture che si sono susseguite a Palermo, diventando nel 2015 Patrimonio dell’Umanità Unesco nell’ambito dell’itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale.

La Zisa rappresentava un vero e proprio paradiso poco fuori la città, un’oasi ricca di animali esotici, piante da frutto, palmeti e suggestive fontane: il termine stesso “Zisa” contiene al suo interno tutta la bellezza del luogo, in quanto derivante dall’arabo Al-Aziza, ossia “la splendida”. Oltre al suo lussureggiante giardino, anche l’interno della struttura era ritenuto un luogo paradisiaco, anzi, refrigerante: l’architettura ad alveare, il sistema di ventilazione dato dalla particolare disposizione delle finestre e le canalette interne, all’interno delle quali scorreva dell’acqua, comportavano un abbassamento della temperatura rispetto al clima esterno, concedendo riparo dalle afose estati siciliane.

Oltre alle sue peculiarità architettoniche, la Zisa è anche un luogo di misteri, dovuti soprattutto alla presenza dei “diavoletti” che si trovano dipinti sull’arcata della Sala della Fontana: sebbene si tratti in realtà di figure mitologiche, i soggetti dell’affresco vennero tradizionalmente associati a dei diavoletti dispettosi capaci di prender vita, posti in quel luogo per proteggere un mitico tesoro nascosto. La particolare posizione del dipinto, infatti, crea un particolare effetto ottico che trae in inganno l’osservatore, facendo sembrare le figure in movimento e, addirittura, rendendo quasi impossibile contarne il numero esatto. La leggenda vuole inoltre che la causa del forte vento in città derivi dalla loro fuga dal Palazzo, che aprendo le porte provocano la fuoriuscita della frescura interna.

Proprio risalenti a questa leggenda sono infatti i detti “Oggi si sono liberati i diavoli della Zisa” quando soffia forte vento oppure “Tanti quanti sono i diavoli della Zisa” per indicare un quantitativo incerto e misterioso.

Ad oggi, un’occhiata ai “diavoli” è d’obbligo durante una visita a Palermo al Castello, la leggenda è capace di affascinare adulti, bambini, turisti e cittadini, tutti col naso all’insù intenti a contarne, invano, il numero esatto!

Notizie

Come dimostrano i dati della stagione estiva scorsa e le prime prospettive per i viaggi nel 2021, l’Italia si conferma la meta principale dei viaggi degli italiani, che nel corso di quest’ultimo periodo hanno scoperto, o riscoperto, località e borghi suggestivi dello stivale.

La voglia di individuare gli angoli più segreti del nostro Paese ha coinvolto anche le più importanti maison della moda internazionale, che hanno scelto l’Italia come set delle proprie campagne pubblicitarie, selezionando luoghi non mainstream a pochi passi da noi.

Il primo caso, più “vicino” in tutti i sensi, è quello dello spot Devotion di Dolce e Gabbana, che durante l’estate scorsa è tornata in Sicilia per la realizzazione di un vero e proprio corto ambientato a Villa Valguarnera nei pressi di Bagheria, con le musiche di Ennio Morricone e la regia di Giuseppe Tornatore, nativo proprio della città in provincia di Palermo.

Altro brand di alta moda che ha scelto l’Italia e le eccellenze cinematografiche italiane è Dior con il suo “Il Castello dei Tarocchi”, un corto di 15 minuti che racconta la nuova collezione di haute couture all’interno del Castello di Sammezzano vicino Firenze, location dal gusto particolarmente eclettico e originale che ha saputo imprimere allo spot l’impronta esoterica e misteriosa che il regista Matteo Garrone voleva comunicare al pubblico.

La stessa tendenza viene sposata anche da Gucci, che già in passato ci ha accompagnato in un viaggio in Italia dal gusto glamour ma anche incentrato sull’essenza stessa del paese, ritratto nelle sue espressioni più genuine: se due anni fa il marchio ha scelto come set le rovine barocche di Canale Monterano vicino Roma, l’estate scorsa è stata l’Umbria ad accogliere Gucci all’interno di La Scarzuola, progetto architettonico a Montegabbione.

Il biennio 2020-2021 sta dunque segnando un nuovo connubio tra moda e Italia, che va oltre i punti nevralgici del fashion italiano ma suggella anzi un nuovo percorso fatto di italianità e genuinità tipica del Made in Italy, elementi che stanno affascinando i viaggiatori in questo periodo così particolare.

Gusti-Bus

Oggi il nostro GustiBus si ferma nell’area del catanese, parlandoci di uno dei piatti più celebri della tradizione Siciliana: la pasta alla Norma!
Simbolo del calore della terra sicula, con il suo pomodoro fresco, le melanzane dorate e la ricotta salata, anche la pasta alla Norma ha una sua specifica origine che, come accade spesso per i piatti siciliani, risulta ricca di curiosità e leggende.

Le origini della pasta alla Norma vengono infatti attribuite a due leggende diverse tra loro, ma entrambe facenti riferimento alla celebre opera lirica di Vincenzo Bellini, compositore catanese. Secondo una prima leggenda, la ricetta venne servita per la prima volta in occasione della cena del debutto dell’opera, il 26 dicembre del 1831, e venne chiamata così proprio in onore della protagonista principale; un’altra tradizione, invece, fa risalire il nome ad un pranzo del 1920 quando il commediografo catanese Nino Martoglio esclamò “chista è ‘na vera Norma!”.

In entrambi i casi, il battesimo della celebre ricetta siciliana è associato a qualcosa di sublime, come un’opera lirica, ed in effetti è impossibile dar torto a questa considerazione: la pasta alla Norma è stata, ed è tutt’ora, uno dei piatti protagonisti delle tavole siciliane da generazioni, conquistando progressivamente tutto lo stivale.

Se, per gli altri piatti passati in rassegna nella nostra rubrica, abbiamo individuato delle varianti tipiche di una specifica area della regione, per la pasta alla Norma la ricetta originale è rimasta intatta nel corso degli anni: unica piccola deroga, accettata quasi a malincuore dai puristi, riguarda il taglio della melanzana, che andrebbe effettuato a fettine ma che, molto spesso, è possibile trovare anche a cubetti.

Ricca di gusto, di carattere e di colore, la pasta alla Norma è un vero e proprio ritratto del popolo siciliano e della loro terra, un piatto che va assolutamente assaggiato durante un viaggio in Sicilia.

Notizie

Nonostante il periodo particolare, il 2021 è iniziato da poco e già si parla delle prime prospettive e anticipazioni per quel che concerne i viaggi estivi, con dei primi dati importanti sia in termini di destinazioni sia di attitudine dei viaggiatori.

Sono molte le agenzie online che si sono occupate di tastare il polso sulle intenzioni della propria utenza, indipendentemente ovviamente dalle restrizioni delle condizioni di viaggio dovute all’emergenza sanitaria.

Partendo dalle destinazioni, così come avevamo già visto in primavera, le mete preferite sono le grandi metropoli e le città d’arte: Milano, Londra e Parigi sono in top ten, ma l’assoluta protagonista tra le città europee risulta Lisbona, già vincitrice dei World Travel Awards nel 2020. La città, infatti, mantiene il suo primato per l’offerta turistica altamente diversificata tra cultura, gastronomia, riserve naturali e siti UNESCO.

Altre mete ricorrenti sono Dubai e Tokyo, sedi rispettivamente dell’Esposizione Universale e delle Olimpiadi, eventi entrambi rinviati al 2021.

Andando ai comportamenti di viaggio, i dati dell’estate 2020 vengono confermati, segnando dunque un concreto cambiamento nelle abitudini dei viaggiatori, destinato a protrarsi almeno per tutta la stagione corrente: se il mondo del business travel risulta notevolmente ridotto se non azzerato, aumenta invece la percentuale dei viaggi last minute, sintomo che i viaggiatori si sono abituati a programmare i propri spostamenti con breve anticipo in base all’andamento della situazione attuale.

Resta ancora un dato da non sottovalutare quello del viaggio di prossimità, sono infatti ancora tanti i viaggiatori che programmano di recarsi in luoghi vacanzieri vicini alla propria residenza, scelta dovuta non solo all’incertezza del momento ma anche alle ripercussioni economiche del recente periodo.

Fare delle previsioni precise sull’estate del 2021 è dunque ancora difficile, ma le notizie sul fronte sanitario lasciano intuire la volontà dei turisti di ricominciare a viaggiare.

Notizie

Lo scorso mese si è tenuta la cerimonia di riapertura del Museo Etnografico Siciliano Giuseppe Pitrè, dopo cinque anni di ristrutturazione e riorganizzazione dell’allestimento. Sebbene l’evento si sia tenuto in presenza, in corrispondenza del giorno della nascita dell’etnologo palermitano, per il momento le esposizione e gli eventi collegati alla struttura sono fruibili soltanto in streaming con un fitto calendario di eventi.

Il museo, fondato nel 1909, raccoglie alcuni tra i più importanti reperti e documenti cartacei relativi alla cultura e alle tradizioni popolari siciliane: le due sedi del museo contengono circa 4000 oggetti, alcuni raccolti dallo stesso Pitrè e altri provenienti da collezione etnografiche e donazioni private. La sede principale, quella all’interno del giardino della Casina Cinese all’interno del Parco della Favorita, conta 30 sale espositive e una fornitissima biblioteca, secondo la struttura voluta dal Pitrè stesso.

Concepito per raccontare al meglio la storia della Sicilia e le sue tradizioni, il museo Pitrè “vive” anche in questo periodo particolare grazie agli eventi in streaming, inaugurati durante il periodo delle feste e che si protrarranno nei prossimi mesi: oltre a dirette e performance in streaming all’interno del museo stesso, sono previsti anche spettacoli incentrati proprio su Giuseppe Pitrè, che ci accompagnerà virtualmente tra le sale da lui fortemente volute.

Importante punto di riferimento per chi desideri apprenderne di più sulla cultura del Mediterraneo, il Museo Pitrè propone interessanti spunti di riflessione sia per i cittadini sia per chi vuole scoprire la città di Palermo e le tradizioni della Sicilia, oggi in modo ancor più semplice, online dal proprio salotto!

Notizie

Grandi novità nel mondo dei pagamenti online: a partire dal 31 dicembre è attiva la Strong Customer Authentication, cosiddetta “autenticazione forte” abbreviata con la sigla SCA, che prevede un ulteriore step di autenticazione personale al momento dei pagamenti effettuati via web.

La SCA è prevista dalla direttiva Payment Services Directive 2 (PSD2) che, parallelamente ad un’ulteriore apertura dei servizi finanziari al mondo dell’online, ha introdotto questi necessari nuovi sistemi di sicurezza a tutela dell’utente.

Il doppio livello di autenticazione prevede il cosiddetto 3D Secure 2 (3DS2), un sistema di riconoscimento più avanzato rispetto al 3D Secure 1 che prevede il riconoscimento biometrico tramite l’App della banca oppure l’inserimento di un codice “usa e getta” in arrivo mediante SMS al numero associato alla carta di credito: si ritiene che la nuova procedura con 3D Secure 2 allunghi le tempistiche di pagamento davvero di poco, un prezzo basso da pagare per poter ottenere maggiore sicurezza per i propri pagamenti online.

Così come per tutte le forme di pagamento online, anche per l’acquisto di ticket sulla nostra piattaforma www.prestiaecomande.it e sulla nostra App sarà necessario inserire il 3DS2.

Notizie

In questi giorni di quiete e di Festa, Palermo ha visto come ospiti inediti giornalisti, blogger e influencer nazionali e internazionali, partecipanti all’iniziativa #flytopalermo volta a mostrare non soltanto la città, i luoghi e la cultura che si respira, ma anche i tutti i progetti dedicati alla ripartenza del 2021.

Questo periodo “sospeso” è stato infatti utilizzato dai protagonisti della cultura e delle istituzioni cittadine per ragionare sulla ripartenza del nuovo anno ormai imminente, studiando tecniche e iniziative di rilancio dedicate alle aziende, agli enti turistici, alberghieri e culturali.

Il team di ospiti coinvolti si è contraddistinto per la varietà di professionalità scese in campo, dagli influencer ai designer, dai blogger ai giornalisti enogastronomici. Interessante è stata la partecipazione dei giornalisti esteri, il cui punto di vista risulta particolarmente prezioso nell’ottica di un’apertura della città ad un’utenza sempre più internazionale e composita.

Per due settimane i corrispondenti si sono dati il cambio seguendo un fitto calendario di eventi e incontri che ha coinvolto operatori culturali, del settore ricettivo ed enogastronomico ma non solo: sono state organizzate anche visite del centro storico e dei dintorni come Monreale o le Madonie, per respirare l’aria della città, e della Sicilia, a 360°.

Il riscontro da parte degli ospiti coinvolti è stato positivo e ricco di stupore: come hanno affermato in molti, l’esperienza ha permesso di fornire uno spaccato culturale di Palermo fatto di arte, storia, cultura ed enogastronomia, nel pieno della sua sontuosità e anche nelle sue contraddizioni. Grande affetto è stato anche dimostrato nei confronti dei cittadini, descritti come generosi e talmente accoglienti da far venir voglia di visitare nuovamente Palermo.

Appunti

Una delle caratteristiche che colpisce maggiormente i visitatori quando arrivano a Palermo è la grande varietà di Chiese che costellano le vie della città, dallo stile sempre diverso, rispecchianti le diverse dominazioni che hanno influenzato l’essenza stessa della città.

Il nostro tour virtuale comincia proprio dall’emblema della commistione di culture, la Cappella Palatina, il cui sincretismo artistico lo rende uno dei gioielli più preziosi della città. Consacrata nel 1143, la Cappella presenta dettagli decorativi tipici della cultura occidentale, islamica e bizantina, tra dettagli in oro, soffitti intagliati e mosaici mozzafiato come quello del Pantocratore tra gli apostoli.

A proposito di mosaici, non possiamo non procedere con Santa Maria dell’Ammiraglio, detta anche Chiesa della Martorana, il cui interno di architettura tipicamente bizantina risulta interamente ricoperto da mosaici che generano un suggestivo caleidoscopio di oro scintillante, rosso e blu. Accanto alla Martorana si trova invece la Chiesa di San Cataldo, dalle caratteristiche cupole rosse che contraddistinguono lo skyline della città.

Proseguendo per le vie del centro storico fino al cuore del mercato di Ballarò, troviamo invece Casa Professa, chiesa della confraternita dei Gesuiti: dal bizantino al barocco il passo è breve a Palermo, e con questa chiesa abbandoniamo lo splendore dei mosaici per addentrarci tra le delicate decorazioni in marmo, che ricoprono interamente tutto l’edificio.

Di impronta gotico/catalano/rinascimentale è invece la chiesa di Santa Maria della Catena, chiamata così perché da essa infatti partiva la catena che chiudeva il porto della cala nel XVI secolo: sia l’interno che l’esterno sono concepiti per creare un gioco di spazi e geometrie gradevole alla vista, proiettandoci verso l’alto.

Il tour conclude con il fiore all’occhiello della città, un vero e proprio simbolo, la Cattedrale di Palermo: anche questa rappresenta una commistione di stili diversi tra loro (e anche di utilizzi, considerato che è stata anche una moschea!) e le sue bellezze si possono vedere non solo all’interno della chiesa stessa ma anche nelle aree dedicate ai Tesori della Cattedrale (come la Tiara di Costanza d’Aragona) nelle cripte e persino sui tetti, dai quali si gode di una stupefacente vista della città.

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