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Tra le notizie emerse in occasione del BTO, la Borsa del Turismo Online appena svoltosi a Firenze, spicca un dato importante per quel che concerne l’Italia, relativo ad uno degli aspetti di cui il Paese è sempre stato ricco d’orgoglio e di eccellenze: il turismo enogastronomico.

Secondo i dati riportati in questi giorni in occasione dell’evento, derivanti da uno studio di Ipsos secondo i trend analizzati da Google, l’Italia è uno dei paesi più ricercati dal punto di vista turistico, soprattutto per quel che concerne i suoi aspetti relativi alle tradizioni e le eccellenze tipiche del territorio: secondo Google, infatti le ricerche legate ai tour enogastronomici in Italia segnano un +39%, e un +30% per quanto riguarda l’ambito delle cantine. Questi dati vanno a confermare le ricerche condotte da Ipsos, secondo cui per il 49% degli intervistati l’Italia è una delle mete più richieste nel settore del buon cibo e del buon bere. Oltre a ciò, l’Italia guadagna un +3% come scelta turistica in generale, lasciando intendere che il mix tra cultura, cibo, moda e varietà di offerta che il Bel Paese propone è ancora una risorsa vincente, anche in un periodo di incertezze come questo.

In previsione di un inverno non ancora dai caratteri ben delineati per quel che concerne i viaggi, tali risultati sono importanti anche per quel che concerne la Sicilia, le cui tradizioni culinarie sono tra le più note e rinomate in tutto il mondo e la cui varietà di location la rende una meta appetibile tutto l’anno e non solo durante la stagione estiva, anche per quel che riguarda il turismo di prossimità Italia su Italia.

Notizie

Le vacanze di Natale si avvicinano e, con loro, i primi progetti sulle possibili destinazioni per questa fine del 2021, abbinate ai consueti interrogativi sulle attuali condizioni di viaggio in Italia, Europa e nel mondo.

Ad oggi, i paesi in cui si può viaggiare sono sicuramente di più rispetto a dicembre dell’anno scorso, permettendo così alle famiglie italiane di programmare la propria vacanza Natalizia: secondo le ultime disposizioni del Ministro della Salute, valide per ora fino al 15 dicembre, in possesso di Green Pass si potrà viaggiare tranquillamente in tutta Italia, zona bianca, e in Europa previa compilazione di appositi moduli relativi all’ingresso nel determinato paese e, successivamente, di rientro in Italia. Sarà saggio, comunque, informarsi in maniera approfondita prima di intraprendere viaggi in Europa, verificando eventuali richieste di test antigenici (come nel caso del Regno Unito, che lo richiede dopo due giorni dall’arrivo sul suolo britannico) ed eventuali chiusure interne (come l’Austria, attualmente in lockdown totale fino al 12 dicembre).

Per coloro che hanno in mente mete più esotiche, attualmente non accessibili per turismo, sono in via di sperimentazione i “corridoi turistici Covid-Free”, istituiti mediante ordinanza del 28 settembre 2021: secondo questa formula, con l’acquisto di pacchetti presso operatori turistici (viaggio + pernottamento presso strutture turistiche selezionate e appositamente autorizzate), sarà possibile recarsi presso località come Aruba, Maldive, Repubblica Dominicana oppure Egitto seguendo un iter comprendente non soltanto l’esibizione del Green Pass ma anche di test antigenici prima, durante e dopo il soggiorno. Tale formula permette di avere accesso a questi luoghi per vacanza senza vincoli e senza obbligo di isolamento fiduciario (ovviamente se si risulta negativi a tutti i test effettuati), sperimentando così una tipologia di viaggio più controllata e organizzata che potrebbe rappresentare un’ancora di salvezza per il turismo soprattutto nel settore dei viaggi di nozze.

Gusti-Bus

Oggi il nostro GustiBus comincia un viaggio verso i dolci delle Feste della tradizione siciliana, un itinerario costellato di bontà e sapori del tutto tipici, le cui radici sono annodate indissolubilmente alla storia stessa della regione.

Prima di partire alla carica, facciamo una piccola marcia indietro, soffermandoci nuovamente sui dolci tipici dei primi di Novembre, nello specifico su una prelibatezza tipica del catanese, le rame di Napoli! Sebbene, appunto, siano tradizionali del “periodo dei morti”, questi dolcetti accompagnano generalmente tutto l’inverno, tra cui le tavole del periodo delle Feste.

Contrariamente a quanto il nome può far pensare, le rame di Napoli sono un dolce tutto Siciliano, una tipologia di biscotto morbido speziato, glassato e sormontato da una croccante granella di pistacchio, il cui nome deriva dalle monete, in rame, appunto, che furono coniate in occasione dell’unificazione del Regno delle Due Sicilie.

Altro dolce tipico delle Feste in Sicilia è la “giuggiulena” o “cubbaita”, ossia un croccante al miele a base di sesamo e mandorle da gustare in compagnia di un amaro o un liquore dopo i pasti. Anche in questo caso ci troviamo davanti a nomi particolarmente curiosi, entrambi di origine araba: se “cubbaita” proviene dal suo equivalente corrispondente a “mandorlato”, “giuggiulena” (nome che lo stesso prodotto assume nell’area della Sicilia Orientale) deriva dal termine utilizzato per indicare il “sesamo”. Altra piccola curiosità, anche la roccia dei Monti Iblei viene chiamata “giuggiulena”, per la sua caratteristica friabilità!

Concludiamo questa prima rassegna con il torrone, ricetta tipica del Sud-Italia che in Sicilia ha una grandissima tradizione, soprattutto nella zona del barocco, dove tra miele prelibato e mandorle “pizzute” di Avola raggiunge livelli di eccellenza e gusto indescrivibili, un vero e proprio viaggio in Sicilia con un morso.

Il pullman racconta...

Le vacanze invernali si avvicinano e la voglia di partire si fa forte! Oltre ad essere una tra le mete predilette per l’estate, la Sicilia si presta anche come ottima location per le vacanze durante i mesi freddi, che proprio “freddi” in realtà non sono: grazie alle temperature abbastanza miti, in Sicilia è possibile godere di splendide e assolate giornate anche in pieno dicembre, ma non solo.

Sono tante infatti le mete di montagna da scoprire, come le Madonie, i Nebrodi o sull’Etna addirittura, dove è possibile trovare la neve anche in piena estate!

Ecco cinque spunti per programmare il vostro viaggio in Sicilia:

– Sicilia Sud-Orientale: l’area del Barocco in Sicilia è una meta perfetta per una vacanza invernale, dato che si tratta di una delle zone della regione con le temperature più elevate per tutto l’anno. Scoprire vicoletti, monumentali chiese e prelibatezze del luogo godendosi l’aria frizzantina ma non gelida che caratterizza questi luoghi rende l’esperienza ancor più unica e suggestiva

– Etna: come già detto, l’Etna è una tra le mete invernali preferite anche tra i siciliani stessi, dato che offre la possibilità di praticare una grande varietà di sport invernali, oltre a visite guidate lungo i crateri. I rifugi presenti lungo i versanti principali permettono inoltre di soggiornare direttamente in logo, rendendo l’esperienza ancor più suggestiva.

– Erice e Custonaci: l’area del trapanese di Erice e Custonaci è una meta ideale per una vacanza durante il periodo natalizio, soprattutto. In entrambe le cittadine, infatti, è viva la tradizione dei presepi, capaci di ammantare di magia ogni angolo e immergere i visitatori nel clima del Natale in un batter d’occhio

– Madonie e Nebrodi: immergersi tra i boschi siciliani delle Madonie e dei Nebrodi è uno dei modi migliori per riprendere contatto con la natura, soprattutto in compagnia di un paio di ciaspole, perfette per lunghe passeggiate sulla neve fresca.

– Palermo, Monreale e Castelbuono: lunghe passeggiate, monumenti e street food a volontà! In inverno città come Palermo, Monreale e Castelbuono riservano grandi sorprese come mostre, eventi e… panettoni artigianali a volontà!

Per chi desidera viaggiare in Sicilia durante il periodo invernale, esistono varie tipologie di esperienze tra città, montagna e mare (perché no!) tutte capaci di conquistare il cuore di chi desidera scoprire aspetti meno noti ma altrettanto affascinanti della regione.

Notizie

Weekend positivo per la Sicilia, che chiude il ponte lungo di Ognissanti con dei numeri importanti in termini di affluenza, così come già previsto in sede di prospettive di viaggio analizzate i primi di ottobre. Gli esiti della campagna vaccinale e le misure preventive applicate in occasione di viaggi più o meno lunghi hanno permesso infatti a molti di organizzare in tutta serenità e sicurezza il proprio fine settimana lungo, confermando le stime pronosticate.

Parlando della Sicilia, secondo le analisi dell’Aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo per il ponte di Ognissanti l’affluenza prevista di circa 72751 passeggeri è stata confermata, superando già prima del weekend i dati del 2019. Ciò che spicca è l’aumento importante dei passeggeri italiani in viaggio all’interno del territorio nazionale, dato che sottolinea non solo un parziale ritorno alla normalità, ma la prospettiva di una rosea e forte ripresa.

L’arrivo delle Feste Natalizie, inoltre, si prospetta già altrettanto rilevante in termini di dati di viaggio, anche grazie all’apertura di nuove tratte che permetteranno di collegare la Sicilia ad altri importanti punti turistici all’interno dell’Italia e dell’Europa. Oltre all’aumento della frequenza dei voli, saranno collegati 14 paesi per un totale di 52 destinazioni, 22 nazionali e 30 internazionali. In questo senso la stretta collaborazione con le compagnie aeree è risultata fondamentale, permettendo non soltanto di ampliare l’offerta ma scommettendo sull’importanza della Sicilia come fondamentale snodo turistico non esclusivamente del periodo estivo.

In vista del Natale la Sicilia si prepara dunque ad accogliere una vasta affluenza di turisti italiani e internazionali: sono tanti infatti gli eventi in programma per dicembre, appuntamenti di cui avremo modo di parlare nei prossimi aggiornamenti.

Gusti-Bus

La tradizione palermitana è da sempre ricca di leggende e racconti che celebrano vari aspetti della vita quotidiana: tra queste commemorazioni una delle più sentite e amate ha luogo giorno 2 novembre in occasione della Festa dei Morti. Il nostro GustiBus torna oggi sulle tradizioni tipiche di questo periodo, dato che le prelibatezze in ballo sono tante, e tutte ricche di storia!

Leggenda, di origini antichissime, narra che la notte tra l’1 e il 2 novembre i morti tornino sulla terra per portare doni ai bambini che hanno pregato per le anime care e che sono stati buoni e rispettosi. Questa particolare visione dei defunti, seppur a tratti macabra e decisamente surreale, ha da sempre permesso ai bimbi di avere un dolce ricordo dei loro cari che non sono più in vita. E ciò rende la giornata un momento di gioia e di festa a tutti gli effetti.
Dunque, come avviene per ogni ricorrenza che si rispetti, dolciumi e goloserie fanno da coprotagonisti di questo evento: infatti, nella notte tra giorno 1 e giorno 2, la tradizione vuole che, mentre i bambini dormono, i genitori preparino non solo doni e giocattoli per i figli, ma anche un particolare cesto, il canestro o u cannistro, pieno di dolci e biscotti da far trovare ai loro piccoli al mattino.
Questo cesto contiene al suo interno diversi tipi di leccornie: prima tra tutte svetta a pupaccena, che come abbiamo già avuto modo di vedere altro non è che una bambola interamente realizzata in zucchero raffigurante solitamente dei paladini, come Orlando della Chanson de Roland.

Altro elemento fondamentale del canestro è il cosiddetto misto, un’accoppiata di due tipi di biscotti (tetù e teio), che è possibile trovare in tante pasticcerie palermitane e siciliane: la ricetta di questi dolci non è una sola perché, oltre alla presenza di farina e mandorle macinate, al loro interno sono formati da una gran quantità di scarti e avanzi casuali di pasticceria, come cialde, pan di Spagna o pasticcini. Questa singolare “ricetta” rende ogni infornata diversa dall’altra e permette a questi biscotti di avere una morbidezza interna molto particolare, che viene rivestita da un croccante strato di glassa di zucchero e cacao.
Ma i dolci che fanno parte del canestro sono anche altri: i quaresimali, ad esempio, sono dei biscotti realizzati con un impasto a base di farina di mandorle e albumi montati a neve, dove in certi casi vengono aggiunte anche delle spezie; le ossa ri muorto, invece, (chiamati così proprio per ricordare le ossa dei defunti), sono biscotti composti da due parti di consistenza e colore differenti: la parte inferiore è più scura e dura, mentre la superiore è bianca e molto friabile. Questa singolare caratteristica è ottenibile tramite un particolare processo di riposo dell’impasto.

Proseguendo, nel cesto è possibile trovare anche la frutta di martorana, dolci realizzati con farina di mandorle e zucchero, che vengono dipinti a mano per ricordare proprio la frutta.
Altra aggiunta possibili che si usa fare sono i taralli, i cannellini, le reginelle, gli anisini, i cioccolatini di tutti i gusti e l’immancabile frutta secca (u scacciù), che solitamente viene posta sul fondo del cesto, come base per disporre il resto dei dolci.
Insomma, che si opti per la scelta di un cannistru più tradizionale o che lo si preferisca con l’aggiunta di altri dolci, anche non convenzionali, è comunque innegabile quanto la pasticceria siciliana dia a grandi e piccini per una celebrazione più deliziosa di questa importante ricorrenza.

Notizie

Come quasi tutti gli anni, anche quest’autunno 2021 ci ritroviamo nel pieno del festival de Le Vie dei Tesori, una bellissima iniziativa, a partire dall’11 settembre fino al 31 ottobre, che permette a chiunque lo desideri, di scoprire e riscoprire la Sicilia attraverso una serie di visite ed eventi programmati. La regione siciliana, infatti, è da sempre una terra piena di cultura e storia, che questo esclusivo festival consente di conoscere ed apprezzare in tutto il suo immenso splendore, per quest’edizione nuovamente dal vivo!

La partecipazione agli itinerari è resa possibile tramite l’acquisto di coupon, che permettono l’accesso a musei, chiese, palazzi ed ogni bellezza siciliana facente parte dell’iniziativa. Il programma di quest’anno, in particolare, mette a disposizione la visita di numerose città, tra cui Bagheria, Monreale, Sciacca, Cefalù e, ovviamente, il capoluogo della Sicilia, Palermo.

L’obiettivo principale del progetto consiste nel far avvicinare la comunità al proprio patrimonio culturale, tramite la valorizzazione di luoghi di interesse storico, intorno ai quali la comunità stessa può crescere ed arricchirsi. Il festival presenta alcune linee guida molto importanti, che gli forniscono unicità e prestigio: per prima cosa il progetto si prefissa l’idea di rivolgersi ad ogni tipo di pubblico, e lo fa attraverso racconti non convenzionali dei luoghi: queste narrazioni, infatti, riescono a valorizzare i luoghi stessi e a narrarne l’importanza all’interno della storia delle città. I siti aperti negli stessi giorni e negli stessi orari sono inoltre visitabili con un unico strumento, in modo tale che il visitatore sia attratto dai tesori che sono più affini tematicamente o più vicini geograficamente

I possibili luoghi da visitare sono tantissimi: nel capoluogo siciliano, ad esempio, troviamo ben 88 località, tra cui numerose chiese (sia le famose che quelle più esclusive), diverse ville antiche (che troviamo situate in varie zone della città), e anche tanti luoghi di lavoro ricchi di storia.

Tutte le location disponibili per visite e gite sono consultabili nel sito del festival, dove è possibile anche vedere la tipologia di luogo che ci si appresta ad ammirare, in modo tale da scegliere se programmare un itinerario pieno di siti diversificati, oppure se optare per una gita in vari luoghi con tematiche in comune.
Oltre però a mostre, gite fuori porta e passeggiate, il programma presenta anche visite teatralizzate, concerti nei luoghi dei tesori e visite con degustazione dedicate alla scoperta dei sapori siciliani.

Insomma, anche per quest’anno il progetto Le Vie dei Tesori si conferma un punto di riferimento per coloro che amano la conoscenza e la cultura in tutte le sue forme, e che sentono il bisogno di esplorare ogni sfaccettatura, mistero o segreto che la bellissima Sicilia tiene in serbo.

Il pullman racconta..., Visitare Palermo

Meta delle scampagnate autunnali per eccellenza, occasione perfetta per raccogliere funghi e castagne, la Riserva Naturale Bosco della Ficuzza è un luogo affascinante e suggestivo a pochi passi dalla città di Palermo.

Se per chi proviene da Palermo si tratta appunto di un luogo del cuore, per chi desidera organizzare un viaggio in Sicilia in autunno è invece un’ottima occasione per scoprirne un lato nuovo e ben diverso, un colpo d’occhio costellato di colori caldi e avvolgenti, ben lontano dal blu accecante del mare delle nostre coste.

La Riserva Naturale Bosco della Ficuzza è un’area naturale protetta a 40 km da Palermo, a 682 metri sul livello del mare e con 7400 ettari di estensione. La zona interessa i territori di Mezzojuso, Corleone, Godrano, Messineo e Monreale.

La nascita della riserva risale ai primi del 1800, quando Re Ferdinando di Borbone si trasferisce da Napoli a Palermo: qui fa costruire la Real Casina Cinese, all’interno del Parco della Favorita, e la Real Casina di Caccia all’interno del bosco della Ficuzza, dove esercitare la sua passione, la caccia appunto. Dall’Unità d’Italia fino agli anni 2000 il bosco è passato di mano in mano a diversi enti, fino a diventare un’area degradata durante la seconda guerra mondiale, periodo nel quale verrà disboscata per sopperire alle necessità di produzione di legname. Dal 1948 vennero avviate le prime attività di rimboschimento e, finalmente, il 26 luglio del 2000 verrà istituita la Riserva Naturale.

Ad oggi il Bosco della Ficuzza offre ai suoi visitatori l’area boschiva più vasta della Sicilia Occidentale, ospitando un’ampia varietà di piante, arbusti e alberi tipici della zona. Per quanto riguarda la fauna, invece, la Riserva ospita circa l’80% delle specie animali dell’intera regione, tra grandi mammiferi, roditori, rettili e uccelli.

Per chi è più interessato invece alle bellezze architettoniche, la Real Casina di Caccia merita una visita, con il suo esterno imponente e severo, che racchiude alcuni tra i migliori esempi di Neoclassico siciliano.

Notizie

L’estate è volta al termine ma l’argomento viaggio è ancora uno dei principali trend topic, soprattutto per quelle zone dove l’affluenza turistica si mantiene costante anche in bassa stagione. L’evolversi delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria, inoltre, rendono lo scenario ancor più movimentato e in continuo aggiornamento.

La notizia principale degli ultimi giorni riguarda sicuramente gli Stati Uniti, che dal primo novembre apriranno le frontiere ai viaggiatori da 33 paesi nel mondo nel caso di ciclo vaccinale completato, mantenendo comunque obbligo di test da effettuare 3 giorni prima dalla partenza. Per tutti coloro che desiderano andare negli USA, però, attenzione al farmaco con cui sono stati vaccinati: gli Stati Uniti non hanno riconosciuto alcuni dei vaccini diffusi in Europa e nel mondo, pertanto la vaccinazione con questi potrebbe non garantire l’accesso nel paese.

Per quanto riguarda i paesi dell’Unione Europea, se per la maggior parte di questi vige l’obbligo di Green Pass (ottenuto a ciclo vaccinale completato, mediante certificato di guarigione da Covid oppure con tampone negativo effettuato entro le 48 ore precedenti), alcune nazioni applicano qualche piccola variante, da tenere in considerazione se si desidera viaggiare quest’autunno: la Spagna, ad esempio, ha suddiviso le aree di rischio per i cittadini italiani anche per regione, per cui prima di partire è necessario controllare lo status della propria; oltre a ciò, resta obbligatoria la compilazione di un modulo attestante il proprio stato di salute; anche la Repubblica Ceca ha adottato un apposito formulario di controllo. In Regno Unito, invece, oltre al Green Pass resta saldo l’obbligo di tampone rapido a 48 ore dall’arrivo su suolo britannico.

Oltre agli Stati Uniti, anche il Canada ha aperto i suoi confini per turismo con Green Pass e tampone alla mano, invece Tokyo e il Giappone rimangono ancora turisticamente off limits, con sospensione degli ingressi per motivi non lavorativi, non gravi e non di salute fino a data da destinarsi.

Sembrerebbe dunque che, rispetto ad un anno fa esatto, la situazione turistica stia assumendo dei connotati sempre più stabili, facendo sperare in un ritorno alla normalità, ai viaggi e alle vacanze sempre più tangibile.

Gusti-Bus

Dorate, aromatiche e saporite, le crocchè sono un’esplosione di sapore del tutto siciliana: abbiamo già avuto modo di conoscerle parlando dello street food palermitano per eccellenza, il panino con le panelle, ma questa volta il nostro GustiBus ci propone una fermata gustosa proprio su questa prelibatezza fritta in olio bollente.

L’origine e la tradizione delle crocchè è in condivisione con la Campania, infatti tra Palermo e Napoli prese piede già nel 1800 una prelibatezza simile, derivante dalle dominazioni angioina e spagnola. Già nel 1798, infatti, nei trattati di cucina francese di Parmentier fece capolino il nome “croquettes”, associato a delle polpette di patata, a sua volta simile alla croquetas de jambon di origine spagnola.

Gli ingredienti di natura povera e la modalità di cottura mediante frittura fecero diventare ben presto le crocchè uno dei cibi da strada più tipici nel Regno delle Due Sicilie, la cui preparazione varia a seconda della regione: se in Campania l’uovo è un ingrediente predominante, in Sicilia invece questo cede il passo ad un’abbondante spolverata di menta, che conferisce freschezza all’impasto e rende le crocchè ancor più “una tira l’altra”.

Ad oggi le crocchè, o cazzilli, sono tra i cibi che non possono mancare in un’esperienza siciliana a 360°, ma non solo: vengono abitualmente consumate anche dai palermitani stessi, spesso accompagnate dalle panelle o, per i più audaci, anche alle melanzale fritte in succulenti panini da gustare durante la pausa pranzo o in occasione di una merenda strong.

Oltre alla loro bontà indiscussa, le crocchè portano nella loro identità la storia stessa di una parte d’Italia, la tradizione culinaria tipica del Regno delle due Sicilie, emblema delle commistioni tra culture, odori e sapori che il Sud custodisce nel corso del tempo.

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