Gusti-Bus

Durante una gita verso San Vito Lo Capo o verso la Riserva Naturale dello Zingaro, una tappa quasi obbligatoria è quella a Castellammare del Golfo dove acquistare le mitiche cassatelle, ravioli dolci fritti ripieni di ricotta e gocce di cioccolato, spolverati di abbondante zucchero a velo. Il nostro GustiBus quindi oggi si ferma a Castellammare, come tradizione estiva vuole, per parlare delle origini di questa ricetta.

Le prime testimonianze relative alle cassatelle risalgono al 1700 presso Calatafimi Segesta, cittadina accanto a Castellammare dove si ritiene che la ricetta originale abbia origine. Solitamente questo dolce veniva preparato nei periodi di Pasqua o Carnevale, ma oggi è possibile trovarlo in tutta la zona del trapanese in qualsiasi momento dell’anno, essendo diventato uno dei dolci tradizionali della cucina siciliana più famosi.

Il segreto della bontà delle cassatelle (o cassatedde, o cappidduzzi) deriva dalla ricchezza del suo contenuto e dal contrasto con l’impasto che lo racchiude: la ricotta di pecora viene lavorata finemente con zucchero, cannella e gocce di cioccolato, così come per la maggior parte dei dolci della tradizione, e posta al centro di un fazzoletto di pasta aromatizzata al vino Marsala e alle scorze di limone, che donano quel tocco acidulo perfetto, soprattutto a seguito della frittura in abbondante olio, creando una crosticina golosa e abbrustolita.

Così come abbiamo già visto parlando di altri dolci della tradizione Siciliana, anche in questo caso ci sono alcune varianti della stessa ricetta, in base alla zona in cui essa viene realizzata: nel palermitano vengono realizzate con ripieno ai fichi (simili ai buccellati) oppure nella zona di Agira con all’interno mandorle e cacao. Sempre nella zona del trapanese, poi, troviamo anche una versione salata con all’interno ricotta farcita con aromi e condita con brodi di carne o pesce oppure ragù.

Durante un viaggio in Sicilia l’assaggio di una cassatella è una tappa quasi obbligatoria, un piccolo momento godurioso che renderà sicuramente più dolce la giornata!

Appunti, Notizie

Ne abbiamo già sentito parlare da giornali e telegiornali come la soluzione per i viaggi estivi, stiamo parlando del “Green Pass”, una certificazione attraverso la quale sarà possibile viaggiare o spostarsi tra le regioni in Italia e in Europa.

A livello nazionale la situazione ad oggi è la più chiara: tale “certificazione verde” consiste nei documenti che attestano la vaccinazione (anche solo una dose, basta che siano passati 15 giorni dalla prima inoculazione), un tampone antigenico o molecolare di esito negativo, il certificato di fine isolamento a seguito della contrazione della malattia. Con questi certificati alla mano, sarà possibile non solo spostarsi tra le regioni ma anche partecipare a matrimoni.

Per quanto riguarda invece i viaggi dall’Italia o verso l’Italia, per questi sarà ancora necessario, per chi ha effettuato il vaccino o per chi ha terminato l’isolamento, l’esibizione dell’esito di un tampone negativo, coerentemente con le attuali disposizioni europee, in attesa del Green Pass Europeo.

A questo proposito, la situazione è ancora in fase di definizione, ma dal primo luglio si dovrebbero avere delle informazioni precise e strutturate: l’EU Digital Covid Certificate dovrebbe essere rilasciato attraverso un’apposita piattaforma, dove i paesi europei avranno preventivamente caricato i parametri per l’attribuzione del certificato. Il Certificato infatti si baserà su un QR Code associato a un codice identificativo univoco a livello nazionale e leggibile da tutti gli Stati Ue, pertanto la partecipazione attiva degli stati membri è fondamentale al fine di rendere fluida, fruibile ed efficace per tutti il rilascio del certificato e, conseguentemente, la possibilità di muoversi liberamente tra i Paesi.

Nel frattempo, sono all’ordine del giorno le notizie relative ai criteri di accesso degli Stati UE, pertanto chi desidera intraprendere un viaggio sarà necessario controllare l’apposito portale governativo dedicato ai viaggi durante l’emergenza sanitaria in modo da avere le notizie più aggiornate.

Appunti, Notizie

Dal 1993, l’Italia celebra le sue bellezze naturali e culturali con le giornate FAI di Primavera, appuntamento interamente dedicato alla riscoperta delle meraviglie del nostro paese.

Come Valle d’Aosta e Sardegna, anche la Sicilia quest’anno sarà teatro della 29ª edizione dell’evento (alla quale è stata anche conferita la Targa del Presidente della Repubblica), anche se con qualche ritardo dovuto alle restrizioni Covid.

Isnello

Queste giornate, fissate per sabato 5 e domenica 6 giugno 2021, consentiranno a coloro che lo desiderano di visitare diversi siti dell’isola, alla scoperta di tante meraviglie sorprendenti.

Infatti, durante questa manifestazione, sarà consentita l’apertura al pubblico di alcuni luoghi, molti dei quali poco conosciuti o non accessibili quotidianamente.

Le località disponibili da visitare saranno numerose, tra cui la chiesa Collegiata di San Pietro e Paolo a Castelvetrano, l’Orto Botanico e la Basilica di San Nicolò l’Arena del Monastero dei Benedettini a Catania, l’iter Naturae “Il sentiero Geologico Ubano” e i tesori lignei di Isnello, la chiesa di San Rocco e le antiche calderole di Acireale, il Giardino Pantesco Donnafugata a Pantelleria, il Forte Ogliastri di Messina, e tante altre località in giro per la nostra bella Isola.

Pantelleria

In ogni location, inoltre, i partecipanti all’iniziativa avranno modo di ascoltare particolari narrazioni dei siti che visiteranno, apprendendo così molto di più sulle meraviglie della Sicilia.

I volontari dell’associazione in questo modo potranno anche far conoscere la nuova concezione del FAI in merito all’ambito culturale e storico del paese.

Le visite e le escursioni si svolgeranno tutte in rispetto delle norme Covid, con distanziamento e mascherine. La sicurezza verrà garantita anche grazie al numero limitato di posti per ogni turno: infatti, sul sito FAI sono disponibili le prenotazioni per gli ingressi, fino all’esaurimento dei posti.

Questo evento risulta anche un’ottima occasione per commemorare la rinascita di una nazione provata dagli eventi degli ultimi anni: celebrando la natura, l’arte e la storia di queste regioni italiane si potrà anche dare uno sguardo verso il futuro.

Notizie

Sono di queste settimane le prime indiscrezioni relative alle Bandiere Verdi 2021, dedicate alle spiagge ideali per le famiglie con bambini e ragazzi da 0 a 18 anni.

Anche per questa estate la Sicilia svetta in questa classifica, con ben tre litorali già annunciati: Noto, Sampieri e Tonnarella, situati nell’area Orientale della Sicilia. Se Noto e Sampieri sono due fiori all’occhiello della zona Sud-Est della regione, entrambe facenti parte anche delle Vie del Barocco, Tonnarella invece si trova in provincia di Messina, poco dopo i laghetti di Marinello, altro luogo di straordinaria bellezza della zona.

Noto ottiene per il quinto anno consecutivo tale riconoscimento, per il litorale ampio e sabbioso con pochi accessi al mare impervi, acqua bassa in modo tale da permettere ai bambini di giocare in sicurezza, presenza di bagnini e scialuppe di salvataggio, lidi attrezzati con fasciatoio e servizi dedicati alla prima infanzia.

Novità sono invece Sampieri e Tonnarella, le cui spiagge erano già precedentemente segnalate non solo in merito a tutti i requisiti richiesti per ottenere la Bandiera Verde, ma anche per la vicinanza a strutture di altro genere come gli agriturismi, suggellando dunque una particolare vicinanza tra mare e natura, un valore aggiunto da non trascurare. Sampieri, inoltre, è stata la prima ad ottenere il titolo in quanto prima a produrre e consegnare tutta la documentazione ufficiale necessaria per la candidatura, completa di ben 55 segnalazioni di medici pediatri, quando per regolamento ne sono sufficienti 35.

La cerimonia di consegna delle Bandiere Verdi 2021 si terrà ad Alba Adriatica il 10 luglio, e mai come quest’anno l’evento è ricco di importanza data la necessità per famiglie e bambini di godere di vacanze all’aria aperta e al mare, dopo un lungo periodo passato tra le mura domestiche.

Gusti-Bus

L’estate si avvicina, e con questa uno dei dessert tipici dell’area di Palermo: stiamo parlando del gelo di mellone, un dolce al cucchiaio a base di anguria che non può non essere provato durante un’esperienza di vacanza in Sicilia. Oggi il nostro Gustibus si ferma proprio qui e, come di consueto, addentriamoci nella ricetta e nelle origini di questo dolce tipico.

Partiamo dal nome di questo dolce, alquanto contraddittorio per il resto d’Italia: “gelo di mellone” lascerebbe intuire che l’ingrediente principale sia il melone, ossia quello a polpa gialla, diverso dall’anguria, chiamata cocomero. In Sicilia l’anguria viene invece chiamata proprio “muluni”, e da questo termine deriva la professione del “mulunaro”, ossia chi vende le angurie migliori, esperto nel riconoscerle da una sola pacca sulla buccia. Altro fraintendimento si trova nel termine “gelo”, facilmente fraintendibile con il gelato: la consistenza di questo dolce in realtà è bel diversa, più simile ad un budino che, dipende dalla zona dove viene realizzato, assume un carattere più o meno compatto e gelatinoso.

Sulla natura di questo dolce vi sono pareri discordanti, in quanto se ne fanno risalire i natali a due diverse dominazioni del passato: una, infatti, deriva dall’insediamento albanese in Sicilia, popolo abituato a coltivare questo frutto anche nella loro terra in quanto ricca di acqua, l’altra invece fa risalire agli arabi la ricetta del dolce, soprattutto per quanto riguarda alcuni dei suoi ingredienti principali, come la cannella, la guarnizione con granella di pistacchio e l’acqua al gelsomino (fiore di origine araba) derivante dalla macerazione dei fiori in acqua per un giorno intero.

La freschezza dell’anguria, unita all’aroma fragrante ed esotico degli altri ingredienti, rende il gelo di mellone uno dei dolci tipici dell’estate siciliana, nel dettaglio palermitana, generalmente gustato in una ciotola oppure utilizzato per guarnire torte o crostate.

Notizie

Sembra che le prospettive per chi desidera viaggiare durante l’estate 2021 abbiano cominciato ad assumere una connotazione maggiormente positiva: da sabato 15 maggio, infatti, per chi viaggia in Italia dall’Europa basterà esibire il referto negativo del tampone o il certificato di vaccinazione Covid, senza doversi sottoporre al periodo di quarantena previsto fino ad ora.

Questa regolamentazione varrà per tutti i Paesi dell’Unione Europea, della Gran Bretagna ed Israele, ed è ovviamente stata accolta con grande sollievo dal settore turistico italiano, che già comincia a vedere le prime prenotazioni per la bella stagione da parte di Paesi Bassi, Germania e Portogallo.

Prossimo passo, adesso, consisterebbe nell’applicazione dello stesso criterio anche per chi proviene dagli Stati Uniti (dove già i voli Covid-free sono all’ordine del giorno), dalla Russia e dalla Cina, bacino di utenza principale del turismo in Italia.

Andando a guardare la Sicilia, invece, si è correttamente avviato il progetto delle isole Covid-free, con Salina dove già si è conclusa la prima parte della vaccinazione generalizzata e si procede con le altre isole eoliane, e successivamente Lampedusa. Il progetto si concluderà con le isole di Ustica e Linosa, con l’auspicio di terminare entro poche settimane e rendere sicure per la popolazione interna e per i turisti, alcune tra le località fulcro del turismo in Italia.

Per chi parte dalla Sicilia, invece, l’Aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo ha comunicato le 91 destinazioni dell’estate 2021, tra domestiche e internazionali, volte a collegare 21 paesi con ben 31 compagnie aeree, tra cui alcune new entries come Blue Air, Lumiwings, Lot e Wizz Air.

Dopo un anno buio per turisti e operatori di settore, sembrerebbe dunque intravedersi uno spiraglio, che si auspichi diventare più ampio e concreto nelle prossime settimane.

Il pullman racconta...

Oltre ad essere un importante punto di riferimento commerciale per la Sicilia, Termini Imerese racchiude delle particolarità forse non note ai più, ma estremamente caratterizzanti per il territorio.

Basti pensare al nome stesso del Comune per rievocare subito le sue antiche origini: la cittadina sorge infatti in prossimità di Himera, colonia greca fondata nel 648 a.C. e delle sue omonime sorgenti di acque calde, ancora oggi utilizzate per fini termali. Thermai Himeraìai è dunque il nome originario del luogo dove sorge Termini Imerese e da cui prende il nome, evocante un passato dalle forti influenze greche.

Il sito archeologico si sviluppa in un’area vastissima, di cui solo una piccola parte è stata oggetto di scavi: le rovine sono ad oggi visitabili, così come i due Musei dove vengono raccolti i reperti e le ricostruzioni del tempio della Vittoria di Himera. Poco distante, inoltre, sorge la Riserva Naturale Orientata di Monte San Calogero, ricca di flora e fauna tipica della zona, oltre alle tracce degli eremiti che in passato hanno scelto di passare la propria vita nel silenzio di quest’area totalmente immersa nella natura.

Oltre ai resti archeologici, agli stabilimenti termali e alla riserva naturale, la zona rappresenta anche un importante luogo di interesse dal punto di vista culturale e della tradizione siciliana: è proprio di Termini Imerese uno dei Carnevali più antichi d’Italia, del quale sono stati ritrovati documenti scritti risalenti alla fine del 1800 che ne testimoniano l’accurata organizzazione. Anche la Sala La Barbera, che sorge all’interno del Palazzo del Comune di Termini Imerese, riscontra particolare interesse dal punto di vista artistico, grazie al ciclo pittorico in essa ospitata, realizzato da Vincenzo La Barbera, appunto, riguardante la storia e gli avvenimenti dell’antica Himera. La sala rappresenta una delle più importanti testimonianze dell’arte pittorica manieristica in Sicilia.

Per coloro che amano girare per luoghi inediti tutti da scoprire, Termini Imerese e le sue peculiarità possono essere un’opzione per chi vuole ampliare il proprio itinerario in provincia di Palermo.

Notizie

Protagonista dell’architettura e della storia della Palermo tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, il Liberty ha segnato profondamente la fisionomia della città, lasciando ad oggi numerose testimonianze del suo stile unico ed elegante.

Le ville e i giardini in stile Liberty e Art Nouveau presenti a Palermo sono ad oggi per la maggior parte visitabili durante alcuni periodi dell’anno (come per Le Vie dei Tesori), attirando i cittadini e i turisti curiosi di rivivere, attraverso le mura delle antiche case nobiliari, sprazzi e momenti di un’epoca ormai lontana. Da anni si era fatta strada invece l’ipotesi di creare un vero e proprio Itinerario dell’Art Nouveau, progetto che oggi assume connotati sempre più netti: notizia degli ultimi giorni è infatti quella proveniente dalla Presidenza della Regione, che annuncia l’intenzione di finanziare la creazione del Museo regionale del Liberty di Villa Deliella e dell’omonimo itinerario.

Tale notizia ha il suo importante significato artistico e culturale, ma non solo: tra gli anni Cinquanta e Sessanta i connotati di Palermo furono completamente trasformati a causa della speculazione edilizia, il cosiddetto “Sacco di Palermo”, che vide la distruzione di molte delle ville più emblematiche del Liberty in città, tra cui la sopracitata Villa Deliella, sul cui terreno oggi si trova un parcheggio; la scelta di riconoscere l’importanza di uno stile architettonico che ha segnato profondamente la storia e la società della Sicilia risulta dunque un chiaro segnale della voglia di ripristinare, per quanto possibile, la bellezza ripetutamente violata di una città che ha visto negli anni dell’Art Nouveau il suo periodo d’oro.

Andando alle prime notizie sul progetto, l’itinerario collegherà i resti di Villa Deliella con il Villino Ida (che sarà adibito a Museo interamente dedicato all’architetto Ernesto Basile), il Villino Favaloro (che diventerà sede del Museo Regionale della Fotografia) e il Villino Florio (al cui interno verranno organizzate esposizioni temporanee tematiche). Sarà dunque, così, ancor più interessante e suggestivo seguire le tracce dei grandi personaggi dell’epoca, tra cui Ernesto Basile stesso, le famiglia dei Florio e dei Whitaker, ritrovando la bellezza e le caratteristiche di una città di Palermo ancora tutta da scoprire, per chi la visita per la prima volta e per i cittadini stessi.

Notizie

Nell’aria si sente già odore di estate e si fanno largo le prime ipotesi sulle prossime ferie estive e, complice il piano vaccinale, cominciano a fioccare le previsioni sui connotati che assumerà la seconda estate dall’arrivo dell’emergenza sanitaria.

Come già previsto, e così come verificatosi per la stagione scorsa, la Sicilia è nuovamente in primo piano tra le location preferite fino ad oggi, soprattutto per quel che concerne la possibilità di alloggiare in camere o appartamenti in luoghi con attrazioni diversificate tra loro a pochi km di distanza, ma anche dalla Sicilia sarà possibile viaggiare con maggiore semplicità, grazie alle nuove tratte aeroportuali recentemente inaugurate e le misure preventive assunte nei confronti di chi viaggia, sia in partenza sia di ritorno. Un esempio di ciò è quello dell’Aeroporto di Palermo, che dal 19 aprile prevedrà il tampone antigenico gratuito anche per chi è in partenza: basterà esibire la propria carta d’imbarco e compilare l’apposito modulo (che potrà essere scaricato e compilato anche da casa) per accedere all’apposita area, accessibile anche dal giorno prima per coloro che viaggiano con il primo volo del mattino.

Sempre a proposito di viaggi in aereo, è degli ultimi giorni la notizia dell’apertura, da parte di Ryanair, di nuove tratte dall’Aeroporto di Palermo, con scali a Cagliari, Alghero, Siviglia, Londra, Cracovia e altre destinazioni, includendo la possibilità di cambiare la propria prenotazione senza alcun costo aggiuntivo e per due volte per i voli acquistati entro giugno 2021 in partenza fino ad ottobre 2021.Viaggiare verso Londra sarà anche possibile con EasyJet, con 6 voli settimanali per Luton, e in Germania con Eurowings, con frequenza bisettimanale verso Düsseldorf.

Compatibilmente con eventuali aggiornamenti sulle restrizioni attualmente in vigore, in previsione dell’estate sarà possibile viaggiare se con certificazione di vaccino o con tampone effettuato almeno 48 ore prima, eventualità che diventano sempre più fruibili e concrete, facendoci cominciare a respirare un po’ di odore d’estate.

Gusti-Bus

La bella stagione sta arrivando e con sé arriva il periodo di uno degli ortaggi più amati in Sicilia, le melanzane, che in estate raggiungono il massimo del loro sapore.

Parlando di melanzane, non possiamo che far tappa con il nostro GustiBus verso una delle ricette dove queste sono assolute protagoniste, la Caponata!

Antipasto o contorno tipico delle tavole siciliane, la Caponata consiste in una dadolata di verdure (prevalentemente melanzane fritte, capperi, olive, sedano) cotte in un sugo di pomodoro denso e aromatico. La composizione della Caponata varia sensibilmente da città in città, ad oggi se ne contano ben 37 varianti, incluse quelle più raffinate con il pesce spada o le mele.

Conosciuta già nel XVIII secolo come piatto unico in abbinamento al pane fresco o tostato, la Caponata era un piatto del popolo, dati gli ingredienti semplici e di facile reperibilità: secondo una delle leggende sull’origine del suo nome, infatti, la Caponata non sarebbe altro che la versione più povera di una zuppa di capone e verdure molto in voga nel ricettario degli aristocratici dell’epoca che, così come per le sarde a beccafico (qui la storia di questa ricetta), ha preso proprio il nome dall’ingrediente pregiato sostituito con le melanzane.

Ma le scuole di pensiero sull’origine della parola “Caponata” non terminano qui! Se per alcuni il termine deriva da “Caponium”, ossia “osteria” in latino, per altri deriverebbe invece dalla parola greca “Capto”, cioè “tagliato”.

Qualsiasi sia l’origine del suo nome, l’unica certezza è che la caponata è uno dei piatti siciliani della convivialità per eccellenza, un bel piatto di questa portata, posta al centro della tavola pronta per esser condivisa, non può mancare durante un’esperienza di viaggio in Sicilia, per assaporare alcuni dei suoi gusti tipici e ricchi di storia e tradizione.

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