Gusti-Bus

Questo mese il nostro GustiBus non può non soffermarsi su uno dei dolci siciliani più tradizionali del Natale, il buccellato! Anche questa volta ne narreremo le origini e gli ingredienti, per cominciare a pregustare la bontà dei dolci della tradizione siciliana delle Feste Natalizie.

In realtà il buccellato è conosciuto in tutta Italia con nomi più o meno simili, e lo stesso si può dire degli ingredienti che vengono utilizzati ma, così come nella maggior parte dei dolci siciliani, anche in questo caso l’influenza araba per la variante made in Sicily è stata determinante.

Si ritiene che le origini del buccellato in Sicilia siano da ricondurre all’arrivo all’interno della regione della comunità lucchese, nel medioevo: si chiama “buccellato”, infatti, un dolce tipico della zona di Lucca ripieno di uva passa, a sua volta derivante da un dolce di epoca romana, che si preparava proprio nei periodi di festa.

Oltre all’uva passa, con gli arabi la ricetta del buccellato (o “cuciddato”) si è andata arricchendo degli ingredienti tipici dei dolci siciliani, come le arance, le mandorle, la cannella e i fichi secchi, conferendo al gusto del dolce una nota marcatamente speziata, forte e avvolgente, perfetta per il Natale. Anche il suo aspetto è stato arricchito di decorazioni, zuccherini, canditi e ghirigori, fino alla versione attuale che lo prevede a forma di ciambella, posto come centrotavola durante i pranzi e le cene in famiglia.

La varietà di forme e ingredienti che può assumere il buccellato cambia da zona a zona della Sicilia in cui lo si prepara: essendo un dolce tradizionalmente preparato in casa, la ricetta del suo aromatico ripieno può variare anche da famiglia in famiglia, rendendolo ancora più legato al contesto di convivialità familiare che le Feste rappresentano.

Per chi visita la Sicilia per la prima volta durante le Feste, una visita dal panettiere o dal pasticcere per assaggiare una delle innumerevoli versioni del buccellato è quasi d’obbligo per comprendere a pieno la nostra regione, dolce ma speziata, apparentemente ruvida fuori ma morbida dentro!

Appunti, Il pullman racconta...

La Sicilia è una terra ricca di curiosità, molto spesso nascoste anche ai siciliani stessi e, altrettanto spesso, corrispondenti a dei primati italiani o addirittura internazionali.

Tali aneddoti riguardano alcune tra le caratteristiche naturalistiche tipiche della zona, altre ne riguardano invece la storia e la cultura, grazie alle diverse dominazioni che si sono avvicendate nel corso degli anni.

Tutti conoscono le bellezze naturali siciliane, ma forse non tutti sanno che:

  • la Sicilia vanta il primato per aree naturali protette, con i suoi cinque parchi naturali, sei aree marine protette e settantadue riserve naturali;
  • uno degli eventi ritenuti tra i più distruttivi del ventesimo secolo è il terremoto di Messina del 1908;
  • la Sicilia comprende una varietà climatica tale da contenere quasi tutti i climi presenti in Europa e Africa settentrionale.

Per quanto riguarda invece beni e monumenti, le sorprese sono tantissime:

  • la Sicilia è la regione d’Italia con la maggiore concentrazione di beni artistici e culturali;
  • presso l’Archivio di Stato di Palermo è custodita la lettera di Adelasia degli Aleramici, documento cartaceo più antico d’Europa, risalente al 1109;
  • il primo disco jazz del mondo è stato inciso da Nick La Rocca, figlio di emigranti siciliani;
  • il “Trionfo della Morte” custodito a Palazzo Abatellis ispirò Pablo Picasso per la realizzazione di Guernica;
  • la festa di Sant’Agata di Catania è uno degli eventi religiosi più importanti al mondo
  • la bandiera siciliana è la più longeva al mondo;
  • secondo alcune testimonianze, hanno origini siciliane sia il gelato sia gli spaghetti!

Tra natura, monumenti e…cibo, ovviamente, la Sicilia è una terra tutta da scoprire, ricca di sorprese per chi ci vive sia per chi desidera visitarla da turista.

Il pullman racconta...

Oggi partiamo alla scoperta di una delle arterie principali di Palermo, via Roma! Una strada del centro che i nostri passeggeri conosceranno bene, avendone avuta una visuale privilegiata attraverso il percorso dei nostri shuttle bus per l’Aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo.

Percorrendo Via Roma è possibile osservare parte della storia stessa della città di Palermo, passando accanto a palazzi storici come il teatro Biondo dei primi del ‘900 oppure il palazzo delle Poste di epoca fascista. Fino all’Unità d’Italia l’area corrispondente all’attuale Via Roma non era altro che un quartiere popolare, trasformato successivamente in una importante arteria volta a collegare la Stazione Centrale (di nuovissima costruzione) con l’area della “nuova” Palermo, corrispondente a Piazza Politeama, e il porto.

Il documento che ha dato origine a Via Roma, “Il piano regolatore di Risanamento” di Felice Giarrusso, risalente al 1885, ha comportato allo stravolgimento dell’intera zona, sulle orme delle grandi strade che tagliavano a metà le città di Torino, Napoli o Milano e sull’ispirazione dei piani del Barone Haussmann relativamente all’urbanistica parigina.

La costruzione di tale via, concepita per contenere edifici di servizi, e non come viale di ville nobiliari come l’altrettanto celebre via Libertà, causò un importante stravolgimento nel cuore della città, causando non poche polemiche a seguito delle importanti strutture che vennero sacrificate. A proposito di questo, i più acuti osservatori avranno notato che via Roma non è esattamente dritta, ma presenta una piccolissima deviazione all’altezza del Corso Vittorio Emanuele: questa anomalia è dovuta alla presenza del palazzo del Marchese Arezzo che, con qualche pressione ai piani alti, riuscì a salvare la sua residenza e spostare l’asse della via un po’ più in là.

Ad oggi Via Roma mantiene il suo fondamentale ruolo di trait d’union tra le due anime della città, offrendo durante il passaggio non soltanto importanti servizi commerciali ma anche scorci di splendidi palazzi d’epoca o stradine tipiche del centro storico cittadino. Si tratta di un vero e proprio tesoro tutto da scoprire, che ruota intorno a questa importante via, un’arteria nel senso urbanistico ma anche anatomico del termine, collegando il “cuore” del centro storico alle altre zone della città.

Appunti, Visitare Palermo

Sebbene il periodo particolare abbia portato alla revisione di alcuni dei progetti artistici e culturali in Sicilia, a Palermo restano ancora visitabili alcune delle mostre più importanti di quest’anno.

La prima, in ordine di risonanza, è quella del controverso artista Banksy, attiva presso il Loggiato San Bartolomeo e Palazzo Trinacria fino al 17 gennaio: la mostra dal titolo “Ritratto di ignoto. L’artista chiamato Banksy” ospita alcune tra le opere più importanti dell’artista, la cui vera identità rimane tutt’ora sconosciuta al mondo. I suoi lavori, di denuncia sociale, sono tra i più importanti della nostra epoca, tra graffiti, statue ed eventi/flash mob itineranti.

Altra mostra dedicata ad un artista britannico è quella visitabile fino al 31 gennaio 2021 presso Palazzo Sant’Elia, comprendente oltre 100 ritratti di David Bowie realizzati da Masayoshi Sukita, fotografo celebre per aver immortalato diverse icone della musica inglese.

Per gli amanti della tecnologia, fino a fine anno sarà possibile visitare al Mec Museum una mostra dedicata alla storia della Apple, iconica multinazionale. Il Mec Museum, aperto a gennaio di quest’anno presso il Palazzo Castrone Santa Ninfa, nasce da un progetto innovativo avente l’obiettivo di creare uno spazio dedicato alla tecnologia, dove l’esposizione museale si fonde con la ristorazione, da cui il nome “Mec” che indica “Meet-Eat-Connect”

Le location di queste tre mostre completano l’esperienza dell’esposizione stessa, permettendo così ai visitatori di entrare in palazzi o il sale mai viste prima, un’occasione interessante per chi visita Palermo o per i cittadini stessi.

Gusti-Bus

Oggi il nostro GustiBus fa una fermata particolarmente…dolce, in vista di una delle festività tipiche dell’autunno siciliano: i Pupi di Zucchero!

I Pupi di Zucchero o Pupaccena sono i dolci tipici della Festa dei Morti del 2 novembre, che da tradizione vengono donati ai bambini “da parte” dei cari deceduti. Come per la maggior parte dei dolci tipici siciliani, anche in questo caso l’origine dei Pupi di Zucchero affonda nella leggenda, anzi due: una prima teoria fa risalire questi dolci di zucchero all’idea di un nobile arabo, che commissionò al suo cuoco la realizzazione di dolci di solo zucchero, a causa della carenza di altre materie prime, una seconda teoria invece richiama alla nobiltà francese, con racconti giunti in Sicilia per bocca dei marinai. 

L’ispirazione francese effettivamente si può ritrovare nella figura classica e colorata del paladino di Francia, raffigurato in piedi o a cavallo, ma una cosa è certa: la tradizione dei Pupi da regalare per la Festa dei Morti nasce sicuramente a Palermo.

Per la preparazione dei Pupaccena bisogna partire dai calchi, originariamente preparati dai mastri del gesso, che con questa materia realizzavano i “negativi” del fronte e del retro. All’interno di questi calchi viene spalmato dell’olio di mandorla e successivamente versato un composto a base di zucchero, glucosio, essenza di mandorla, acqua e limone, precedentemente portato a bollore e poi lasciato raffreddare. Una volta riempiti i due calchi, questi vengono legati insieme con un laccio e lasciati asciugare in forno fino a solidificazione.

La parte decorativa è ovviamente quella maggiormente legata alla tradizione, con l’utilizzo di colori tipici dell’arte sicula, che richiamano le decorazioni dei carretti siciliani: il giallo, il rosso, il verde e  l’azzurro sono assoluti protagonisti che svettano sul candore delle statuette cave, impreziosite ulteriormente con palline di zucchero o carta colorata. 

Insieme agli altri dolci della tradizione della Festa dei Morti, come la frutta di martorana, i taralli dolci o i tetù, i pupi di zucchero svettano tutt’ora nelle tavole dei siciliani per questa occasione, una gioia per gli occhi (e palato) di adulti e bambini, ma soprattutto per chi si trova a Palermo in viaggio e rimane stupito da questa particolare tradizione.

Notizie

Smart working e south working sono due termini ormai particolarmente noti a tutti, diventati protagonisti del vocabolario di ogni giorno dato il periodo complicato. Ultimamente questi due fenomeni sono stati associati dai media a Cianciana, comune vicino Agrigento, che ha suscitato la curiosità dei giornalisti per la percentuale di professionisti che hanno scelto di lavorare da remoto dalla assolata e accogliente Sicilia.

Il “fenomeno” Cianciana è frutto di una oculata strategia volta a ridurre il progressivo spopolamento della cittadina, mediante un importante abbassamento dei prezzi degli edifici da ristrutturare e un miglioramento della rete internet (fibra ottica e internet point gratuiti), al fine di rende la località appetibile per coloro che, per scelta o per necessità, lavorano da casa.

Ad oggi a Cianciana risulta il paese degli smart worker internazionali, contando 17 nazionalità diverse tra lavoratori arrivati dall’estero solo per vacanza e poi rimasti a lavorare in loco. La particolarità di questo fenomeno ha suscitato, come già accennato, l’interesse dei media, facendolo approdare anche al TG1:

Il carattere dinamico di alcune tipologie di professione e l’incremento del lavoro da remoto a seguito dell’emergenza sanitaria hanno fornito una grossa spinta, sottolineando come il web possa abbattere confini e accorciare le distanze.

Oltre ad accogliere professionisti da tutto il mondo, Cianciana è anche un centro di collegamento importante per i lavoratori da e verso Agrigento, si tratta infatti una delle fermate delle nostre tratte interregionali.

Il clima, la disponibilità della gente e la tranquillità della Sicilia fanno il resto, rendendo questa regione, e il Sud in generale, una delle aree preferite per chi può lavorare a distanza.

Notizie

Entra nel vivo anche per quest’anno Le Vie dei Tesori, il Festival del Patrimonio Culturale in Sicilia che ravviva l’autunno aprendo le porte di monumenti, ville, Chiese e luoghi segreti per una scorpacciata di arte e cultura in tutta la Sicilia.

Giunto ormai alla sua quattordicesima edizione, le Vie dei Tesori ha preso il via il 12 settembre aprendo i “tesori” di Bagheria, Sambuca di Sicilia, Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Messina e Caltanissetta, per estendersi poi dal 2 ottobre (fino all’8 novembre) a Palermo e alle altre località che da quest’anno partecipano all’iniziativa. La formula anche per questo appuntamento segue le medesime regole, con la possibilità di acquistare online o nelle apposite postazioni dei coupon d’ingresso, da utilizzare subito o durante tutti i weekend della manifestazione.

Nato a Palermo, le Vie dei Tesori ha riscosso fin da subito grande successo per la varietà di luoghi da visitare, molto spesso nascosti o poco conosciuti, con visite guidate durante ogni fine settimana e, in alcuni casi specifici, anche durante la settimana. Dato il clima particolarmente favorevole ad ottobre, inoltre, il festival rappresenta un importante momento per il turismo in Sicilia, data la possibilità di ammirare luoghi difficilmente aperti durante l’anno o che difficilmente si trovano tra le pagine di una guida. Quest’anno, tra l’altro, le Vie dei Tesori è stato addirittura citato all’interno del canale televisivo del quotidiano francese Le Figaro, che ha descritto il festival come la possibilità di trasformare la Sicilia in un vero e proprio museo a cielo aperto, una vera e propria attività di “rinascita della bellezza” in quest’anno così particolare.

Grazie a quest’iniziativa i palermitani hanno potuto scoprire delle meraviglie precedentemente nascoste ai loro occhi, come il miqveh ebraico tra le vie del centro storico, o la sontuosità della Stanza delle Meraviglie. Allo stesso modo le altre città della Sicilia aderenti al festival hanno potuto aprire i battenti di luoghi ricchi di fascino e curiosità, puntando così un riflettore sulle bellezze tipiche del luogo, spesso note solo agli abitanti stessi delle zone limitrofe.

Tra gite fuori porta, degustazioni, weekend tra i centri storici più affascinanti della Sicilia, le Vie dei Tesori contribuisce a rendere l’arrivo dell’autunno meno grigio e cupo, invogliando i siciliani e gli amanti della Sicilia a scoprirla e riscoprirla, seguendone i racconti, le tradizioni, i colori e i sapori.

Notizie

I luoghi del Barocco della Sicilia Sud-Orientale, già riuniti nel GAL Terra Barocca, si uniranno presto in una nuova unica destinazione, a conclusione del progetto “Enjoy Barocco – Sicilian Experience”, giunto ormai alle stesure finali. 

I comuni di Ragusa, Modica, Scicli, Ispica e Santa Croce Camerina, infatti, hanno aderito a questo innovativo masterplan di sviluppo turistico, dopo essersi uniti nel Gruppo di Azione Locale volto a creare una strategia di sviluppo dal basso verso l’alto, incentrata sull’architettura barocca tipica della zona, considerata Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco

La nuova “maxi-destinazione” turistica di “Enjoy Barocco” avrà l’obiettivo di dare ulteriore solidità alle realtà dei cinque comuni sopracitati, aumentandone la visibilità e il riscontro internazionale, trasformando l’area in un polo turistico unico e ben strutturato, incentivando così i viaggi in Sicilia

Questa particolare e unica zona della Sicilia era già stata al centro di una grande novità con l’inaugurazione quest’estate di un itinerario specifico tra le vie del Barocco, dedicata agli appassionati di architettura e cultura e non solo: gli stessi territori, infatti, sono anche legati a doppio filo con il mondo della letteratura, essendo le location dei libri e delle fiction della saga del Commissario Montalbano di Andrea Camilleri. 

I cinque comuni di “Enjoy Barocco – Sicilian Experience” punteranno anche su altri aspetti che accomunano l’area, che naturalmente non possono essere trascurati: si parla infatti delle coste titolari di bandiere blu, come Ispica, Pozzallo e Marina di Ragusa, e di luoghi dalla profonda e interessante cultura enogastronomica, data la grossissima presenza di vigne, mandorleti e produzioni d’eccellenza tipici della zona.

Dopo Agrigento e i suoi numeri sul turismo di quest’estate, la Sicilia si prepara dunque nuovamente a far parlare di sé, incrementando e strutturando la sua offerta turistica basandosi sulle bellezze e le possibilità dell’area Sud-Orientale, che sicuramente non mancano. 

Notizie

L’estate è ormai volta al termine ma, come era già stato previsto, molte persone hanno scelto di protrarre il proprio periodo vacanziero tra settembre e ottobre, complice il ritardo della partenza della stagione estiva. Così come abbiamo avuto modo di vedere a inizio giugno, in Italia e in Europa le regole di ingresso di turisti e visitatori alla luce delle norme di sicurezza da attuare sono in continua evoluzione, e ci sono delle novità per l’autunno, utili da sapere per chi sta progettando un viaggio in questi mesi.

In Italia la situazione resta pressoché invariata, i cittadini possono spostarsi liberamente all’interno del territorio italiano eccezion fatta per la Sardegna, che richiederà fino al 7 ottobre la registrazione obbligatoria con apposita procedura sia per i turisti sia per i sardi di rientro da altre località: oltre alla registrazione, che può avvenire anche in anticipo, viene richiesto inoltre un update sullo stato di salute da presentare un paio di giorni prima dell’arrivo.

Stessa cosa viene richiesta dal Belgio, che sta invece attuando una strategia “a semaforo” in costante evoluzione, con l’applicazione di protocolli diversi in base alla località di provenienza, se ritenuta più o meno a rischio epidemiologico: dal 2 settembre alcune regioni italiane sono state classificate come “arancioni”, per le quali è necessario presentare la certificazione di tampone negativo prima di accedere all’interno del paese.

Francia e Danimarca, invece, hanno allentato le misure restrittive intraprese durante il periodo estivo, lasciando adesso circolare liberamente i cittadini provenienti dall’Unione Europea eccezion fatta per i visitatori dal Regno Unito, per cui è ancora previsto l’isolamento domiciliare, in reciprocità con la reintroduzione in Gran Bretagna, appunto, della quarantena per 14 giorni.

Andando invece nel dettaglio della Sicilia e, nello specifico, dell’Aeroporto di Palermo, secondo l’ordinanza n° 34 del 10 settembre 2020, tutti i passeggeri in arrivo da Grecia, Spagna, Malta, Francia e Croazia dovranno sottoporsi al tampone oro-rino-faringeo, all’interno dell’apposita area allestita all’interno della struttura aeroportuale stessa (a meno che non si sia effettuato un tampone entro le 72 ore prima presso una struttura sanitaria certificata), e registrarsi presso apposite piattaforme in modo da monitorare eventuali aggiornamenti di salute. Nell’ottica di garantire maggiore sicurezza, inoltre, è stato siglato un accordo Gesap-Asp per tamponi e test sierologico su base volontaria per tutti gli aeroportuali.

In questo autunno ancora “caldo”, sia per il clima sia per l’emergenza sanitaria, una piccola nota positiva per i nostri viaggi la introduce Ryanair, che da fine ottobre incrementerà le sue tratte Palermo-Memmingen e offrirà ai suoi passeggeri delle tariffe scontate per incrementare i viaggi verso l’Europa.

Notizie

“Mondi Imperfetti” è il tema della undicesima edizione di “Una Marina di Libri”, ormai storico appuntamento annuale con l’editoria indipendente che per quest’anno ha slittato al mese settembre, abbandonando il classico weekend di inizio estate a causa dell’emergenza sanitaria. Dal 24 al 27 settembre, dunque, presso l’Orto Botanico si terrà la nuova edizione del festival, il cui tema risulta particolarmente adatto, se non profetico, al periodo che stiamo vivendo.

L’imperfezione come pretesto per l’arricchimento, la bellezza della differenza e la possibilità di miglioramento grazie al diverso sono il fulcro degli interventi e delle presentazioni che verranno proposte ai visitatori, con grande approfondimento sulla distopia, tirando in ballo autori storici come Orwell, Asimov e Bradbury e sulla linguistica, la semiotica e la comunicazione, viste come importante strumento di evoluzione culturale.

Ampio spazio verrà lasciato anche alla sicilianità, con la partecipazione di Stefania Auci, autrice del successo editoriale “I leoni di Sicilia” sulle origini della dinastia Florio e con la commemorazione di Andrea Camilleri a cura della casa editrice Sellerio.

Novità di questa edizione è lo spazio dedicato alla saggistica e alla narrativa musicale, con “Marina Rolls” e al mondo della scuola e dell’innovazione, argomenti di punta di questa stagione soprattutto per lo stretto legame che ha accomunato i due aspetti durante il periodo del lockdown.

Sebbene l’emergenza sanitaria abbia messo a dura prova l’organizzazione di questa nuova edizione, la partnership con l’Università di Palermo e con altre realtà cittadine ha permesso di mettere in piedi uno degli appuntamenti più amati dai palermitani, che da ben quattro anni si tiene all’Orto Botanico, luogo suggestivo particolarmente idoneo ad accogliere la struttura plastic-free degli stand degli editori partecipanti. Proprio a seguito delle norme di sicurezza da rispettare, quest’anno il numero di visitatori verrà regolato in modo tale da permettere una fruizione in tutta serenità del festival: a rendere ancor più agevole la visione di presentazioni e iniziative ci penserà il web, già chiamato in causa in occasione di “Smartina: una Marina di Libri a distanza”, ciclo di seminari tematici organizzato nel mese di giugno mediante la piattaforma di Microsoft Teams.

Sebbene in forma leggermente diversa e “ridimensionata” rispetto agli altri anni, Una Marina di Libri torna a far respirare la letteratura indipendente ai palermitani e ai turisti in visita a Palermo, ispirandoli con modalità sempre nuove, un modo di far fronte con cultura ed intraprendenza ad un “periodo imperfetto”.

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