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Weekend a Palermo: dai pappagalli alle Nozze di Figaro

Weekend a Palermo: dai pappagalli alle Nozze di Figaro

Quel che abbiamo davanti è un fine settimana denso di eventi. Accanto a quanto organizzato nell’ambito di Palermo capitale italiana della cultura (fra l’altro la mostra “Futurismo e futuristi: l’impatto e l’oltre“, allestita presso l’Archivio storico comunale fino al 5 giugno), si accendono pian piano i riflettori sugli eventi collaterali di Manifesta: ancor prima dell’avvio ufficiale della Biennale d’Arte, il prossimo 16 giugno, c’è già qualcosa da vedere e visitare. Così domani alle 18, all’Orto Botanico prende l’avvio il progetto Radiceterna curato da Valentina Bruschi, Ignazio Mortellaro, Eveline Wüthrich e Vittorio Rappa. Si tratta di un evento articolato, il cui titolo fa riferimento al famoso lavoro neon di Mario Merz che verrà installato all’esterno del Calidarium, in collaborazione con la Fondazione Merz. Il progetto comprende la creazione di una nuova biblioteca permanente, proprio nel Calidarium, dedicata all’Arte e alla Natura, con annesso spazio espositivo per lo studio e la ricerca sui medesimi temi. Nel corso dell’anno ci saranno quattro mostre monografiche che seguono i temi della “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio, ciascuna accompagnata da una live performance di musica elettronica curata da Luca Mortellaro, in arte Lucy, fondatore dell’etichetta discografica berlinese Stroboscopic Artefacts. Domani si comincia con Allora & Calzadilla, selezionati con il video “The Great Silence” per il primo libro di Plinio, “Astronomia e Meterologia” (il racconto del pappagallo amazzonico trova qui una sua collocazione perfetta, visto che fra i rami degli alberi dell’Orto Botanico vivono migliaia di pappagallini equatoriali che, fuggiti dalle gabbie, qui hanno trovato l’ambiente ideale per riprodursi).

Altro luogo, altri percorsi culturali: al museo Salinas si visita fino al 30 maggio Dipinti, argenti e maioliche del Museo Nazionale di Palermo. Dalle collezioni all’arredo. Si tratta di un’esposizione di oggetti tratti dagli inesauribili depositi di quello che un tempo fu il Museo Nazionale, pezzi che raccontano un pezzetto di storia italiana, fatto di vetusti collezionisti e interessanti lasciti, di archeologi dediti al bello e nobili con il pallino dell’arte. Per la prima volta dopo circa 70 anni si potranno vedere alcuni dipinti di varia cronologia, che fanno parte delle donazioni dei nobili signori siciliani, (il principe di Belmonte, il marchese tedesco alla corte  dei Borboni, Jacob Joseph Haus, la marchesa di Torrearsa o Agostino Gallo)che nel 1814 contribuirono alla nascita del Regio Museo dell’Università. Inoltre maioliche provenienti per lo più da officine di Caltagirone, arredi sacri in argento (XVII – XIX secolo) e quattro stipi in legno pregiato utilizzati come monetieri.

Pochi passi ci separano dal Teatro Massimo dove, da oggi, vanno in scena Le nozze di Figaro di Mozart con la regia di Chiara Muti e, sul podio il direttore musicale del Teatro Massimo, Gabriele Ferro. La celebre opera torna a Palermo dopo quasi vent’anni, in un nuovo allestimento realizzato proprio dal teatro in coproduzione con il San Carlo di Napoli e il Petruzzelli di Bari. Rappresentata per la prima volta nel 1786, per andare in scena dovette sfidare i mille intrighi della corte asburgica e la censura, che aveva proibito di rappresentare la commedia di Beaumarchais dalla quale è tratto il libretto. Ebbe però subito un grande successo e il favore del pubblico l’accompagna da allora, grazie alla perfezione del meccanismo drammaturgico e della struttura musicale (repliche fino al 26 maggio).

Rimanendo in tema di musica, ma andando su qualcosa di totalmente diverso, vi segnaliamo che fino al 27 maggio i Cantieri Culturali alla Zisa ospitano RI(E)VOLUZIONE – MUSICA RIBELLE, rassegna che l’associazione Curva Minore dedica alla musica del 68. Il direttore artistico Lelio Giannetto ha deciso di cercare di capire con gli artisti quali influenze e ricadute di quell’anno siano ancora vive oggi. Ai Cantieri, visitabili per tutto il periodo della rassegna, le due installazioni del compositore e artista sardo Alessandro Olla Onde corte – Geografie possibili.

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