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Dieci motivi (+1) per venire a Palermo

Dieci motivi (+1) per venire a Palermo

Il primo e più evidente motivo per visitare il capoluogo siciliano quest’anno è che la città è Capitale Italiana della Cultura e sede di Manifesta (ne abbiamo scritto QUI). Ma oggi non è di questo che vogliamo dirvi. I nostri dieci motivi per venire a Palermo, infatti, non valgono solo quest’anno!

Il patrimonio arabo normanno

Nel Medioevo, l’incontro fra i normanni e gli arabi produsse un risultato inatteso. I conquistatori normanni, infatti, ebbero la lungimiranza di mantenere un rapporto pacifico e produttivo con la popolazione saracena, consentendo una relativa libertà di culto e soprattutto valorizzando le competenze artistiche, scientifiche e culturali che trovarono. Il prodotto più maturo di questo incontro di culture sono i monumenti arabo – normanni, inseriti nel Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO sette dei quali sono a Palermo: il Palazzo reale con la Cappella Palatina, le chiese della Martorana e di San Cataldo, il castello della Zisa, il Ponte dell’Ammiraglio, il complesso di San Giovanni degli Eremiti e la cattedrale. A questi vanno aggiunte le due cattedrali di Monreale e Cefalù.

Il gelato con la brioche

A Palermo è praticamente impossibile restare delusi dal gelato. Nella maggior parte dei casi la preparazione è artigianale, a partire da materie prime fresche per un risultato sempre squisito. I gusti fra cui scegliere sono decine, soprattutto in estate quando si moltiplica la disponibilità di frutta fresca. Difficile scegliere, un solo must: fatevi servire il gelato nella brioche, morbidissima, con il “tuppo”.

Monte Pellegrino

La caratteristica sagoma di Monte Pellegrino (che vedete in copertina), che Goethe definì il “promontorio più bello del mondo”, domina Palermo protendendosi sul mare, dando personalità allo skyline della città. Fra i punti migliori per ammirarlo ci sono il lungomare e la Cala, ma su Monte Pellegrino è possibile anche salire. Una comoda rotabile si inerpica in ampi tornanti fin sulla cima, aprendosi di quando in quando sul panorama della città e del mare. Sulla vetta si visita il Santuario di Santa Rosalia, che ingloba la grotta in cui, secondo la tradizione, visse e morì la patrona di Palermo.

La spiaggia di Mondello

D’accordo, siamo un po’ fuori stagione, la la spiaggia sabbiosa di Mondello è una meta imperdibile. E del resto basta un raggio di sole per rendere piacevole la passeggiata (in questi giorni, poi, la primavera è davvero nell’aria!). Il simbolo di Mondello è l’Antico Stabilimento Balneare, un bellissimo edificio liberty costruito oltre un secolo. All’interno ha sede un elegante ristorante.

Uno spettacolo al Teatro Massimo

Può sembrare incredibile, ma dopo quelli di Parigi e Vienna, il terzo teatro dell’opera più grande d’Europa si trova a Palermo. Questa costruzione imponente venne realizzata alla fine dell’Ottocento, radendo al suolo un intero quartiere. Inaugurato nel 1897, il teatro ospita una raffinata stagione di opera e balletti, con i grandi protagonisti della scena internazionale. Quest’anno, ad esempio, a ottobre, si potrà assistere al debutto di John Turturro alla guida di un’opera lirica, il Rigoletto di Giuseppe Verdi.

Le catacombe dei cappuccini

Non sono un unicum in assoluto, ma da nessun’altra parte potrete vedere la stessa incredibile quantità di mummie: le catacombe dei Cappuccini, che si estendono al di sotto di un convento francescano, raccolgono migliaia di macabre mummie, tutte perfettamente vestite. Fino all’Ottocento, le famiglie benestanti palermitane e gli ecclesiastici consideravano la mummificazione una procedura non solo legittima ma anche desiderabile, per conservare i corpi dei defunti, e i francescani eseguivano la procedura a pagamento. Le mummie venivano sistemate nelle catacombe… e sono ancora lì. La più straordinaria è quella di una bambina, Rosalia Lombardo, il cui corpo si è conservato intatto e che per questa ragione è stata sistemata in una teca ad alta tecnologia. La visita è sconsigliata alle persone impressionabili.

La Casina Cinese

Alla periferia settentrionale di Palermo, al limitare del Parco della Favorita, questa palazzina venne costruita alla fine del Settecento per accogliere il re Borbone Ferdinando e la sua famiglia, costretti a fuggire da Napoli. Sebbene a quell’epoca il gusto per le cineserie fosse molto diffuso nelle corti di mezza Europa e nelle case delle famiglie aristocratiche più in vista, questo è l’unico esempio di edificio realizzato in questo stile. A onor del vero, quello innamorato delle cineserie era il re: la consorte, regina Carolina, preferiva il neoclassico, ispirata dai recenti rinvenimenti a Pompei, e il moresco, e così alcuni ambienti sono stati realizzati invece in due stili completamente diversi.

Lo street food

Palermo è una delle capitali mondiali del cibo di strada, non solo perché le sue specialità sono molto saporite ma anche perché sono tantissime! Ce n’è davvero per tutti i gusti, da quelli più “abbordabili” come lo sfincione, una focaccia alta e soffice, condita con pomodoro, acciughe, pangrattato e cipolle, le panelle (frittelline di ceci) e i cazzilli (crocchette di patate); a quelli che richiedono uno spirito un po’ più curioso, come il pani ca’ meusa, un panino imbottito di fettine di milza e formaggio, le stigghiole, interiora di agnello, e la quarume, bollito misto di frattaglie.

Una visita in palazzo nobiliare

Palermo vanta uno straordinario patrimonio architettonico, con un’incredibile quantità di antichi palazzi edificati dalle famiglie aristocratiche nel corso dei secoli. Se siete curiosi di sapere come si svolgeva (e si svolge) la vita fra quelle antiche mura, potete visitare Palazzo Mirto, oggi di proprietà della Regione Siciliana e custodito intatto con arredi e decori; e il Palazzo Conte Federico, di origine antichissima e ancora abitato dai discendenti dei primi, nobili proprietari.

Palazzo Abatellis

Questo bellissimo palazzo nello storico quartiere Kalsa, uno dei più antichi della città, ospita oggi la ricca Galleria regionale che documenta l’arte siciliane dal Medioevo alle soglie della modernità. Vi sono custoditi capolavori assoluti come il Trionfo della Morte, un affresco trecentesco al quale si ispirò Pablo Picasso per la sua Guernica, e l’Annunciata di Antonello da Messina. Domenica 4 marzo, l’affresco sarà fra i protagonisti di un originale tour chiamato proprio “Il trionfo della Morte”. I partecipanti si incontreranno davanti al palazzo e oltre all’affresco visiteranno con le guide alcuni luoghi collegati dal tema della morte: la Cripta dei Cocchieri, il Cortile della Morte, la Chiesa di Santa Maria degli Agonizzanti. Per info, visitate il sito terradamare.org.

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Un commento

  1. Anto

    13 marzo 2018 at 0:33

    Il cibo la fa da padrona!

    Reply

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