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10 siti delle Vie dei Tesori da non perdere

10 siti delle Vie dei Tesori da non perdere

Saranno oltre 110 i palazzi, le ville, le terrazze, le cripte, le chiese aperte a Palermo per Le Vie dei Tesori a partire da oggi. 110 luoghi che si potranno visitare insieme alle guide, molti dei quali solitamente chiusi o inaccessibili al pubblico. Il programma comprende anche passeggiate, concerti, spettacoli teatrali e molto altro: tutto il dettaglio lo trovate sul sito www.leviedeitesori.it. Qui i nostri suggerimenti per 10 luoghi da non perdere nei giorni della manifestazione.

Castello dell’Uscibene

Tanto è conosciuto il castello della Zisa, tanto quello dell’Uscibene è invece pressoché dimenticato. Costruito forse addirittura prima del regno normanno, il castello è rimasto abbandonato per secoli, ma le caratteristiche architettoniche sono ancora leggibili. Al momento è allo studio il suo recupero.

Grotta miracolosa dell’Acquasanta

La sorgente di acqua termale che sgorga all’interno della grotta della Madonna è stata a lungo considerata miracolosa, talmente preziosa da dare il nome all’intera borgata. La grotta venne trasformata in luogo di culto per via del ritrovamento, nel 1022, di un affresco della Vergine. Per secoli la sorgente è stata meta di pellegrinaggio e il piccolo santuario venne denominato la “Lourdes della Sicilia”. Alla fine dell’Ottocento le acque andarono ad alimentare lo stabilimento di bagni minerali dei fratelli Pandolfo. Agli inizi del Novecento, la grotta fu chiusa, poi saccheggiata e spogliata delle sue opere d’ arte.

Rifugio Antiaereo di Palazzo di Città

Sotto il Palazzo delle Aquile, accessibile da una porticina, il rifugio antiaereo riporta al periodo spaventoso della seconda guerra mondiale, quando ogni giorno poteva essere l’ultimo e per proteggersi dai bombardamenti si scendeva sottoterra. La visita è inquietante e affascinante allo stesso tempo.

Villa dei Quattro Pizzi all’Arenella

A partire dal 1930, l’architetto Carlo Giachery, su incarico di Vincenzo Florio, progettò la trasformazione in residenza del complesso della tonnara dell’Arenella. Nacque così la leziosa villa neogotica chiamata i “Quattro Pizzi”. Gli interni, con la loro fastosa decorazione cromatica e lo straordinario mobilio dai particolari ricami in legno, affascinò talmente lo zar di Russia Nicola I, in occasione della sua visita con moglie e figlia nel 1845, da ordinare la realizzazione di una sala identica nella residenza imperiale di San Pietroburgo, che fu chiamata “Rinella”.

Fabbrica Anice Tutone

L’”acqua e zammù” è una delle bevande rinfrescanti più diffuse in Sicilia, e l’uso di mescolare l’acqua con l’anice affonda le radici al periodo della dominazione araba. L’anice unico, invece, è un segreto della famiglia Tutone, custodito da sette generazioni, e alla base dell’attività di questa grande azienda siciliana. Il Museo dinamico Tutone si trova all’interno del Palazzo Ajutamicristo, non distante dal primo chioschetto di famiglia, aperto nel 1813 in piazza Rivoluzione.

Museo del caffè di Morettino

Imperdibile per tutti coloro che amano il buon caffè italiano, questo piccolo museo espone una collezione di macinini e tostacaffè, macchine per espresso e dipinti naif per raccontare la storia di una bevanda che è inscritta nel dna del siciliano doc. Più di 1000 strumenti per la lavorazione del caffè provenienti da tutte le parti del mondo e risalenti a epoche diverse, dal macinino turco del Seicento alla caffettiera-locomotiva del Toselli. Il museo mostra anche l’angolo del barista con macchine per espresso recuperate nei vecchi bar italiani.

Sorgenti del Gabriele

Le sorgenti naturali ai piedi della “conigliera”, gestite dall’Amap, che ancora oggi riforniscono l’acquedotto palermitano, prendono nome forse dall’arabo “Al Garbal”, che significa grotta irrigante, segno che le sorgenti erano conosciute già nel X secolo. Le quattro sorgenti – Gabrielotto, Cuba, Nixio e Campofranco – si trovano all’interno di edifici bianchi, che spiccano tra la vegetazione di macchia mediterranea.

Palazzo delle Poste

Gli storici dell’arte hanno definito questo palazzo, inaugurato nel 1934, un piccolo museo futurista, per via dei cinque capolavori di Benedetta Cappa Marinetti che vi sono custoditi, ma anche per la presenza di arredi originali, tendaggi, pannelli di chiara matrice futurista. Senza dimenticare le altre opere d’arte come i due quadri di Tato (Guglielmo Sansoni) aeropittore futurista, la tela di Piero Bevilacqua dedicata all’avveniristica televisione, la scultura di impronta classica di Corrado Vigni.

Sede storica della Banca d’Italia

Il grande edificio in via Cavour venne costruito a partire dal 1925 su progetto di Salvatore Caronia Roberti, allievo di Ernesto Basile. Un possente bugnato, colonne e capitelli, decorazioni a testa di leone e cornucopie caratterizzano l’esterno del palazzo, mentre l’interno, in stile Liberty presenta pregiati marmi e vetrate policrome, arredi delle officine Ducrot e opere d’arte.

Casa museo del costume teatrale

Una chicca inattesa nel cuore del quartiere Brancaccio, la prima esposizione storica del costume teatrale nel sud Italia. In mostra, grazie all’iniziativa dei fratelli Pipi (titolari della storica sartoria) di Gessica Genco, stoffe e figurini, decori raffinati e foto di star dello spettacolo, per un affascinante viaggio dietro le quinte di un teatro.

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