Appunti
Monte Pellegrino, la montagna di Palermo

Monte Pellegrino, la montagna di Palermo

Aspettando il festino di Santa Rosalia, questa settimana vogliamo raccontarvi di Monte Pellegrino, il luogo in cui la santa visse da eremita: questa montagna, iconica della nostra città, è riconoscibile a grande distanza per la sua posizione solitaria, protesa sul mare, e per la sua sagoma particolare che, secondo alcuni, rammenta quella di un cane dormiente, secondo altri ha il profilo di un uomo disteso.

Sia come sia, la montagna è il primo saluto ai viaggiatori che giungono a Palermo, ed è anche luogo privilegiato per ammirare dall’alto la città. Grazie alla strada panoramica che giunge fino alla vetta è possibile infatti apprezzare la vista su ogni parte di Palermo: il golfo di Mondello impreziosito dalla mole leziosa dell’Antico Stabilimento Balneare, le strade e le piazze contornate dai palazzi dei quartieri di moderna espansione a nord della vecchia città, il parco della Favorita con la Palazzina Cinese, il centro storico, con la mole del Teatro Massimo, le cupole delle chiese antiche e le imbarcazioni nel porto della Cala. Tutto intorno le basse montagne che racchiudono la Conca d’Oro e, in lontananza, da una parte Capo Zafferano, dall’altra il caratteristico profilo di Isola delle Femmine che fa capolino dietro Pizzo Manolfo.

Monte Pellegrino è una montagna molto antica, dalla forma particolare e accidentata, con tante grotte alcune delle quali, nella preistoria, erano abitate, come testimoniano, fra altre cose, dipinti rupestri e graffiti rinvenuti sulle pareti (alcuni di essi hanno ispirato recentemente la realizzazione di affascinanti opere d’arte: ne abbiamo scritto la scorsa settimana).

In una di queste grotte, presso la vetta, visse la santuzza tanto cara ai palermitani, e da questo discende il legame profondo della città con la montagna. Una visita al santuario e alla grotta è un’esperienza affascinante, un tuffo nell’autentica religiosità palermitana.

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