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Street food palermitano, sempre sulla cresta dell’onda

Street food palermitano, sempre sulla cresta dell’onda

L’ultimo in ordine di tempo è stato Gregor Clark, giornalista della Lonely Planet, la celebre casa editrice australiana che, in un articolo pubblicato pochi giorni fa sul sito delle famose guide, ha celebrato i sapori dello street food palermitano.

L’articolo, per la verità, non manca di ironia. Vengono elencate, infatti, sei specialità locali, dalla più “innocente” – lo sfincione – alla più azzardata, il pani ca’ meusa, espressamente dedicato agli stomaci più forti. D’altro canto un palermitano non ci pensa mai, ma si tratta di una preparazione davvero singolare: agli occhi di uno straniero un panino con fettine di milza cotte nello strutto ha la stessa valenza di una medusa fritta o un serpente lessato.

Fortunatamente non è indispensabile avere uno spirito avventuroso per apprezzare lo street food di Palermo. Le arancine, ad esempio, con il ripieno di ragù o di bechamel e prosciutto, sono una delizia che chiunque si può concedere. Peraltro, accanto ai citati gusti “classici”, ce ne sono ormai molti altri, dai gamberi agli spinaci, quindi tutti possono trovare qualcosa di proprio gradimento. Lo stesso vale per le panelle, le squisite frittelline di farina di ceci, e i cazzilli, crocchette di patate, che vi serviranno in una focaccina profumata di sesamo. I cibi di strada palermitani sono tanti e appetitosi, tanto che la città è considerata una delle capitali mondiali dello street food. Per gustarli basta andare in una delle tante rosticcerie del centro storico oppure fermare per strada uno degli ambulanti che, con alte “abbanniate” (richiami), magnificano il loro prodotto. Vi interesserà sapere che dal capolinea del nostro pullman alla stazione centrale (linea Palermo-Aeroporto), basta una breve passeggiata per raggiungere il mercato di Ballarò, dove non mancherete di trovare venditori di ogni specialità.

Lo street food palermitano, insomma, va di moda. Un tempo cibo poco elegante di ancor meno eleganti rappresentanti dei ceti “bassi” adesso è trendy e i vari panellari, meusari eccetera si trovano a servire una clientela più VIP. Cavalcando l’onda, c’è chi si inventa food tour negli storici mercati palermitani, chi compila guide dedicate e chi mette in piedi una produzione bio, servendo ai clienti panelle certificate in panini integrali.

foto sfincione palermitano di Rino Porrovecchio, foto pane e panelle di Mat’s Eye, foto panino con la milza di Franco Pecchio, foto arancine di Gmelfi

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Un commento

  1. Jessie

    21 luglio 2016 at 2:11

    That’s really thninikg of the highest order

    Reply

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