Senza categoria

Il progetto che ha portato Palermo a ottenere l’ambito riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura per il 2018 non è un semplice “contenitore” di eventi ma un progetto che si caratterizza per il suo grande respiro umanitario, lo slancio all’inclusione, alla formazione permanente, alla creazione di capacità e di cittadinanza, senza trascurare la valorizzazione del patrimonio e delle produzioni artistiche contemporanee. La sua forza sta nell’essere riuscita a mettere in rete le istituzioni culturali della città, l’associazionismo e i suoi festival;  nell’essersi allargata non solo alla Città Metropolitana ma a tutta la regione, moltiplicando il valore aggiunto della Biennale Manifesta12 che aprirà a giugno e fino a novembre proietterà la città nel mondo dell’arte internazionale. La grande Biennale, peraltro, sarà l’occasione per aprire al pubblico il grandioso Palazzo Butera, restaurato dai coniugi Valsecchi, autentici mecenati dei nostri tempi che porteranno a Palermo una parte della loro sterminata collezione d’arte. Il 2018, insomma, si dipanerà fra arte, musica, teatro, grandi eventi, appuntamenti, convegni, sport (il dettaglio degli eventi sul sito palermocapitalecultura.it).

I progetti sono tantissimi a cominciare dalle mostre di livello internazionale fra cui quelle dedicate alle immagini di Spencer Tunick (nella Galleria ZAC dal 14 aprile al 2 giugno) e di Robert Capa (Albergo dei Poveri dal 14 aprile al 2 settembre), e la mostra-evento su Antonello da Messina, in ottobre. Ci saranno il festival MigrArti del MIBACT (8-11 marzo) e la Festa Europea della Musica che porterà a Palermo mille giovani musicisti da tutta Europa in giugno. Nel corso dell’anno prenderanno vita anche interventi strutturali, come l’apertura di due nuovi “parchi”: Al Medina Al Aziz che ruota attorno all’antico Castello della Zisa, patrimonio UNESCO con altri otto monumenti del sito seriale arabo normanno – e il cuore verde del parco Casina Cinese – Pitrè.

Appunti

Entra nel vivo il Carnevale, con feste e veglioni in tante località. A Palermo domenica debutta Carnival, un grande spettacolo di musica e parole che vede protagonisti Salvo Piparo e l’Orchestra Giovanile Siciliana. Leggi tutto

Appunti

Visto che almeno “una volta all’anno è lecito impazzire”, come volevano i nostri avi romani, tanto vale far durare un po’ quell’unica volta: sembra essere questo lo spirito alla base del Carnevale di Acireale i cui festeggiamenti inizieranno sabato 3 febbraio per proseguire, pur con qualche interruzione, fino al 13. Leggi tutto

Appunti

Prendono il via, in questi giorni, i primi appuntamenti legati a Palermo Capitale della Cultura, un “contenitore” di iniziative che ci accompagnerà per tutto il 2018. Fra i primi arriva la mostra “1968/2018 PAUSA SISMICA. Cinquant’anni dal terremoto del Belìce. Vicende e visioni”, che si potrà visitare dal 28 gennaio al 13 marzo. La mostra, allestita presso la Fondazione Sant’Elia, comprende materiali di vario genere: le foto dei primi reporter accorsi sul posto – Enzo Brai, Nino Giaramidaro, Melo Minnella, Nicola Scafidi – e quelle di Letizia Battaglia che documentò il periodo nelle baracche (durato moltissimo tempo: le ultime furono smantellate nel 2006!); i primi video, i filmati degli archivi Rai. Materiale che documenta non soltanto la tragedia del terremoto che squassò il Belìce cinquant’anni fa – nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 morirono circa 300 persone (il numero esatto non si sa), 1000 furono i feriti e 70 mila gli sfollati – ma anche quello che fu il primo grande “caso” del dopoguerra che mise a nudo l’impreparazione dei soccorritori, l’inerzia dello Stato, lo squallore dei luoghi dove ancora, nel 1976, 47 mila persone vivevano nelle baracche. Il sisma portò alla luce una realtà sconosciuta, quella della Sicilia rurale e arretrata che lo Stato aveva dimenticato.

Ampio spazio è dedicato al progetto urbanistico per Gibellina Nuova, i bozzetti dei monumenti e le opere degli artisti che, raccogliendo l’appello del sindaco Ludovico Corrao, parteciparono al tentativo di ricostruzione del territorio nel segno dell’arte. Un tentativo con esiti misti, come si può osservare andando proprio a Gibellina nuova (magari prendendo un pullmino a noleggio per andare con gli amici) e osservando monumenti e architetture esistenti. Con l’occasione si può visitare anche il Museo delle Trame Mediterranee, creato dalla fondazione Orestiadi voluta proprio dal sindaco Corrao. Qui si esplorano i legami artistici e culturali che legano le varie sponde del Mediterrano ma sono esposte anche opere degli artisti che parteciparono al visionario progetto (per approfondire, ecco un articolo che ne parla). La mostra – curata dalla Fondazione Orestiadi e coprodotta dalla Fondazione Sant’Elia, in collaborazione con il Comune di Gibellina – va avanti per temi e sezioni che, nel loro intrecciarsi, restituiscono la complessità dell’accaduto.

Appunti

Continua il nostro “viaggio” fra le località della provincia quotidianamente toccate dalle nostre corriere. Oggi vogliamo dedicarci a due paesi non molto distanti da Palermo, al principio di un’ampia zona rurale conosciuta come Alto Belice Corleonese. Leggi tutto

Appunti

Per noi di Prestia & Comandè Cianciana, Alessandria della Rocca, Bivona e Santo Stefano Quisquina non sono solo dei puntini su una cartina geografica, ma sono i luoghi che visitiamo quotidianamente. Così oggi ve li vogliamo presentare. Leggi tutto

Appunti

Forte di un grande successo di pubblico, lo Street Food Fest di Palermo si avvia a diventare una delle manifestazioni di punta del calendario degli eventi delle città. Così, accanto alla edizione estiva, si è deciso di replicare anche quella invernale che partirà da oggi e proseguirà fino al 17 dicembre. Leggi tutto

Facebook

Google+